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Homepage Libri Le testimonianze "Compagna luna"

   
  Autore: Barbara Balzerani
   
   
  Editore: Feltrinelli
  Collana:  
  Data pubblicazione: 1998
  ISBN: 88-07-17028-0
  Pagine: 140
   
   
  Giudizio: da definire
   
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«Questa non è la storia delle Brigate Rosse. Non potrei essere io a farla. È solo una parte di quanto ho vissuto e di come».

In questo breve spaccato del prologo di “Compagna luna” è racchiuso tutto il senso e lo spessore del libro di Barbara Balzerani. Non ci troviamo di fronte ad un ‘com’eravamo’, tanto meno ad uno dei numerosi tentativi di rimettere ordine nel passato delle BR compiuto da altri. Per dirla alla Leopardi, questo scritto è piuttosto la ‘storia di un’anima’, un percorso interiore che parte dalle inquietudini dell’adolescenza per attraversare poi altrettanti dubbi, dogmi veri e presunti, paure e speranze, fino ad un drammatico approdo, quel ‘fine pena: mai’ che sancisce lo stato giudiziario – e forse anche umano – a cui la Balzerani pare destinata. La forma scelta dalla scrittrice per raccontare e raccontarsi è quella del monologo, attraverso due registri: uno, quello in corsivo, rappresenta la voce più intima, quella del tempo interiore. L’altro, trattato con una più formale terza persona, si prende il difficile compito di parlare delle decisioni prese, della vita nel contesto collettivo del ‘noi’, non senza mantenere un atteggiamento pensoso e riflessivo verso quel concetto di appartenenza a quegli ideali che costituiscono il soggetto implicito del narrare.

In “Compagna luna” non c’è una sola riga che non sia problematica, non una sola parola che non racchiuda una riflessione dolente ed irrisolta. Questo perché la sua autrice si fa pienamente carico di tutte le sue identità: ragazza arrabbiata ed avida di urgenti risposte, militante, clandestina, fino a specchiarsi con tutte queste epoche della propria esistenza nell’isola della detenzione. Isola morale ancor prima che materiale.

Chi cerca date e nomi in questo libro resterà deluso. Perché il tempo della memoria, il flusso di coscienza su chi si è stati e chi si è non può avere rigidi inquadramenti cronologici. In certi tratti la prosa di Barbara Balzerani pare indirizzarsi ad una catarsi, permane però il senso di una persona di grande cultura letteraria e filosofica che, trovandosi a ragionare su se stessa, emana una struggente impotenza. Si noti però che mai la scrittrice cerca pietismo o compassione, anzi: l’incedere narrativo è una via crucis lucidissima che percorre tutte le tappe della strada intrapresa e perpetuata attraverso l’appartenenza al movimento studentesco prima, a Potere Operaio e alle BR poi. E lucida la Balzerani lo è anche verso se stessa in quanto acerba ragazza e poi donna consapevole. E’ forse questa impassibile lucidità a porre paradossalmente l’accento ai frangenti in cui il dramma avanza e la logica degli eventi pare venir meno senza potervi porre attivamente rimedio.

Nel suo libro “La peggio gioventù” Valerio Morucci scrive che ‘(…) Ha un dono Barbara. Anche lei sa scrivere, e bene. Da invidiarla, per questo’ . Ed è vero: “Compagna luna” è un’opera letteraria che ricorda, per questo suo doppio registro ‘pensiero – azione’ un capolavoro di Elio Vittorini, “Uomini e no” (1945), in cui sfera privata e necessità politico – sociale avanzano di pari passo, pur restando ben distinti nel carattere della scrittura. L’introspezione che caratterizza il libro della Balzerani rifugge da tentativi di retorica, mantenendosi cruda, essenziale e immediata nel suo carico di tensione emotiva. Ecco perché probabilmente questo libro piacerà più ai lettori di Proust che non agli storici o ai giuristi.

 

                                                                                                            Alessio Spina

 

Ultima modifica di questa pagina: sabato, 28 ottobre 2006 00.13

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