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Homepage Libri Le testimonianze L'ultimo brigatista

   
  Autore: Aldo Grandi
   
   
  Editore: BUR
  Collana: Futuro Passato
  Data pubblicazione: 2007
  ISBN: 88-17-01645-2
  Pagine: 222
   
   
  Giudizio:
   
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«Un libro che, attraverso testimonianze e documenti inediti, oppone alla stanca e involuta dietrologia di questi anni la semplice verità dei fatti: le Brigate rosse e la lotta armata sono il frutto di una storia tutta italiana. Che va compresa e conosciuta per essere una volta per tutte superata».

Così recita la quarta di copertina del nuovo libro di Aldo Grandi, che dopo averci raccontato l’epopea di Potere operaio in La generazione degli anni perduti, sceglie di avventurarsi nei terreni scivolosi del caso Moro contando sull’apporto inedito di Roberto Fiore, «l’ultimo brigatista». Ultimo rispetto a chi o a cosa non è dato saperlo, né la lettura del libro risolverà il mistero. A meno che non si faccia riferimento all’elenco degli ex br che hanno dato alle stampe le loro memorie: in questo senso sì, almeno provvisoriamente, Roberto Fiore – ex dirigente e uomo di punto della colonna torinese – occupa davvero, dal punto di vista cronologico, l’ultimo posto della lista. Ma non crediamo che l’autore abbia pensato a questo scegliendo – lui o chi per lui – questo titolo indubbiamente efficace dal punto di vista editorial-commerciale.

Di lui, di questo uomo che «non ha mai parlato prima», classe 1954, pugliese emigrato al Nord, operaio, poi militante a tempo pieno, unico “esterno” – insieme a Franco Bonisoli – ad essere cooptato nel commando di via Fani pur non appartenendo alla colonna romana del partito armato; di lui già Patrizio Peci, nelle sue memorie, aveva fornito un ritratto non proprio edificante, in linea con l’immagine delle Brigate rosse che “il grande pentito” si propose di trasmettere all’opinione pubblica italiana: un’armata brancaleone composta da personaggi grotteschi, tragicomici, a cavallo tra frustrazioni rivoluzionarie e temperamenti maniacali.

Di lui oggi Aldo Grandi restituisce invece un ritratto pacato e una testimonianza schietta, mai sopra le righe, lontana anni luce da qualsiasi intento sensazionalistico. Al contrario, L’ultimo brigatista sembra puntare con decisione alla più rassicurante delle normalizzazioni storiografiche: nessun mistero dietro le Brigate rosse; nulla da rivelare rispetto a quel che già si conosce di quel giorno, in via Fani; nessun buco nero prima, durante, dopo. «Continuare a cercare l’introvabile non fa che impedire una piena, indispensabile presa di coscienza di ciò che furono quegli anni, di ciò che rappresentarono per chi li visse come una sorta di fase preinsurrezionale in vista dell’ultimo assalto al Palazzo d’Inverno e per chi, dall’altra parte, si trovò, invece, a patirne il costo, a subirne, inconsapevole e innocente, le conseguenze». E così, in calce a questa dichiarazione d’intenti, ecco aggiungersi anche la firma di Fiore, a completare e confermare le ricostruzioni dei fatti già pubblicate dai suoi ex compagni di lotta e militanza.

Delusi da tanta normalità? Spiazzati dall’abisso che separa la carica evocativa del titolo da quello che è il reale contenuto del memoir di Fiore? Niente paura: ad agitare un po’ le acque contribuisce l’ultima parte del libro, in cui Grandi ricostruisce i profili e i destini di altri tre ex brigatisti: Alvaro Loiacono, Rita Algranati e Alessio Casimirri. Tutti e tre presenti quel 16 marzo in via Fani con differenti ruoli e responsabilità; tutti e tre poi scampati alla giustizia, riparati all’estero, protagonisti di percorsi di latitanza dalle alterne e differenti fortune.

È a loro che Grandi dedica il capitolo dei “veri misteri”. Perché se la storia delle Brigate rosse è – sostiene l’autore – ormai arcinota, tanto quanto quella della loro azione più eclatante, non lo stesso si può dire dei percorsi individuali che alcuni intrapreso quando tutto finì e quando al rumore delle armi subentrò il brusio delle aule giudiziarie. Per molti, ma non per tutti. Ecco quindi che la domanda, come dire, sorge spontanea: «Ma esiste davvero, poi, un ultimo brigatista? O sarebbe, forse, meglio dire “gli ultimi brigatisti”?». E se a chiederselo è lo stesso autore, noi non possiamo fare altro che metterci il cuore in pace e attendere fiduciosi il prossimo contributo in materia che, ne siamo certi, non tarderà ad arrivare. La lista è ancora incompleta, c’è spazio per tutti.

 

Giuliano Boraso

libri@brigaterosse.org

 

 

Ultima modifica di questa pagina: giovedì, 28 giugno 2007 22.47

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