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Giovanni Senzani - "Emiliano"

 

 

Laureato in Legge, docente di criminologia, autore de Il serraglio di Stato, uno dei saggi più originali sulla condizione carceraria minorile in Italia, consulente tra gli anni Sessanta e Settanta del Ministero di Grazia e Giustizia, cognato del professor Enrico Fenzi, Giovanni Senzani è tra i personaggi più atipici del panorama eversivo italiano.

Probabilmente già in contatto con l’area nappista nella prima metà degli anni Settanta, Senzani entra a far parte delle Brigate rosse nelle fila del Comitato rivoluzionario toscano già a partire dal 1976. Almeno questo è quanto sostiene il senatore Giovanni Pellegrino, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Senzani sarebbe in tal senso membro di primo piano del Comitato toscano anche nelle settimane del sequestro Moro e l’esecutivo brigatista capeggiato da Mario Moretti dialogherebbe con tale comitato per tutta la durata del sequestro e oltre, avendo affidato a esso un ruolo strategico importante nella conduzione del sequestro del presidente della Dc.

Senzani viene arrestato una prima volta nel marzo del 1979 in seguito alle indagini che coinvolgono tutto il Comitato toscano delle brigate rosse, ma viene presto scarcerato per mancanza di indizi a suo carico. Da questo momento entra in latitanza e sale velocemente l’organigramma brigatista fino a diventarne uno degli esponenti di massimo prestigio: dirige la colonna napoletana e il Fronte carceri e si pone a fianco di Moretti nella leadership del partito armato. Il duo Moretti-Senzani progetta e porta a compimento il sequestro D’Urso, una delle ultime eclatanti azioni di successo delle Brigate rosse prima della diaspora e della divisione in più sigle.

Dopo l’arresto di Moretti e del cognato Fenzi (aprile 1981) Senzani assume la direzione unitaria dell’organizzazione, accentuando quella spinta movimentista e quella attenzione al carcerario che gli avevano già garantito le simpatie e l’appoggio nel nucleo dei detenuti politici in polemica con la leadership “organizzativista” e militarista di Moretti.

Nel dicembre ’81, Senzani fonda il Partito della Guerriglia, sancendo così la frattura con l’ala militarista delle Br che si riconoscerà nelle tesi del Partito comunista combattente. Come leader delle Br- PdG Senzani progetta e porta a compimento i sequestri di Ciro Cirillo e Roberto Peci, teorizzando l’alleanza tra il partito armato e strati sempre più larghi di proletariato extralegale (fino a ipotizzare forme di collaborazione con la criminalità organizzata, camorra in testa). Tutta la sua leadership è caratterizzata da una esasperazione quasi patologica della violenza, fino ad arrivare a una sorta di sadismo che non ha riscontri nell’esperienza della lotta armata in Italia (si veda ad esempio la conduzione e l’esito del sequestro di Roberto Peci).  

Giovanni Senzani viene arrestato per la seconda e ultima volta il 9 gennaio 1982 nel covo di via dei Pesci, a Roma; il 29 gennaio del 1999, ottiene la semilibertà dopo aver scontato 17 anni di carcere.

 

GB

 Riferimenti processuali
Processo  
  Sentenza 1° grado  
  Sentenza 2° grado  
  Sentenza 3° grado  
 

Ultima modifica di questa pagina: mercoledì, 17 maggio 2006 00.25

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