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Nel maggio 1984, alcuni militanti che nella discussione interna
alle BR-PCC avevano assunto la denominazione Seconda posizione,
distribuiscono l'opuscolo "Una importante battaglia politica nel movimento
rivoluzionario italiano", stampato in Francia.
Prima azione della Unione dei Comunisti Combattenti è
l'attentato ad Antonio Da Empoli, capo del dipartimento economico della
presidenza del Consiglio, compiuto a Roma il 21 febbraio 1986. Nel conflitto a
fuoco che accompagna questa azione, l'agente che scortava Da Empoli uccide la
militante Wilma Monaco.
Nella borsa di Wilma Monaco viene ritrovato un documento
intitolato: “Manifesto e tesi di fondazione”, datato “Ottobre 1985”. In esso tra
l'altro si afferma "... Sotto l'impulso e l'iniziativa di alcuni ex-militanti
delle Brigate Rosse fuoriusciti da questa organizzazione in seguito alle loro
battaglie per l'adozione delle tesi politiche enunciate nella cosiddetta
'seconda posizione', nel mese di ottobre 1985, si è costituita la Unione dei
Comunisti Combattenti".
Sulla scia dell'attentato a Da Empoli, nel febbraio del 1986,
l'UdCC diffonde una "Autointervista".
Ultima azione delle UdCC è l'uccisione, a Roma, il 20
marzo 1987, del generale dell'Aeronautica - sezione costruzioni armi e armamenti
aeronautici e spaziali - Licio Giorgieri.
In seguito agli arresti che si succedono in varie città italiane
ed estere, tra il maggio ed il giugno del 1987 questa organizzazione cessa di
esistere.
Per l’attività dell’UdCC sono
state inquisite 73 persone.
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