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Homepage Libri Fatti, episodi, circostanze "Le carte di Moro, perche' Tobagi"

   
  Autore: Roberto Arlati
  Renzo Magosso
  Editore: Franco Angeli
  Collana:  
  Data pubblicazione: 2003
  ISBN: 88-464-5022-1
  Pagine: 153
   
   
  Giudizio:
   
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La storia del partito armato, e nello specifico delle Brigate rosse, è anche una storia di misteri, di episodi poco chiari, mai ricostruiti nella loro interezza e veridicità. Grandi e piccoli mosaici a cui mancano tasselli più o meno importanti, il più delle volte ricomposti attraverso versioni contradditore, mezze verità e mezze bugie, a seconda del contesto politico nel quale di volta in volta si inseriscono. E a seconda, soprattutto, della volontà dei protagonisti di quei fatti: sono loro, infatti, ad avere il coltello dalla parte del manico, sono loro a decidere quali sono i tempi e i modi più opportuni per aprire il rubinetto delle confessioni e dei resoconti.

Succede così che l’ex ufficiale dei carabinieri Roberto Arlati, protagonista di alcune delle indagini più delicate del Nucleo antiterrorismo posto sotto le dirette dipendenze del generale Dalla Chiesa nell’immediato dopo Moro, decide a un certi punto (siamo all’inizio del nuovo millennio, a circa un quarto di secolo dai fatti a cui ci si riferisce) che è arrivato il momento di vuotare il sacco e di contribuire alla ricostruzione storica di due episodi centrali nella storia degli anni di piombo a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta: la scoperta del covo di via Monte Nevoso (1° ottobre 1978) e i retroscena dell’assassinio del giornalista del Corriere della Sera Walter Tobagi, il 28 marzo 1980, da parte della Brigata XXVII marzo.

Due episodi centrali, dicevamo: il primo per l’importanza decisiva che ebbe nella lotta dello Stato alle Br, il secondo per la grande impressione-emozione che quel delitto suscitò in tutta l’opinione pubblica italiana. Su entrambi, il libro di Arlati e Magosso getta squarci di luce non indifferenti e, per molti aspetti, anche piuttosto inquietanti, utili comunque a comprendere più da vicino alcuni “buchi neri” nella condotta della lotta  al terrorismo da parte dello Stato. A proposito della scoperta del covo di via Monte Nevoso, i due autori – oltre a descrivere le indagini che portarono all’individuazione dell’appartamento e alla cattura di due membri dell’esecutivo brigatista dell’epoca – concentrano la loro attenzione soprattutto sul memoriale di Aldo Moro che venne ritrovato nel covo e che nelle ore immediatamente successive l’irruzione degli uomini di Arlati subì un destino piuttosto particolare. Uno dei tanti misteri che contraddistinguono tutta la vicenda del sequestro-assassinio del presidente della Democrazia cristiana.

E poi l’omicidio di Walter Tobagi, una morte annunciata   – ci racconta Arlati  – dal momento che il nome del giornalista del Corriere quale possibile obiettivo della neonata Brigata XVIII marzo era contenuto nell’informativa redatta da un carabiniere del nucleo antiterrorismo, nome in codice “Ciondolo”, frutto delle confessioni a lui fatte da un infiltrato negli ambienti dell’autonomia milanese, tale Rocco Ricciardi. Che Tobagi potesse essere prima sequestrato e poi ucciso da un gruppo di giovani desiderosi di entrare nelle Br allo squillar delle fanfare (come ebbe a dire il killer di Tobagi, Marco Barbone) era un fatto noto a molti in quei giorni; eppure nulla si fece per salvare la vita a quel giornalista che era stato capace di raccontare il fenomeno eversivo di quegli anni in maniera lucida e distaccata, riuscendo a coglierne tratti e caratteristiche sfuggite ai più.

Un libro a cavallo tra l’inchiesta e la testimonianza che non è certo passato inosservato; anche in virtù delle sue rivelazioni, infatti, nei mesi successivi all’uscita del volume si è tornati a parlare del delitto Tobagi, fino a prospettarne addirittura la riapertura dell’inchiesta.

Non possiamo che consigliare la lettura di queste pagine, quindi, augurandoci che l’esempio di Arlati – seppure tardivo – possa essere seguito anche da tutti coloro che, a vario titolo, custodiscono versioni capaci di gettare un po’ di luce  sulla storia del partito armato in Italia e sui modi con i quali venne combattuto e sconfitto dalle istituzioni dello Stato.

 

Giuliano Boraso

libri@brigaterosse.org

 

Ultima modifica di questa pagina: sabato, 11 novembre 2006 21.30

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