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Homepage Libri Bibliografia sul caso Moro "Il Prigioniero"

   
  Autore: Anna Laura Braghetti
  Paola Tavella
   
  Editore: Feltrinelli
  Collana:  
  Data pubblicazione: 2003
  ISBN:

88-07-81772-1

  Pagine: 198
   
   
  Giudizio:
   
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Uscito per la prima volta nell’88 per i tipi della Mondadori e ristampato da Feltrinelli con tanto di bandella di richiamo al film di Marco Bellocchio Buongiorno, notte, anche le memorie di Anna Laura Braghetti non hanno mancato di sollevare le immancabili polemiche che accompagnano ogni testimonianza diretta degli anni di piombo, a maggior ragione se al centro dei ricordi del/della brigatista di turno c’è nientedimenoche l’affaire Moro. Il prigioniero, infatti, altro non è che la cronaca del sequestro e del suo epilogo rivissuto in prima persona da una delle “custodi” del Presidente della Dc durante quei celeberrimi 55 giorni.

Un racconto che nelle intenzioni avrebbe dovuto descrivere la prigionia di Moro privilegiandone l’ottica quotidiana, “normale” (per quanto questo aggettivo possa essere adoperato per un fatto tanto “eccezionale”), quasi domestica, alternando la narrazione della vita in via Montalcini a quella della Braghetti non ancora brigatista, del suo incontro con la lotta armata, della sua doppia esistenza, della successiva clandestinità e della sua militanza nelle Br nel dopo Moro, fino all’assassinio di Vittorio Bachelet (di cui fu l’esecutrice materiale) e l’arresto nel 1980.

Niente di più, niente di meno che l’ennesimo contributo a disposizione per chi volesse conoscere un altro punto di vista sulla faccenda, per dimostrare (se ancora ce ne fosse bisogno) che a proposito dell’affare Moro i misteri non sono poi così tanti: in perfetta linea con le versioni normalizzatrici dei fatti (filone capeggiato dall’ex primula rossa Mario Moretti) anche Braghetti ci dice che la prigione di Moro fu una e una sola (via Montalcini), che dietro la più clamorosa azione Br non si nascose nessun “grande vecchio”, che tutto fu fatto alla luce del sole e che la decisione di uccidere Moro venne presa nel momento in cui ci si rese conto che non esisteva, da parte dei suoi compagni di partito, la volontà politica di salvare il prigioniero. Tutto chiaro, quindi, alla faccia dell’esercito di dietrologi sempre pronti a sollevare dubbi e perplessità su tutto.

Ci sembra inutile discutere ancora una volta di questi temi, non è misurando il grado di attendibilità di Braghetti (ammesso che sia possibile) che il libro in questione può acquisire più o meno valore; quello che ci sembra giusto sottolineare, invece, di queste pagine è che, a modo loro, riescono comunque nell’intento di restituire quella atmosfera di quotidianità della vita da brigatista che solo le testimonianze dirette dei protagonisti possono in qualche modo trasmettere. La vita di tutti i giorni fatta di piccoli gesti, di rapporti umani, di litigi e incomprensioni, di speranze e di paure; chi è interessato a questo lato della vicenda può tranquillamente accostarsi a queste pagine e acquisire un contributo in più, senza grandi pretese e aspettative.   

Al libro di Braghetti, come dicevamo, è ispirato (piuttosto liberamente) il film di Marco Bellocchio Buongiorno, notte, anch’esso fonte di infinite polemiche all’epoca della sua presentazione all’ultimo Festival di Venezia. Sotto accusa è il ritratto che il regista offre della brigatista, del suo tormento interiore provocato dalla decisione di uccidere l’ostaggio e culminato con la sequenza onirica che chiude il film nella quale Aldo Moro abbandona la sua prigione e passeggia per le strade di Roma, finalmente libero. Polemiche, inutile sottolinearlo, talmente sterili e isteriche come solo certa intellettualità italica dà così spesso dimostrazione di poter imbastire: e a nulla sono valse le pur numerose precisazioni del regista, impegnato a garantire che tra i suoi intenti non rientrava assolutamente quello di fare opera di ricostruzione degli accadimenti.

Ma tant’è, siccome ci insegnano che anche dalle cose brutte e inutili bisogna comunque trarre un insegnamento allora ci consoliamo dicendo che simili polemiche se non altro dimostrano come sia impossibile ancora oggi in Italia affrontare con una buona dose di rilassatezza certi argomenti.

 

Giuliano Boraso

libri@brigaterosse.org

 

Ultima modifica di questa pagina: venerdì, 27 ottobre 2006 23.18

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