LIBRI 

Homepage Libri Contesti e contorni "Controinformazione"

   
  Autore: Massimo Veneziani
   
   
  Editore: Castelvecchi
  Collana:  
  Data pubblicazione: 2006
  ISBN:

88-7615-144-3

  Pagine: 238
   
   
  Giudizio:
   
  Puoi acquistarlo qui:    libreriauniversitaria.it

 

 

Esistono parole capaci, da sole, di evocare un’epoca, un passaggio storico, un retroterra politico e culturale. «Controinformazione» è una di queste: lemma in bianco e nero in grado di accelerare l’attività cerebrale e di scatenare entusiasmi politici e civili, altare sul quale immolarsi nel nome della libertà di stampa e del diritto alla conoscenza, contro ogni tentativo di depistaggio e insabbiamento. «Parlare di controinformazione», avverte Massimo Veneziani nelle primissime pagine del suo bel libro, «significa partire dalla Storia degli anni Sessanta e Settanta». Significa partire quindi da una stagione di furori, passioni e lotte per arrivare non si sa bene dove, dentro i fumosi anni Novanta, attraverso lo scempio degli Ottanta.

Un viaggio nel tempo ancora più affascinante proprio perché tremendamente accattivante è il filo rosso lungo il quale si dipana: il flusso controinformativo, il giornalismo d’inchiesta, l’informazione non allineata, diffidente per definizione, altrettanto allergica a ogni forma di potere costituito, e per questo (quasi) sempre libera e indipendente.

Percorso lungo, ricchissimo di ricostruzioni storiche, aneddoti, testimonianze a viva voce, racconti dei diretti protagonisti, i principali interpretai della controinformazione di ieri e di oggi, chiamati a delineare i passaggi cruciali da un’epoca all’altra, di descrivere i codici, i linguaggi, le tecniche di un modo di fare informazione che oggi, dopo la stagione d’oro degli anni Settanta, sembra annaspare un po’. Anche se, come Veneziani dimostra, non è il caso di abbandonarsi troppo alla tanto abusata e reiterata nostalgia verso il passato: esiste ancora, a tutt’oggi, un giornalismo coraggioso, sfrontato, in grado di tenere alta la nobile tradizione dell’inchiesta. Ce lo dimostrano i lavori di giornalisti e scrittori del calibro di Giovanni Maria Bellu, Andrea Purgatori, Roberto Saviano e Marco Sassano. Le loro testimonianze, assieme alle molte altre raccolte da Veneziani, raccontano quello che la controinformazione è stata dall’assassinio di Salvatore Giuliano a oggi, passando per la strage di Piazza Fontana (e l’incredibile vicenda legata al famoso libro La strage di Stato), l’affaire Moro (in occasione de quale, come ipotizzato da Andrea Purgatori, «la controinformazione si suicida»), la strage di Ustica, lo scandalo della Loggia Propaganda 2.

«Ho sempre pensato», scrive Carlo Lucarelli nella bella prefazione, «che in un Paese normale, dove più o meno le cose funzionano come devono funzionare, il termine “controinformazione” fosse una specie di controsenso, buono al massimo per indicare quelle oscure e complicate eccezioni che confermano le regole. Evidentemente l’Italia non è un Paese normale, perché a studiare la controinformazione ci si rende contro del contrario, e che in quelli che definiamo un po’ genericamente i misteri italiani “controinformazione” è stato quasi sempre sinonimo di “informazione”».

E a ben pensarci è proprio questo paradosso tipicamente italiano a fare del libro di Veneziani una lettura adatta a tutti coloro che vogliono meglio comprendere e padroneggiare certi meccanismi dell’informazione del passato e del presente. E certe vicende della nostra storia dell’altro ieri, di ieri e di oggi. In un Paese normale un neologismo che “nega” l’informazione avrebbe vita breve, così come molto brevi sarebbero le biografie dei misteri, rossi e neri, e soprattutto bianchi. In un Paese normale non ci sarebbe bisogno di travestirsi da clandestino o da bracciante polacco per raccontare i drammi dell’immigrazione, dei centri di permanenza temporanea o dello schifoso, e immortale, fenomeno del caporalato. Né un giornalista vedrebbe sequestrato e clonato il proprio computer dalla magistratura, per aver indagato – come il buon giornalista dovrebbe fare – su un groviglio di affari sporchi che coinvolge il Governo, i servizi di sicurezza, e la più importante compagnia telefonica nazionale. Un Paese normale dovrebbe avere anche una storia normale, forse meno affascinante, forse più noiosa, ma che di certo non avrebbe bisogno di una informazione contro. Ma in quel Paese normale, forse, avremmo tanti bei libri come questo in meno.

 

Giuliano Boraso

libri@brigaterosse.org

 

 

Ultima modifica di questa pagina: lunedì, 25 settembre 2006 23.33

Copyright ©2000-2006 brigaterosse.org
email: info@brigaterosse.it