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Homepage Libri Contesti e contorni "Vietato obbedire"

   
  Autore: Concetto Vecchio
   
   
  Editore: BUR
  Collana: FuturoPassato
  Data pubblicazione: 2005
  ISBN:

88-17-00697-1

  Pagine: 252
   
   
  Giudizio:
   
  Puoi acquistarlo qui:    libreriauniversitaria.it

 

 

«Non vogliamo sedere alla vostra tavola, vogliamo rovesciarla». Così parlava Mauro Rostagno, studente di sociologia, a Trento, una quarantina (ahimè!) di anni fa. Non credo che ci sia immagine migliore per raccontare a chi non c’era che cosa sia stata e cosa abbia significato per la storia recente d’Italia quella facoltà confinata in mezzo alle montagne, la prima del suo genere, voluta fortemente dall’avvocato Bruno Kessler, democristiano, dal 1960 Presidente della Provincia trentina, per formare proprio lì, nella sonnolenta e pacifica Trento, la classe dirigente in grado di guidare e interpretare il futuro di un Paese destinato a cambiare faccia, corpo, pelle in un batter d’ali. Idea bizzarra come tutte le idee geniali, stimolante come tutte le sfide impossibili. Prendete una cittadina immobile, createci un bel contenitore di idee e progetti elevati all’ennesima potenza e riempitelo con decine e decine di teste calde nel pieno della propria formazione intellettuale e ormonale, un esercito di cape pensanti intenzionate a cambiare tutto, e a farlo nel minor tempo possibile. Mescolate tutto e avrete l’Università di Sociologia di Trento tra il 1962 e il 1970.

Il giornalista Concetto Vecchio sceglie di raccontarci questa storia e a lui i nostri primi ringraziamenti vanno per il solo fatto di aver colmato un vuoto, uno di quei misteriosi buchi della storiografia recente del Paese che non si sa bene perché ogni tanto si generano e si autoalimentano. La storia di quella Università è una delle più straordinarie, originali, per larghi tratti divertenti, stimolanti, ricchissime di spunti e aneddoti che si possa raccontare, e Vecchio riesce a rendere il tutto in maniera assolutamente godibile e documentata. Ne viene fuori un racconto d’altri tempi, che se lo paragoni al panorama dell’Università dell’odierno 3+2 ti viene il magone il gola e non capisci come caspita abbiamo fatto a finire così.

Qui ti raccontano di una Università teatro quotidiano di elaborazione e trasmissione di saperi, certo perennemente contestati e rivoltati come calzini, ma pur sempre saperi. Ti raccontano di un pezzo di generazione del miracolo economico costantemente impegnata a fare e farsi domande, a mettere tutto in discussione, a non dare nulla per scontato. Vampiri della conoscenza, avidi di apprendimento, capaci di assorbire, apprendere, elaborare per poi vomitare fuori tutto sotto tutt’altra forma. Perché così s’ha da fare se davvero vogliamo trasformare l’Università negativa e i presupposti dell’intera società italiana in qualcosa di assolutamente e inevitabilmente nuovo. Perché «noi non vogliamo trovare un posto in questa società, ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto», per ritornare a un altro di quegli slogan usciti dalla testa del Rostagno – autentico leader e originalissimo produttore di aforismi in salsa rivoluzionaria – pronti per essere vergati con vernice rossa nei muri di Palazzo Verdi. Forte sarebbe la tentazione di elencare, a questo punto, i personaggi che hanno fatto di Sociologia a Trento una sorta di università dell’avanguardia politica e culturale. Non siamo per niente uomini di buona e tenace volontà, ma per questa volta saremo bravi e non cederemo alla tentazione. Nessun elenco, sarebbe riduttivo, e poi quei nomi già si conoscono, li trovi dappertutto, non serve metterli anche qui. E se non si conoscono c’è un motivo in più per comprare questo libro (facciamo notare anche il prezzo super economico) e divorarlo, perché i bei libri vanno divorati, non semplicemente letti.

Diciamo solo che in quella facoltà iniziò e finì per sempre qualcosa di davvero unico ed eccezionale, un momento irripetibile, dopo il quale vennero tempi bui che gettarono le premesse per questo presente che puzza di marcio. Conoscere quella storia è bello, utile, doveroso. Ma lascia anche in bocca un insopportabile retrogusto amarognolo, quasi una sensazione frustrante di invidia per non esserci stati, anche solo da spettatori, anche se solo per poco. Sempre meglio di questo niente.

 

Giuliano Boraso

libri@brigaterosse.org

 

Prossime presentazioni di questo libro:


02 Settembre 2005 a: Comano Terme, ore 17 con Alberto Faustini


03 Settembre 2005 a: Premio Capalbio ore 18 piazza Magenta
 

15 Settembre 2005 a:Roma, libreria Arion via veneto ore 18 con Aldo Cazzullo
 

23 Settembre 2005 a:Ferrara, libreria Meelbooks con Gianpietro Testa
 

30 Settembre 2005 a:Milano, libreria utopia con Pietro Cheli
 

05 Ottobre 2005 a: Torino, Università (data da confermare)
 

06 Ottobre 2005 a: Parma, libreria feltrinelli
 

 

Ultima modifica di questa pagina: domenica, 21 gennaio 2007 15.24

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