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IPOTESI DI UN PERCORSO DI LETTURA (per chi vuole iniziare, ma non sa da dove farlo)

 

 

Provo a immedesimarmi in colui che, sapendo poco o niente dell’argomento, costretto a (o voglioso di) riempire questo vuoto di conoscenza, si accinge ad avventurarsi nell’intricata foresta della bibliografia dedicata al fenomeno dell’eversione italiana degli anni Settanta e Ottanta.

Tanti, tantissimi titoli.

Da dove iniziare?

E poi, come proseguire?

 

Facciamo una cosa che potrà forse (speriamo) essere utile a qualcuno.

Ipotizziamo (e consigliamo) noi un mini percorso di lettura “per principianti”: cinque libri 5 che, a nostro giudizio, possono essere dei buoni titoli per ottenere un quadro esauriente del fenomeno. Fatto questo, ciascuno poi potrà approfondire l’argomento che più interessa e incuriosisce; ma a questo punto, muoversi all’interno della bibliografia sarà molto più facile.

 

1.            La rivolta ambigua, di Henner Hess: per inquadrare storicamente il fenomeno eversivo, per capire e comprendere le cause che lo hanno generato, per sfatare un luogo comune abusato e ormai privo di qualsiasi giustificazione storica secondo il quale “il terrorismo rosso fu una guerra che una parte minoritaria del paese dichiarò unilateralmente allo stato democratico e alle sue istituzioni”. Vero, ma incompleto. Nell’immediato dopoguerra, nei decenni Cinquanta e Sessanta, una guerra sottile, strisciante, fu dichiarata – seppure mai apertamente –  anche dall’altra parte, dalla parte dello Stato verso strati di popolazione e di lavoratori sempre più estesi. Il libro di Hess è, in questo senso, utilissimo per fare un po’ di chiarezza sulle origini del fenomeno, al di là di ogni versione edulcorata e normalizzante della realtà.

 

2.            La mappa perduta, Cooperativa editoriale Sensibili alle foglie: perché il fenomeno va anche, e soprattutto, conosciuto attraverso i numeri, le statistiche, le aride cifre che lo descrivono da un punto di vista meramente quantitativo. Quante sigle, quanti gruppi terroristici in Italia? Quante persone sono state incriminate per reati riconducibili a fatti di terrorismo tra il 1970 e il 1989? Quanti morti, da una parte e dall’altra? Dati fondamentali, senza i quali non si avrà mai una percezione e una conoscenza davvero completa di quello che hanno rappresentato gli “anni di piombo” per la storia recente del Paese.

 

3.            Gli anni del terrorismo o Il terrorismo italiano 1970/1978, di Giorgio Bocca: per cominciare a interpretare il fenomeno, grazie allo sguardo di uno degli osservatori più attenti della società italiana del dopoguerra. Il primo dei due titoli indicati è importante anche perché contiene una mole di materiale fotografico non indifferente, quasi una storia illustrata dell’eversione italiana, ed è inutile dire quanto importante sia il contributo dell’immagine all’analisi di un fatto storico.

 

4.            La notte della Repubblica, di Sergio Zavoli: più del libro le videocassette dell’inchiesta televisiva condotta da Zavoli nel 1991. Ancora oggi un documento indispensabile per un viaggio nell’Italia degli anni Settanta e Ottanta, un contributo ancora attualissimo alla conoscenza e all’analisi dei fatti.

 

5.            Brigate rosse. Una storia italiana, intervista a Mario Moretti di Rossana Rossanda, Carla Mosca: perché tra tutte le testimonianze dirette dei protagonisti della lotta armata è quella che, a modestissimo parere di chi scrive, meglio delle altre fornisce uno spaccato sincero dell’esperienza brigatista vista dal di dentro, senza abiure né tripli salti mortali. È anche, particolare non trascurabile, la testimonianza diretta di chi – più di ogni altro – ha vissuto e condotto in prima persona, e per più tempo, la guerra allo Stato.

 

 
 
 

Ultima modifica di questa pagina: venerdì, 27 ottobre 2006 23.50

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