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Homepage Libri Storie delle BR Il terrorismo italiano 1970/1978

   
  Autore: Giorgio Bocca
   
   
   
  Editore: Rizzoli
  Collana:  
  Data pubblicazione: 1978
  ISBN:  
  Pagine: 158
   
   
  Giudizio:
   

 

 

Un altro libro di Giorgio Bocca, un altro contributo ormai considerato un classico per l’analisi e la ricostruzione storica del fenomeno eversivo italiano degli anni Settanta.

Osservatore attentissimo della società italiana, ma anche storico della Resistenza e del movimento partigiano, dalle colonne dell’Espresso prima, e di Repubblica poi, Bocca segue passo passo il manifestarsi dell’eversione nel Paese, di destra e di sinistra, analizzandone le radici, il retroterra politico e culturale, i programmi politici e le azioni militari, e indicandone le ripercussioni su una società – quella italiana – in fase di profondo e radicale rinnovamento.

Non solo le Brigate rosse e lo stragismo neo-fascista, ma anche il rivoluzionarismo velleitario di Feltrinelli e dei suoi Gap, i Nuclei armati proletari e la loro attenzione ai temi delle carceri e dell’emarginazione sociale, l’esplosione della contestazione studentesca, il ’77, e la parabola di autonomia operaia.

Fino all’evento catartico del sequestro Moro, quasi contemporaneo all’uscita del libro.

Bocca, dicevano, scava in profondità, non si limita a una ricostruzione cronachistica di fatti e avvenimenti, ma risale alle origini del fenomeno eversivo, individuandone le diverse matrici: ormai celebre, ad esempio, il cattocomunismo di cui si serve – nel primissimo capitolo del libro – per fare riferimento alla formazione culturale e politica di quello che poi sarebbe passato alla storia come il “nucleo storico” delle Brigate rosse. La forte componente cattolica presente nella formazione di personaggi come Renato Curcio e Margherita Cagol che si incontra con la tradizione comunista del gruppo reggiano capeggiato da Alberto Franceschini.

Una miscela di suggestioni, progetti e bisogni che caratterizzerà anche l’incontro di migliaia e migliaia di giovani che a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta sperimentano la comune messa in discussione dei postulati base della società italiana.

E non solo. Una critica radicale è rivolta anche all’interno delle stesse culture di riferimento, quella cattolica e quella comunista: basti pensare ai sommovimenti in corso nel cattolicesimo italiano, o a tutto quello che iniziava allora a nascere e a muoversi alla sinistra del grande Partito comunista.

A più di un quarto di secolo dalla sua prima uscita, Il terrorismo italiano 1970/1978 è ancora oggi una lettura indispensabile per chi voglia accostarsi allo studio dell’eversione italiana proprio in virtù della sua capacità di analisi e di conoscenza profonda dei caratteri strutturali del fenomeno descritto; da quel lontano ’78 a oggi i contributi storiografici sull’argomento si sono sprecati, alimentando anno dopo anno una bibliografia a tratti anche ridondante e non sempre originale.

Sul piano della narrazione dei fatti e della cronaca degli eventi, il libro di Bocca è oggi superato tanto che lo stesso giornalista ha negli anni a seguire completato e integrato la propria documentazione dei fatti con altri titoli; dove invece questo libro continua a mantenere un valore e una importanza di prim’ordine è proprio sul piano della descrizione dei tratti profondi del fenomeno, le sue origini, le sue matrici culturali, la sue essenza storica.

Da questo punto di vista Giorgio Bocca continua a godere di una solitudine piuttosto imbarazzante, ma al tempo stesso piuttosto gratificante per l’interessato.

 

Giuliano Boraso

libri@brigaterosse.org

 

Ultima modifica di questa pagina: lunedì, 27 marzo 2006 13.35

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