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Homepage Libri Contesti e contorni "La generazione degli anni perduti"

   
  Autore: Aldo Grandi
   
   
  Editore: Einaudi
  Collana: Gli Struzzi
  Data pubblicazione: 2003
  ISBN: 88-06-16417-1
  Pagine: 351
   
   
  Giudizio:
   
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Sei mi chiedessero di etichettare questo libro conierei la definizione di “libro necessario”. Questo è un libro necessario per comprendere tante cose: innanzitutto, la storia di quel gruppo della sinistra rivoluzionaria (o extraparlamentare) che si chiamò Potere Operaio e che, tra il 1969 e il 1973, dominò – in collaborazione non sempre pacifica con Lotta Continua – il panorama dell’antagonismo politico e sociale dei primi anni Settanta. Già di per sé,quindi, meriterebbe l’attenzione più viva possibile, se non atro per il fatto che la pubblicistica storiografica non regala molte contributi sull’argomento. Ma quello di Aldo Grandi è un libro necessario per una seria infinita di altri motivi:

 

-   Perché spiega come in pochissimi hanno saputo fare le premesse di quella stagione politica e militare che tutti noi conosciamo come “anni di piombo”;

-   Perché chiarisce al lettore quali sono stati i riferimenti politici e culturali di una intera generazione di giovani che, a cavallo tra i Sessanta e i Settanta, si era messa in test l’idea malsana di cambiare le cose, prima dentro le fabbriche e poi fuori, nelle strade e nei quartieri delle metropoli;

-   Perché getta tanta luce su un dibattito che, all’inizio dei Settanta, coinvolse tutta la sinistra rivoluzionaria sul tema della “violenza politica” e sull’opportunità di servirsene per ribaltare e rinegoziare le regole del vivere collettivo;

-   Perché raccoglie le testimonianze dirette dei protagonisti di quegli avvenimenti e di quel percorso politico, dando vita a un percorso orale di grande forza che ha il merito – non di poco conto – di chiarire le posizioni assunte all’epoca dei fatti da questo o da quel militante (almeno ci si fa un’idea di che cosa dicevano all’epoca tanti protagonisti dell’attuale panorama mass-mediologico, politico e culturale).

 

Potrei continuare, ma mi fermo perché ho paura di annoiare e di rovinare il piacere della scoperta a chi deciderà di avventurarsi in questa lettura. Inseriamo la recensione di questo libro nella sezione “contesti e contorni” e non potrebbe essere altrimenti: la cosa che maggiormente risalta da queste pagine è infatti la descrizione accurata, fedele e ottimamente scritta di un clima che, con l’andare del tempo, aumenta di temperatura, preannunciando così una stagione che segnerà per sempre la storia repubblicana del Paese. Valerio Morucci, Germano Maccari, Adriana Faranda sono solo alcuni – i più “famosi” – dei militanti di Potere Operaio che, orfani dell’organizzazione dopo il congresso di Rosolina del giugno 1973, decideranno il balzo in avanti confluendo tra le fila del partito armato che, a metà degli anni Settanta, sbarca a Roma per organizzare l’operazione Fritz. Moltissimi altri militanti di Potop confluiranno invece nella Autonomia operaia, chi continuando la militanza politica in superficie, chi andando a ingrossare le fila di quella nebulosa eversiva che assumerà dimensioni uniche nel mondo occidentale. La storia, una delle possibili, di Potere Operaio va letta e impresa nella memoria così come andrebbe letta una storia di Lotta Continua, per aggiungere tasselli importantissimi alla conoscenza di questo pezzo del nostro patrimonio storico.

Questa storia di Potere Operaio, infine, andrebbe letta per farsi un’idea di quali dimensioni assunse il livello di ambiguità nell’atteggiamento pubblico di tante teste pensanti del rivoluzionarismo parolaio di quegli anni. Si leggano, ad esempio, i resoconti degli interventi pubblici del girotondino “Pancho” Pardi o dell’attuale scrivano di Giuliano Ferrara, Lanfranco Pace: veri e propri inni di guerra e lodi aperte al lavoro clandestino, musica per le orecchie di tanti giovani militanti che ci hanno creduto e che hanno poi cercato di mettere in pratica ciò che i parolai si guardavano bene dal realizzare. È un’altra chiave di lettura, una delle tante, che questo splendido libro riesce a donare ai suoi lettori.

 

Giuliano Boraso

libri@brigaterosse.org

 

Ultima modifica di questa pagina: venerdì, 15 giugno 2007 21.54

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