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Il sequestro di Aldo Moro
definito dalla BR "Operazione Fritz"
è un caso unico non solo nella loro storia, ma in tutta quella
della guerriglia in Occidente, comprese quelle semisecolari
dell'IRA irlandese e dell'ETA basca. Un caso unico per cui
sono stati scritti decine di libri, una letteratura che si
arricchisce ogni anno, ricostruzioni storiche e saggi di
fantapolitica. Giovani artisti hanno inventato
"installazioni", si sono fatti film e spettacoli teatrali.
Le interpretazioni di quanto
accaduto coprono una gamma che va dal "tutto è stato chiarito"
delle plurime sentenze e delle versioni
convergenti di Moretti e di Cossiga, con le BR uniche
protagoniste, all'idea del complotto ordito dalla CIA e
gestito in Italia dalla P2, sino al richiamo in prima pagina
del "Corriere della Sera" per cui, secondo Franceschini,
Moretti sarebbe appunto un infiltrato della CIA, ed è proprio
Cossiga a difenderlo come autentico rivoluzionario.
Ma torniamo al 1978: La mattina
del 16 Marzo Aldo Moro, presidente del Consiglio Nazionale
della Democrazia Cristiana, sta andando in Parlamento dove è
in programma il dibattito sul nuovo governo, quello della
solidarietà nazionale, con il Partito Comunista per la prima
volta nella maggioranza. Un governo che lui ha voluto,
convincendo i parlamentari democristiani pochi giorni prima in
una storica riunione.
In via Fani, alle 9:02 l'agguato:
il commando BR entra in
azione. L’intera scorta (gli agenti di polizia Raffaele
Iozzino e Giulio Rivera, il maresciallo dei carabinieri
Oreste Leonardi, l’appuntato dei carabinieri Domenico Ricci
e il vice brigadiere di polizia Francesco Zizzi) viene
sterminata, l’onorevole Moro prelevato - insieme a 2 delle sue 5
abituali borse - e trasferito su una Fiat 132.
Il sequestro si protrae per 55
giorni durante i quali le BR emettono 9 comunicati e
recapitano varie lettere autografe scritte da Moro ai
familiari e a personalità del mondo politico e religioso.
Alle 12:30 del 9 Maggio, con una
telefonata ad un amico della famiglia Moro, viene indicato il
posto dove trovare il corpo di Moro. Verrà rinvenuto nel
bagagliaio di una Renault 4 in via
Michelangelo Caetani, nei pressi di via delle Botteghe Oscure (sede del
PCI) e Piazza del Gesù (sede della DC).
Verso le 17:30 la famiglia Moro
diffonde un comunicato: "La famiglia desidera che sia
pienamente rispettata dalle autorità di stato e di partito la
precisa volontà di Aldo Moro. Ciò vuol dire: nessuna
manifestazione pubblica o cerimonia o discorso; nessun lutto
nazionale, né funerali di stato o medaglia alla memoria. La
famiglia si chiude nel silenzio e chiede silenzio. Sulla vita
e sulla morte di Aldo Moro giudicherà la storia".
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