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La recente
"declassificazione" di numerosi documenti in possesso dei
servizi segreti italiani e statunitensi ha consentito alla
magistratura di pervenire in possesso di notevoli
informazioni circa l'attività dei vari servizi
d'intelligence dislocati sul nostro territorio dal
dopoguerra ad oggi. Resi accessibili anche agli studiosi ed
agli esperti del settore, tali documenti sono stati
approfonditamente analizzati da Gianni Cipriani -
giornalista noto per essere tra i principali conoscitori dei
fenomeni legati al terrorismo ed allo stragismo nel nostro
Paese - per essere poi portati all'attenzione del lettore in
questo interessantissimo testo pubblicato nel 2002 dalla
Sperling & Kupfer.
"Lo Stato
invisibile" é quello costituito dai vari apparati di
controllo che - spesso in competizione tra di loro - hanno
condizionato pesantemente molti aspetti della vita politica
e sociale dell'Italia da 60 anni a questa parte, attraverso
un'attività d'infiltrazione nei più diversi settori delle
istituzioni, oltre che in pressoché tutte le organizzazioni
politiche e sindacali. Emerge dalla lettura di questo libro
un quadro inquietante: documenti "alla mano", scopriamo che
la "staffetta" partigiana Marisa Musu ha svolto il ruolo di
funzionario del Viminale infiltrato all'interno del PCI
(con lo pseudonimo di "fonte Stanislao") almeno fino al
1965, e che l'ex Guardasigilli Claudio Martelli é stato
utilizzato (consapevolmente?) dal Sid (come "fonte Marte"
poi divenuta "fonte Uranio"…) fin dai tempi in cui ricopriva
l'incarico di segretario milanese del PSI. Ancora, viene
fatta luce sulle molteplici responsabilità politiche che
hanno agevolato - ed in più casi addirittura incoraggiato -
l'emergere dello stragismo negli anni bui della "strategia
della tensione": vi é dunque un doppio filo che lega
neofascismo e ribellismo di estrema destra ad ambienti
insospettabili legati all'Alleanza Atlantica; Cipriani prova
(e senza meno ci riesce) a squarciare un velo nel silenzio
"protettivo" fornito dalla classe politica nostrana alle
losche manovre perpetrate dai diversi servizi segreti
operanti sul nostro territorio, spesso ridotte entro la
categoria delle "deviazioni"; quel che ricaviamo dai dati
offertici dall'autore lascia invece trasparire una ben
diversa verità: nessuna "scheggia impazzita", nessun
apparato "deviato", ma una sostanziale organicità delle
varie componenti degli apparati d'intelligence (CIA,
Viminale, Polizia, Carabinieri…) ad un progetto reazionario
prevalentemente teso alla destabilizzazione del "sistema
Italia" in funzione anticomunista, facendo valere la difesa
degli "interessi occidentali" al di sopra del concetto
stesso di "democrazia". La strage di Piazza Fontana, con le
sue 17 vittime, reclama ancora giustizia, specie di fronte
all'impunità dei suoi autori (come l'infiltrato Delfo Zorzi,
oggi potente industriale in Giappone)
Una
congerie infinita di nomi in codice, spesso non ancora (e
per quanto tempo?) attribuibili con precisione ad alcuno,
che attraversa anche la storia della sovversione di
sinistra, seppure in misura certamente inferiore a quanto
ipotizzato dai fautori della "dietrologia" (Flamigni e
Franceschini su tutti). Del resto, é noto a tutti l'impiego
di personaggi come Silvano Girotto e Marco Pisetta nella
lotta al "terrorismo"; permangono di certo dei dubbi -
soprattutto rispetto a figure come quella di Alessio Casimirri
- circa la reale volontà degli apparati d'intelligence di
smantellare una volta per tutte il fenomeno brigatista
specie quando questo (dopo il 1975) sembrava essere prossimo
alla sconfitta; ma sotto questo aspetto i documenti
presentati da Cipriani non ci aiutano nel fornire una
risposta definitiva, come ammette lo stesso autore.
Al di là
dei limiti propri di un lavoro lungi dal concludersi in
tempi brevi, "Lo Stato invisibile" rappresenta l'encomiabile
frutto di un impegno che va ben oltre il segno
dell'inchiesta giornalistica; ma Cipriani, che 2 anni dopo
ci delizierà del migliore libro-inchiesta sulle nuove BR che
sia stato scritto fino ad oggi, non é certo nuovo a simili
imprese.
Roberto De Rossi |