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Homepage Documenti Documenti di Approfondimento Cronologia degli omicidi delle BR

Vista la confusione che regna in rete (e non solo), ho ritenuto opportuno presentare un breve studio su quante sono state le persone decedute per mano di organizzazioni armate di sinistra, con una breve cronologia sui delitti attribuiti alle Brigate Rosse.

Le persone che sono morte per responsabilita’ (rivendicata o attribuita in sede processuale) delle organizzazioni armate di sinistra dal 1969 al 1989 sono 128, 127 uomini e 1 donna (conteggiamo a parte i delitti D’Antona, Biagi e Petri, avvenuti rispettivamente nel 1999, 2002 e 2003).

Di queste persone, ben 80 appartenevano a corpi di polizia (38 Polizia di Stato,  21 Carabinieri, 10 Polizia Privata, 8 Polizia Penitenziaria, 2 Forze armate e 1 Vigili urbani).

Lo studio che presentiamo (relativo a 75 persone) prende in esame esclusivamente quanti la cui morte viene attribuita (rivendicata o in sede processuale) alle BR, BR-PCC, BR-PG e BR-WA.

La distribuzione delle sigle:

BR                      52

BR-PCC               6 + 3

BR-PG                 11

BR-WA                3

 

 

1974

17 giugno 1974 – A Padova, durante un incursione di un nucleo di 5 brigatisti nella sede del MSI di via Zabarella 24, restano uccisi Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola. La confessione della brigatista Susanna Ronconi ricostruisce così l’assassinio: Roberto Serafini avrebbe fatto il palo, Giorgio Semeria guidava l’auto, la Ronconi in attesa sulle scale con la borsa per prelevare i documenti dalla sede dell’MSI-DN, Roberto Ognibene e Fabrizio Pelli sarebbero entrati nella sede e, dei due, solo il Pelli avrebbe sparato a fronte di un tentativo di reazione di Mazzola e Giralucci. Le Brigate Rosse rivendicano la paternità dell’ assassinio il giorno dopo, con due volantini fatti ritrovare a Milano e Padova in una cabina telefonica, e a seguito di una telefonata alla redazione padovana de “Il Gazzettino”. (ulteriori informazioni nelle schede dell’Associazione Vittime del Terrorismo)

15 ottobre 1974 – A Robbiano di Mediglia (MI), in uno scontro a fuoco, al terzo piano di uno stabile di via Amendola 10, viene catturato e ferito un militante delle BR, Roberto Ognibene, che nello scontro a fuoco, colpisce mortalmente il maresciallo dei carabinieri Felice Maritano.

 

1975

5 giugno 1975 – Alla cascina Spiotta, nei pressi di Acqui Terme (AL) dove e’ detenuto a seguito del rapimento l’industriale Vittorio Vallerino Gancia,  vi e’ uno scontro a fuoco tra BR e carabinieri. Viene ferito mortalmente l’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso, ricoverato all’ospedale di Alessandria morira’ l’11 giugno 1975. In questo scontro a fuoco perdera’ la vita anche la brigatista “Mara” Cagol.

4 settembre 1975 – Verso le 10:30, alla periferia di Ponte di Brenta (PD) una pattuglia della polizia stradale ferma una Fiat 128 per un controllo. Nell’auto vi sono due giovani, uno dei quali, Carlo Picchiura, per sottrarsi all’arresto esplode 3 colpi di pistola contro l’appuntato Antonio Niedda, uccidendolo. Un altro agente riesce comunque a bloccare ed arrestare Picchiura, militante delle Brigate Rosse.

 

1976

8 giugno 1976 – A Genova, intorno alle ore 13:30 in salita Santa Brigida, un nucleo delle Brigate Rosse uccide il Procuratore Generale della Repubblica di Genova Francesco Coco, insieme all’appuntato dei carabinieri Antioco Dejana e al sottufficiale di polizia Giovanni Saponara. L’azione viene rivendicata con un volantino. Il giorno successivo nell’aula del tribunale di Torino dove e’ in corso il processo ad alcuni militanti BR, uno di essi, cerca di leggere un comunicato di sostegno all’azione. Quello di Coco e’ il primo omicidio premeditato delle BR.

1 settembre 1976 – A Biella (VC), una pattuglia della polizia ferma un’auto con targa di Milano per il controllo dei documenti ed invita i due occupanti a seguirla in Questura. I due uomini aprono il fuoco uccidendo il vicequestore Francesco Cusano. In sede giudiziaria, per questo evento, vengono condannati due militanti delle BR (ad uccidere fu Lauro Azzolini).

