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Membro di primissimo piano
della colonna milanese Walter Alasia, Pasqua Aurora
Betti è – insieme a Vittorio
Alfieri – tra i partecipanti alla celebre
riunione di Tor San Lorenzo, a Roma, che sancisce
l’espulsione della colonna milanese dissidente dalle Brigate
rosse guidate da
Mario Moretti.
L’episodio, raccontato da
Enrico Fenzi nel
suo libro di memorie
Armi e bagagli,
segna l’inizio della frantumazione del Partito armato che da
quella primavera del 1980 vedrà smarrire la propria unità
organizzativa in concomitanza con il maturare di una
profonda crisi militare e politica interna
all’organizzazione.
Pasqua Aurora Betti
è protagonista di gran parte delle principali azioni firmate
dalla colonna Walter Alasia: dall’irruzione al Circolo Carlo
Perini di Milano del I aprile 1980 (con conseguente
ferimento di Antonio Iosa), agli omicidi di Renato Briano e
Manfredo Mazzanti (rispettivamente direttore del personale
della Magneti Marelli e direttore tecnico della Falck)
freddati il 12 e il 28 novembre 1980. Fino al sequestro di
Renzo Sandrucci, direttore della produzione dell’Alfa Romeo,
rapito il 3 giugno 1981 e rilasciato il successivo 23
luglio.
Pasqua Aurora Betti è
arrestata, in compagnia di Alfieri, nell’ottobre 1981.
È condannata all’ergastolo, con
sentenza passata in giudicato nel novembre 1986, al termine
del processo milanese nei confronti di un centinaio di
militanti della Walter Alasia, conclusosi con 12 ergastoli e
caratterizzatosi, come gran parte dei riti processuali di
questi anni, per una profonda spaccatura interna al gruppo
di imputati divisi tra “irriducibili” (gruppo al quale
appartiene la stessa Betti), “dissociati”, “pentiti” e
quanti intendono avviare un percorso di riflessione e
autocritica, pur senza cedere alla delazione.
Giuliano
Boraso
libri@brigaterosse.org
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