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Alberto Franceschini, nato a
Reggio Emilia, ex studente di ingegneria, ex militante del
partito comunista, matura negli anni sessanta la scelta
della lotta armata. Poco più che ventenne si trasferisce a
Milano dove incontra Renato Curcio e
Margherita Cagol,
appena sposati e provenienti dall’esperienza di Trento.
Alberto, Renato e Margherita vanno a vivere insieme in un
piccolo appartamento. Qui disegnano la stella a cinque
punte; qui scrivono i primi volantini a sostegno dell’azione
di un gruppo di operai della Sit-Siemens, gruppo che si
mostra il più oltranzista fra quelli che agiscono alla
sinistra dei sindacati nelle fabbriche.
Mario Moretti è già uno dei leader
del gruppo. Assieme a lui, Franceschini, Curcio e la Cagol,
costituiranno il primo nucleo delle Br e decideranno il
passaggio definitivo alla lotta armata. Arrestato insieme a
Renato Curcio nell’autunno del 1974 pochi mesi dopo il
sequestro Sossi, Franceschini subirà una condanna a oltre
sessant’ anni di carcere per costituzione di banda armata,
due sequestri, rivolte carcerarie oltraggi in aula. Si
dissocia dalla lotta armata nel 1983 senza avere a suo
carico reati di omicidio.
Dal 15 gennaio 1988 è in
affidamento al lavoro esterno, in base a quanto dispone
l’art. 21 della riforma carceraria applicato nei confronti
dei detenuti non pericolosi. Attualmente lavora all’Arci,
presso la redazione del periodico <<Ora d’aria>>. Torna
tutte le sere nel carcere di Rebibbia.
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