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Homepage Libri Contesti e contorni Donne armate

   
  Autore: Anna Teresa Iaccheo
   
   
  Editore: Mursia
  Collana:  
  Data pubblicazione: 1994
  ISBN: 88-425-1676-7
  Pagine: 158
   
   
  Giudizio:
   
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Qualche giorno fa, una nostra visitatrice impegnata in una tesi sul ruolo della donna nella storia dell’eversione degli anni ’70-80 ci ha contattati per avere informazioni sulla bibliografia inerente questo affascinate e interessante tema di indagine storica.

Donne armate può essere in tal senso un buon punto di partenza, e per due motivi: prima di tutto perché il libro di Anna Teresa Iaccheo getta uno sguardo a tutto tondo sul tema, capace di andare oltre la definizione del ruolo della donna nella lotta armata per analizzarne l’esperienza nell’ambito di una concezione più vasta di militanza politica.

Il libro inoltre attinge a una mole di strumenti di ricerca e analisi che provengono dalle discipline più diverse: la ricerca storica certo, l’importanza attribuita alla testimonianza orale, alla memoria, ma anche il ricorso alla psicologia, ai mezzi di indagine sociologica e antropologica, il tutto sapientemente miscelato e reso funzionale al percorso tracciato.

A testimonianza dell’ampiezza di respiro di questo tragitto sta il fatto che il suo punto di partenza è fatto coincidere con la grande esperienza di militanza politica (e militare) collettiva della Resistenza, della quale viene analizzato e descritto il ruolo femminile a partire dalle testimonianze orali di venticinque protagoniste della guerra partigiana nel territorio bresciano, custodi di quella memoria dell’esperienza femminile nella lotta di liberazione che è uno degli approdi verso cui si orienta l’indagine dell’autrice. Una partecipazione attiva a una esperienza politica di rottura che – dal punto di vista femminile – assunse anche i connotati di una totale messa in discussione degli «spazi sociali», fisici e mentali, assegnati alla donna dalla tradizione. Una partecipazione che ha costretto la donna a misurarsi con categorie di pensiero e comportamento – prima tra tutte la categoria della «violenza» – da sempre considerate estranee al suo agire pubblico e privato.

Le riflessioni sulla valenza femminile del concetto di «violenza politica» introducono poi il lettore in quello che qui indichiamo come la porzione più interessante del tragitto di Anna Teresa Iaccheo, laddove l’autrice si sofferma a indagare il ruolo che la donna ha saputo ritagliarsi in quell’eccezionale contesto di militanza politica maturato a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta e sfociato poi, per molti ma non per tutti, nella deriva armata. Anche qui la fonte di indagine e ricerca storica prediletta è quella della testimonianza orale, e come prima la parole era stata data alle donne della Resistenza ora passa a quelle donne che, in una ben specifica congiuntura politica e sociale, hanno creduto di potere e dovere portare a compimento proprio quella Resistenza tradita e vilipesa nei suoi valori fondanti. L’altra metà del terrorismo divenne così parte attiva di quel sommovimento eversivo che per quasi due decenni ha minato le fondamenta del vivere civile del paese. Brigatiste, pielline o nappiste che fossero, le donne del terrorismo hanno saputo ritagliarsi un spazio e ruolo di primissimo piano all’interno delle organizzazioni comuniste combattenti, e intorno a esse sono stati spesi fiumi di inchiostro in conseguenza anche di quel ricchissimo bagaglio di suggestioni e fascino che sa alimentare «la figura della donna col mitra in mano, pronta a immolarsi sull’altare della rivoluzione». La bravura dell’autrice sta nel saper indagare anche i tratti meno palesi e superficiali di questa esperienza: si parte dalle origini, certo, le prime esperienze politiche, l’incontro di molte col femminismo, la scelta poi della forzatura motivata dalle esigenze più differenti. La militanza politica e militare. Il carcere. E quel lento, doloroso percorso a ritroso «alla ricerca dei perché e dei per come», nel tentativo di approdare a una sorta di redenzione dal passato che non nasca dal “pentitismo opportunista” ma sia frutto di un vero percorso condotto nel segno della memoria morale.

 

Giuliano Boraso

libri@brigaterosse.org

 

Ultima modifica di questa pagina: martedì, 25 aprile 2006 23.26

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