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«Non
vogliamo sedere alla vostra tavola, vogliamo rovesciarla».
Così parlava Mauro Rostagno, studente di sociologia, a
Trento, una quarantina (ahimè!) di anni fa. Non credo che ci
sia immagine migliore per raccontare a chi non c’era che
cosa sia stata e cosa abbia significato per la storia
recente d’Italia quella facoltà confinata in mezzo alle
montagne, la prima del suo genere, voluta fortemente
dall’avvocato Bruno Kessler, democristiano, dal 1960
Presidente della Provincia trentina, per formare proprio lì,
nella sonnolenta e pacifica Trento, la classe dirigente in
grado di guidare e interpretare il futuro di un Paese
destinato a cambiare faccia, corpo, pelle in un batter
d’ali. Idea bizzarra come tutte le idee geniali, stimolante
come tutte le sfide impossibili. Prendete una cittadina
immobile, createci un bel contenitore di idee e progetti
elevati all’ennesima potenza e riempitelo con decine e
decine di teste calde nel pieno della propria formazione
intellettuale e ormonale, un esercito di cape pensanti
intenzionate a cambiare tutto, e a farlo nel minor tempo
possibile. Mescolate tutto e avrete l’Università di
Sociologia di Trento tra il 1962 e il 1970.
Il
giornalista Concetto Vecchio sceglie di raccontarci questa
storia e a lui i nostri primi ringraziamenti vanno per il
solo fatto di aver colmato un vuoto, uno di quei misteriosi
buchi della storiografia recente del Paese che non si sa
bene perché ogni tanto si generano e si autoalimentano. La
storia di quella Università è una delle più straordinarie,
originali, per larghi tratti divertenti, stimolanti,
ricchissime di spunti e aneddoti che si possa raccontare, e
Vecchio riesce a rendere il tutto in maniera assolutamente
godibile e documentata. Ne viene fuori un racconto d’altri
tempi, che se lo paragoni al panorama dell’Università
dell’odierno 3+2 ti viene il magone il gola e non capisci
come caspita abbiamo fatto a finire così.
Qui ti
raccontano di una Università teatro quotidiano di
elaborazione e trasmissione di saperi, certo perennemente
contestati e rivoltati come calzini, ma pur sempre saperi.
Ti raccontano di un pezzo di generazione del miracolo
economico costantemente impegnata a fare e farsi domande, a
mettere tutto in discussione, a non dare nulla per scontato.
Vampiri della conoscenza, avidi di apprendimento, capaci di
assorbire, apprendere, elaborare per poi vomitare fuori
tutto sotto tutt’altra forma. Perché così s’ha da fare se
davvero vogliamo trasformare l’Università negativa e i
presupposti dell’intera società italiana in qualcosa di
assolutamente e inevitabilmente nuovo. Perché «noi non
vogliamo trovare un posto in questa società, ma creare una
società in cui valga la pena trovare un posto», per
ritornare a un altro di quegli slogan usciti dalla testa del
Rostagno – autentico leader e originalissimo produttore di
aforismi in salsa rivoluzionaria – pronti per essere vergati
con vernice rossa nei muri di Palazzo Verdi. Forte sarebbe
la tentazione di elencare, a questo punto, i personaggi che
hanno fatto di Sociologia a Trento una sorta di università
dell’avanguardia politica e culturale. Non siamo per niente
uomini di buona e tenace volontà, ma per questa volta saremo
bravi e non cederemo alla tentazione. Nessun elenco, sarebbe
riduttivo, e poi quei nomi già si conoscono, li trovi
dappertutto, non serve metterli anche qui. E se non si
conoscono c’è un motivo in più per comprare questo libro
(facciamo notare anche il prezzo super economico) e
divorarlo, perché i bei libri vanno divorati, non
semplicemente letti.
Diciamo
solo che in quella facoltà iniziò e finì per sempre qualcosa
di davvero unico ed eccezionale, un momento irripetibile,
dopo il quale vennero tempi bui che gettarono le premesse
per questo presente che puzza di marcio. Conoscere quella
storia è bello, utile, doveroso. Ma lascia anche in bocca un
insopportabile retrogusto amarognolo, quasi una sensazione
frustrante di invidia per non esserci stati, anche solo da
spettatori, anche se solo per poco. Sempre meglio di questo
niente.
Giuliano
Boraso
libri@brigaterosse.org
Prossime presentazioni di
questo libro:
02 Settembre 2005 a: Comano Terme, ore 17 con Alberto
Faustini
03 Settembre 2005 a: Premio Capalbio ore 18 piazza Magenta
15 Settembre 2005 a:Roma,
libreria Arion via veneto ore 18 con Aldo Cazzullo
23 Settembre 2005 a:Ferrara,
libreria Meelbooks con Gianpietro Testa
30 Settembre 2005 a:Milano,
libreria utopia con Pietro Cheli
05 Ottobre 2005 a: Torino,
Università (data da confermare)
06 Ottobre 2005 a: Parma,
libreria feltrinelli
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