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Homepage Libri Bibliografia sul caso Moro "L'affaire Moro"

   
  Autore: Leonardo Sciascia
   
   
   
  Editore: Adelphi
  Collana:  
  Data pubblicazione: 2003 (Prima Ed. 1994)
  ISBN: 88-459-1083-0
  Pagine: 196
   
   
  Giudizio:
   
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Scritto a caldo nelle settimane immediatamente successive il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro in via Caetani, L’affaire Moro visto e interpretato da Leonardo Sciascia è un libro talmente indispensabile che ci induce a ipotizzare una piccola provocazione: facciamo piazza pulita dell’infinita bibliografia dedicata all’evento, rifiutiamo di cadere anche in questa sede nell’inganno del “dire tutto per non dire nulla”, e limitiamoci alla letture di questo piccolo-grande libro che, da solo, ancora oggi – a distanza di trent’anni dalla sua prima stesura – dimostra una lungimiranza strabiliante. Avvertiamo in lettore che in queste pagine non troverà quella fantapolitica, quel dietrologismo, quella continua e costante ricerca della rivelazione che contraddistingueranno invece tanta parte dei contributi storici successivi incentrati sul caso Moro. In queste pagine prima di tutto il lettore troverà un gesto di coraggio e di folgorante intuizione: in giorni nei quali tutti, amici e nemici, si affrettavano a liquidare le lettere di Aldo Moro come il prodotto di un uomo finito, in completa balìa dei propri carcerieri, incapace di pensare con la propria testa, Sciascia lesse e analizzò quella corposa documentazione partendo dalla ferma consapevolezza dell’autenticità di quegli scritti. Sciascia osò quindi sfidare l’infamia di quanti liquidarono le lettere del Presidente della Democrazia Cristiana bollandole come deliri di un uomo non più in grado di essere sé stesso, per affermare – al contrario – che proprio in quelle lettere si nascondeva il Moro più autentico e che quindi da lì era doveroso iniziare la faticosa opera di ricostruzione di quanto accaduto.

Il risultato di questa intuizione (di cui ancora oggi possiamo intuire la portata rivoluzionaria solo se teniamo ben presente il clima di assoluto abbandono e ostracismo che condannò a morte Moro durante i cinquantacinque giorni della sua prigionia) è un libro che si colloca a metà strada tra l’indagine storiografica e l’opera letteraria, un capolavoro di sensibilità, rigore e acume dinanzi al quale impallidiscono tanti pseudo contributi  che, così desiderosi e convinti di scovare la “verità dei fatti” costruendo improbabili castelli di supposizioni, intrighi, misteri, hanno dimenticato di guardare oltre il proprio naso. 

Sarebbe davvero il caso di riportare alcuni passi del libro per far comprendere la lucidità dell’analisi condotta dallo scrittore siciliano; lucidità che, a tratti, appare quasi impietosa nel giudizio che sottende riservato a quanti ebbero l’onere in quei giorni di gestire un evento così traumatico e scelsero la strada dell’assoluto immobilismo, decretando così una condanna a morte che forse non era stata scritta a priori. L’analisi di Sciascia è, crediamo, l’analisi dell’uomo sapiente che, esterrefatto dinanzi alla stoltezza dei suoi simili, si ostina a comprenderne le ragioni obbligandosi all’utilizzo della pura e semplice ragione; per arrivare alla triste conclusione che, dietro l’apparente stoltezza degli uomini a volte si nasconde la più feroce interpretazione della logica e del calcolo.

La frase più mostruosa di tutte: qualcuno è morto “al momento giusto”. È con questa glaciale  citazione di Elias Canetti che si apre il libro, e niente ci sarebbe sembrato più adatto; in quella primavera del 1978 l’uomo giusto aveva il nome di Aldo Moro, ucciso nel corpo dagli uomini delle Brigate rosse, e nell’animo dagli amici e dai compagni di partito.

L’editore Adelphi ha recentemente scelto di ripubblicare L’affaire Moro (giunto ala sesta edizione) arricchendolo, se possibile, ulteriormente con l’aggiunta della relazione di minoranza presentata dal deputato Leonardo Sciascia in qualità di membro della Commissione parlamentare di inchiesta su la strage di via Fani, il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro, la strategia e gli obiettivi perseguiti dai terroristi. Un grande plauso all’editore (non ne ha certo bisogno ma glielo facciamo lo stesso) e l’augurio che venga presto imitato da tanti colleghi custodi di titoli altrettanto necessari, anche se un po’ vecchiotti e quindi scomparsi dalla circolazione.

 

Giuliano Boraso

libri@brigaterosse.org

 

Ultima modifica di questa pagina: venerdì, 27 ottobre 2006 23.15

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