15 dicembre 1976 – A Sesto San Giovanni (MI), la polizia si reca per una perquisizione a casa Alasia, Walter Alasia per sottrarsi alla cattura ingaggia un conflitto a fuoco in cui perderanno la vita sia lui che il maresciallo di polizia Sergio Bazzega ed il vice questore Vittorio Padovani.

 

1977

28 aprile 1977Fulvio Croce, presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino, viene ucciso da un nucleo delle Brigate rosse. L’avvocato Croce viene affrontato nell’androne dello stabile di via Perrone, dove ha sede il suo studio, da un commando composto da 2 uomini e 1 donna e ucciso con 5 colpi di pistola (a sparare è Rocco Micaletto con la copertura di Angela Vai. Fuori su un auto attende Lorenzo Betassa, Raffaele Fiore invece staziona immobile all'ingresso, col mitra nel borsone). La perizia sui proiettili stabilisce che la pistola è una Nagant 7,62 cecoslovacca, la stessa che ha colpito Carlo Casalegno ed altre vittime a Torino. L’attentato è rivendicato dalle Brigate Rosse con una telefonata a La Stampa e all’ANSA. In seguito le Brigate Rosse telefonano nuovamente per indicare il luogo ove hanno lasciato dei volantini di rivendicazione. Il volantino, siglato "Per il comunismo Brigate rosse - Colonna Margherita Cagol" viene fatto ritrovare il 30 aprile (dieci ore dopo i funerali) di fronte all'ospedale Maria Vittoria. Nello stesso documento vengono minacciati gli avvocati Vittorio Gabri e Giorgio Del Grosso, quest'ultimo legale della FIAT.

16 novembre 1977 – A Torino, il vicedirettore del quotidiano “La Stampa”, Carlo Casalegno, viene mortalmente ferito sotto la sua abitazione da un nucleo delle Brigate Rosse. Da molti giorni veniva pedinato da Patrizio Peci, Raffaele Fiore, Vincenzo Acella e Piero Panciarelli. Casalegno parcheggia la sua 125 azzurrina davanti al portone di casa alle 13:55, i brigatisti attendono che si apra il portone, Raffele Fiore s'infila nell'androne, chiama Casalegno e spara quattro colpi alla testa con la Nagant 7,62. Alle 14:05 giunge una telefonata all' ANSA: "Qui Brigate Rosse, abbiamo giustiziato noi il servo dello Stato Carlo Casalegno". L'operatore chiede spiegazioni. "Ha capito benissimo" e il terrorista riaggancia. Viene rinvenuto un volantino in una cabina telefonica di corso Lecce. Due fogli ciclostilati e pinzati sormontati dalla stella a cinque punte firmati dalla colonna Mara Cagol. Casalegno muore, per le ferite riportate, tredici giorni dopo, il 29 novembre 1977.

 

1978

14 febbraio 1978 – A Roma, alle 9 del mattino viene ucciso sotto casa il consigliere di Cassazione Riccardo Palma, addetto presso la Direzione Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena, alla gestione dei fondi per l’edilizia carceraria. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse nel quadro della campagna contro le carceri speciali.

10 marzo 1978 – A Torino, Rosario Berardi, maresciallo di polizia della sezione antiterrorismo, gia’ vicecapo dell’Ufficio Politico della Questura, viene ucciso da un nucleo delle Brigate Rosse. L’attentato è rivendicato con un volantino a firma Brigate Rosse – Colonna torinese Mara Cagol.

16 marzo 1978 – A Roma, il sequestro Moro in Via Mario Fani. Vengono uccisi nel conflitto a fuoco gli agenti di polizia Raffaele Iozzino e Giulio Rivera, il maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi e l’appuntato Domenico Ricci. Gravemente ferito, morira’ poche ore dopo, il vice brigadiere di polizia Francesco Zizzi.

11 aprile 1978 – A Torino, Lorenzo Cotugno, agente di custodia. Viene affrontato da un nucleo delle Brigate Rosse, ferito intenzionalmente, reagisce inseguendo e ferendo a sua volta un brigatista. Nel proseguio del conflitto a fuoco viene ucciso. Nella rivendicazione l’attentato viene collocato nel contesto delle lotte carcerarie.

