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Wilma
Monaco nasce a Roma, nel quartiere Testaccio, il 28 ottobre
1958 da una famiglia modesta. Frequenta il liceo linguistico
a Roma, dove comincia ad interessarsi di politica e a
militare nei movimenti. Si diploma nel 1976. Dopo un po’
comincia a lavorare come impiegata. Entra a far parte del
Movimento Proletario di Resistenza Offensiva, che coordinava
iniziative su temi specifici, come il problema della casa e
del lavoro. Queste iniziative permettono al MPRO di entrare
in contatto con le Brigate Rosse. Al momento dello
scioglimento del MPRO, le Br raccolgono alcuni suoi
militanti attraverso la proposta della costruzione dei
Nuclei Clandestini di Resistenza: Wilma si inserisce in uno
di questi gruppi.
Si sposa
con Gianni Pelosi, che sarà arrestato il 19 giugno 1985
insieme a Barbara Balzerani
a Ostia, vicino Roma. Nel 1982, quando le Brigate Rosse
subiscono l’ondata di arresti e di pentitismo, si sviluppa
un dibattito sul futuro della lotta armata. Wilma partecipa
attivamente a questo dibattito, che porterà a un’ulteriore
dispersione. Intanto Wilma partecipa alle lotte del
movimento pacifista, alle lotte contro l’installazione dei
missili Nato a Comiso, alle lotte dei disoccupati riuniti
nelle Liste di Lotta, alle quali lei stessa si iscrive. Nel
1983 si avvicina ad un gruppetto di fuoriusciti
dall’Organizzazione provenienti dalla Brigata Tiburtina, che
parlano di lotta armata anche se non producono atti pratici.
Questa situazione ambigua, però, produce un delatore che nel
luglio 1985 li denuncia: i componenti del gruppo, e Wilma
stessa, sono costretti alla clandestinità. La separazione da
Pelosi è, oltre che affettiva, politica: lui sceglie di
rimanere nelle “Brigate Rosse-Partito Comunista
Combattente”, lei è una scissionista legata alla “seconda
posizione” e contribuisce a formare, nell’ottobre 1985,
l’Unione dei Comunisti Combattenti (UdCC). La scissione tra
prima e seconda posizione si era già consumata nel 1984: nel
maggio di quell’anno, infatti, gli scissionisti avevano
distribuito l’opuscolo "Una importante battaglia politica
nel movimento rivoluzionario italiano”, stampato in
Francia, dove molti militanti della “seconda posizione”, e
poi anche Wilma, si erano rifugiati. Dell’UdCC fa parte
anche Geraldina Colotti, “Paola”, con cui Wilma comincia a
dividere un appartamento a Roma.
L’UdCC
programma la sua prima azione per il 21 febbraio 1986: si
tratta di gambizzare Antonio Da Empoli, capo del
Dipartimento Economico della presidenza del Consiglio
(quindi collaboratore diretto di Craxi). Wilma partecipa
all’azione. Nell’organizzazione dell’azione, però, non
tengono conto del fatto che l’autista di Da Empoli è un
poliziotto armato con compiti di scorta: durante l’azione,
l’autista spara e colpisce Wilma, che muore. Nella sua borsa
viene trovato un documento intitolato “Manifesto e tesi di
fondazione”, datato “Ottobre 1985”. In esso tra l'altro si
afferma "... Sotto l'impulso e l'iniziativa di alcuni
ex-militanti delle Brigate Rosse fuoriusciti da questa
organizzazione in seguito alle loro battaglie per l'adozione
delle tesi politiche enunciate nella cosiddetta “seconda
posizione”, nel mese di ottobre 1985, si è costituita la
Unione dei Comunisti Combattenti”.
Redazione
Bibliografia
Giovanni
Bianconi, Mi dichiaro prigioniero politico, Einaudi,
Torino 2003
Progetto
Memoria, Sguardi ritrovati, Sensibili alle Foglie,
Roma 1995
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