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Homepage Libri Contesti e contorni "Vie di fuga"

   
  Autore: Daniele Biacchessi
   
   
  Editore: Mursia
  Collana: Testimonianze
  Data pubblicazione: 2004
  ISBN: 88-425-3266-5
  Pagine: 190
   
   
  Giudizio:
   
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Uomini in fuga.

In fuga dal proprio passato, dalle proprie scelte, dai propri errori, dalle proprie responsabilità; ma talvolta più semplicemente in fuga da una "giustizia", quella borghese, avversata per anni attraverso la critica delle armi, e mai più riconosciuta come tale, anche quando il tempo ha ricondotto alla marginalità qualsivoglia opzione di trasformazione radicale dell'esistente. Scappare per dimenticare, dunque, o forse soltanto per salvarsi, ma qualche volta anche per tornare ad attaccare, per ricominciare a tessere la tela della sfida alle istituzioni. Latitanti per necessità, quindi, ma anche per scelta.

163 vite umane: ciascuna porta con sé un bagaglio di esperienze, di lotte, di errori; qualcuna porta con sé anche una scia di sangue, di morte, di dolore. Molte si conoscono, si riconoscono: vengono da una storia collettiva condivisa, metabolizzata, superata, e plasmata nel presente attraverso la "battaglia per la libertà", per la "soluzione politica"; soluzione ad una guerra civile combattuta su almeno due fronti: quello delle istituzioni da un lato, quello dei "sovversivi" (spregevolmente etichettati come "eversori") dall'altro. In mezzo, molteplici interessi, criminalizzazioni forzose, depistaggi, bombe di "Stato".

Anche il combattimento ha le sue regole, in fondo la guerra non é che la prosecuzione della politica con altri mezzi; ed accettare il combattimento contro lo Stato significa scegliere di rinunciare alla propria libertà. Migliaia di giovani hanno speso la propria esistenza pagando di persona il costo di una responsabilità collettiva; oggi, di un movimento che ha segnato profondamente due generazioni non rimane che la cenere: la legislazione d'emergenza, le carceri speciali, la dissociazione ed il pentitismo sono i frutti marci dell'incapacità di ammettere le ragioni sociali di una lotta che ha dilaniato il paese.

Oggi, il fumus persecutionis perpetrato dallo Stato in nome di un miope disconoscimento del proprio nemico "di classe" si manifesta attraverso la ricerca affannosa di nuovi capri espiatori da mostrare, esponendoli al pubblico ludibrio, per giustificare una caccia al "diverso" mascherata da "guerra al terrorismo".

É emblematica la vicenda di Paolo Persichetti, apprezzato ricercatore universitario presso l'Ateneo di Paris VIII, dato in pasto ai media quale "mente occulta" del "neobrigatismo", catturato attraverso una "brillante operazione di intelligence" nei pressi della propria dimora francese, ove soggiornava con tanto di targhetta sulla porta di casa.

Ma decine sono i potenziali Persichetti, rifugiati politici in terra straniera, consapevoli della possibilità che da un momento all'altro le lancette del tempo potranno roteare vorticosamente a ritroso, per ripiombarli nel buio dell'oblio.

"Vie di fuga" é la storia di una minoranza della "peggio gioventù", quella formata da coloro che ancora non hanno saldato del tutto il conto con il proprio passato di rivoluzionari; li ritroviamo in Francia, in Nicaragua, nell'America Latina.

Biacchessi é bravo  - nei limiti di un lavoro editoriale destinato al grande pubblico più che agli addetti ai lavori - a ricomporre, con un'avvincente trama narrativa, molti dei tasselli che compongono questo variegato spezzone di (ex) militanti, di alcuni dei quali si sono perse - forse definitivamente - le tracce; altri forse tramano nell'ombra per rilanciare disperatamente una sfida che vorrebbero infinita; molti si sono ricostruiti una vita, trovando successo, affermazioni lavorative, riconoscimenti internazionali, alleviando così in parte l'angoscia per un esilio destinato a concludersi con il carcere o con la morte.

Un tempo, i partigiani erano chiamati banditi: il revisionismo spesso porta con sé l'occultamento della verità, perché non più funzionale agli interessi della governance.

Alle nuove generazioni spetterà il compito di scavare nel vuoto di memoria prodotto dalla rimozione collettiva della storia del nostro Paese.

Meminisse iuveat.

 

Roberto De Rossi

 

Ultima modifica di questa pagina: martedì, 25 aprile 2006 23.08

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