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Homepage Libri Le testimonianze Brigate Rosse. Una storia italiana

   
  Autore: Mario Moretti
  Rossana Rossanda
  Carla Mosca
  Editore: Baldini & Castoldi
  Collana:  
  Data pubblicazione: 1998
  ISBN: 88-8490-278-9
  Pagine: 258
   
   
  Giudizio:
   
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Su Mario Moretti, punto di riferimento indiscusso delle Brigate rosse per oltre 5 anni (1976-1981), è stato detto tutto e il contrario di tutto. Chiunque si sia occupato dell’argomento Br ha dovuto per forza di cose misurarsi ed esprimere un giudizio su questo personaggio che di volta in volta è stato indicato con i più diversi appellativi, volti soprattutto a sottolinearne gli aspetti sfuggenti, ambigui, doppio-triplo giochisti. Del personaggio Moretti “capo delle Brigate rosse” si forniscono solitamente due ritratti, che coincidono pressappoco con le due grandi tendenze in atto nella storiografia contemporanea sul fenomeno eversivo di sinistra in Italia: da un lato chi sostiene che la storia delle Brigate rosse è (quasi) del tutto nota e vede nelle Br la manifestazione autentica e genuina di una opposizione armata  che ha saputo germogliare e crescere in Italia dentro e a sinistra del Pci, condizionando la vita politica del Paese per circa un ventennio. Senza troppi “se e ma”, senza grandi misteri (pur ammettendo, questo sì, l’esistenza di qualche buco nero ancora da chiarire e interpretare). Per costoro Mario Moretti è stato il leader militarista, non un grande politico, ma una capo militare deciso a puntare tutto sull’organizzazione  e sulla militarizzazione dello scontro con le istituzioni (leggi “assalto al cuore dello Stato”).

Per gli altri, coloro che invece vedono nella storia delle Br un intricato guazzabuglio di misteri, trame oscure, complotti e quant’altro, Moretti è stato l’artefice e l’interprete di punta di tutto questo labirinto dei segreti e delle ambiguità. C’è chi (Sergio Flamigni) lo definisce una “sfinge” per questo suo ostinato silenzio rivolto a quanti gli chiedono spiegazioni sui grandi, presunti buchi neri della storia Br; altri (Alberto Franceschini) lo accusano addirittura di essere stato uomo dei servizi segreti e di aver condotto la guerra allo Stato nel nome del proletariato in questa veste di agente segreto, infiltrato nell’organizzazione per controllarla e determinarne gli indirizzi e i movimenti a seconda della volontà dell’establishment.

Mario Moretti la sua versione delle cose l’ha raccolta in un bel libro intervista, steso con la collaborazione di Rossana Rossanda e di Carla Mosca. Diciamolo subito: trattasi di una delle testimonianze a nostro parere più lineari, chiare ed esaustive sugli anni di piombo tra tutte quelle fornite da molti dei principali protagonisti di quegli anni.

Brigate rosse. Una storia italiana è uno dei titoli che consigliamo con più convinzione a quanti decidono di accostarsi per la prima volta all’affascinante storia delle Br: vi troveranno una narrazione efficace degli avvenimenti, condizionata certo - e come potrebbe essere altrimenti? - da un punto di vista ben preciso, ma allo stesso tempo, grazie alle domande incalzanti e prive di sconti delle due giornaliste, capace di essere esauriente e sempre circostanziata, mai retorica e per larghi tratti sincera e intellettualmente onesta.

Il nostro lettore ideale troverà in queste pagine la cronaca di una sconfitta generazionale che coinvolse migliaia e migliaia di donne e uomini precipitati in un percorso politico infernale, scandito da drammi umani e politici che hanno segnato una intera epoca e sui quali non è ancora stata aperta una riflessione collettiva capace di salvaguardarsi da isterismi e da propositi di vendette incrociate. Mario Moretti non fa sconti a nessuno, in primo luogo a sé stesso, assumendosi tutte le responsabilità di quanto successo e, soprattutto, puntando l’accento sulla assoluta autenticità del fenomeno lottarmatista italiano, contro tutte le speculazioni storico-politiche che in molti tentano di fare su di esso.

Certo, è la storia di Mario Moretti, la sua versione dei fatti, non pretendiamo certo di spacciarla come la verità ultima delle cose; ma è una storia sicuramente sincera, frutto dei ricordi di una persona che l’ha vissuto da protagonista più a lungo di chiunque altro, e che poi, conclusa la battaglia con una sconfitta, ha pagato il proprio debito senza pentimenti di comodo né abiure opportunistiche. Un buon punto per chi vuole cominciare, dicevamo; ma anche per chi, già introdotto nel cuore delle vicende, vuole aggiungere un irrinunciabile punto di vista sui fatti segnati dalla stella a cinque punte.

 

Giuliano Boraso

libri@brigaterosse.org

 

Ultima modifica di questa pagina: sabato, 28 ottobre 2006 00.12

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