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Francesco Piccioni - "Michele"

 

 

Nome di battaglia ‘Michele’, la militanza di Francesco Piccioni nelle Brigate rosse comincia nel 1976 e diventa clandestina all’indomani del sequestro Moro. Da sempre nome di spicco della sinistra extraparlamentare romana, dopo il “salto” nella clandestinità brigatista Piccioni partecipa ad alcune tra le azioni più eclatanti della colonna romana in cui milita dal 1978 al 1980, anno del suo arresto. È nel gruppo di fuoco che il 3 maggio 1979 assalta la sede del comitato regionale della Democrazia cristiana in piazza Nicosia, a Roma, conclusa con l’uccisione di due uomini delle forze dell’ordine. La sua fedele militanza nel partito armato continua anche all’interno del carcere, da dove partecipa in maniera attiva prima alle rivolte (è tra i principali ispiratori e responsabili della rivolta nel carcere di Trani nel dicembre ’80) e a numerosi tentativi di evasione, e poi ai dibattiti tra le diverse anime del movimento rivoluzionario nel corso degli anni Ottanta.

Dopo la frattura interna alle Br tra l’ala movimentista del Partito guerriglia e quella militarista delle Br-Partito comunista combattente, sceglie di aderire a quest’ultima sigla. In collaborazione con i compagni Andrea Coi, Prospero Gallinari e Bruno Seghetti è autore di Politica e Rivoluzione (1983) uno dei documenti più importanti nel dibattito interno all’organizzazione di metà anni Ottanta. Sempre dal carcere rivendica la paternità, in quanto militante delle Br-Pcc, degli attentati a Gino Giugni (1983) e a Ezio Tarantelli (1985). Nel 1987 pubblica il fumetto Alla prossima volta. Br – La tentata evasione, scritto insieme all’amico e compagno Francesco Lo Bianco.

Dopo aver trascorso sedici anni di detenzione, quattordici dei quali in regime speciale, dal 1999 sconta il resto della pena in regime di semilibertà.

 

GB

 Riferimenti processuali
Processo Moro-Uno  
24.01.1983 Sentenza 1° grado Ergastolo
  Sentenza 2° grado  
  Sentenza 3° grado  
 

Ultima modifica di questa pagina: sabato, 29 aprile 2006 17.12

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