20 aprile 1978 – A Crescenzago (MI), Francesco di Cataldo, maresciallo e vicecomandante degli Agenti di custodia del carcere di San Vittore, viene ucciso poco dopo le ore 7 in via Ponte Nuovo. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse – colonna Walter Alasia prima con una telefonata all’Ansa e successivamente con un volantino.

9 maggio 1978 – In via Caetani a Roma viene ritrovato il corpo di Aldo Moro.

21 giugno 1978 – A Genova, viene ucciso Antonio Esposito, commissario di polizia e capo dell’antiterrorismo di Genova. Si trovava su un autobus mentre si recava al lavoro. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse nel corso della campagna contro gli uomini dell’antiterrorismo.

28 settembre 1978 – A Torino viene ferito alle gambe da numerosi colpi di pistola mentre si reca al lavoro il capo officina del reparto verniciatura della Lancia di Chivasso, Piero Coggiola. Quando le Brigate Rosse ne rivendicano, nel contesto delle lotte operaie, il ferimento intenzionale, un’emorragia ne ha gia’ provocato la morte.

10 ottobre 1978 – A Roma alle 14:30 viene ucciso mentre fa rientro nella sua abitazione Girolamo Tartaglione, magistrato di Cassazione e direttore generale deli Affari penali presso il Ministero di Grazia e Giustizia. Il volantino di rivendicazione, a firma Brigate Rosse viene recapitato alla redazione romana del Corriere della Sera il 12 ottobre 1978 e inquadra l’attentato nella campagna contro le carceri.

15 dicembre 1978 – A Torino vengono uccisi da raffiche di mitra mentre sono di guardia sotto le mura del carcere Le Nuove, Salvatore Lanza e Salvatore Porceddu. L’azione viene rivendicata dalle Brigate Rosse nel corso della campagna contro le carceri.

 

1979

24 gennaio 1979 – A Genova viene ucciso Guido Rossa. Operaio dell’Italsider di Genova-Cornigliano, iscritto al PCI e sindacalista della CGIL. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse che nel volantino accusano Rossa di aver denunciato e fatto arrestare l’operaio Francesco Berardi. Il gruppo di fuoco era composto da Vincenzo Guagliardo, Riccardo Dura e Lorenzo Carpi.

29 marzo 1979 – A Roma viene colpito mortalmente l’impreditore edile e consigliere provinciale DC Italo Schettini. L’attentato viene rivendicato, con volantini, dalle Brigate Rosse, che lo gestiscono all’interno della campagna contro la DC.

3 maggio 1979 – A Roma le Brigate Rosse attaccano la sede del Comitato Regionale della DC in piazza Nicosia. Un’auto della polizia, che accorre dopo l’allarme lanciato dalla centrale di polizia, viene raggiunta da raffiche di mitra. Nel conflitto a fuoco resta ucciso il vicebrigadiere Antonio Mea. Resta gravemente ferito, ma morira’ in ospedale il 10 maggio, l’agente Pietro Ollanu. Le Brigate Rosse rivendicheranno l’evento con una telefonata e un volantino.

13 luglio 1979 – A Roma viene ucciso Antonio Varisco, tenente colonnello dei carabinieri, comandante del Nucleo Traduzioni del Tribunale di Roma. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse nella campagna contro le carceri.

9 novembre 1979 – A Roma viene ucciso l’agente Michele Granato, in servizio presso la squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di San Lorenzo. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse con un volantino che lo inquadra nella campagna contro gli uomini e gli apparati dell’antiterrorismo.

21 novembre 1979 – A Genova vengono colpiti da un nucleo delle Brigate Rosse Vittorio Battaglini e Mario Tosa, carabinieri in servizio di pattuglia. L’attentato e’ rivendicato con una telefonata e un volantino.

27 novembre 1979 – A Roma viene ucciso Domenico Taverna, maresciallo comandante della squadra di polizia giudiziaria del Commissariato Appio Nuovo. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse ed inquadrato nella campagna contro gli uomini e gli apparati dell’antiterrorismo. (in un servizio di radio radicale Anna Laura Braghetti viene inclusa nel nucleo di fuoco)

7 dicembre 1979 – A Roma viene ucciso Mariano Romiti, maresciallo comandante della quadra di polizia giudiziaria del Commissariato Centocelle. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse ed inquadrato nella campagna contro gli uomini e gli apparati dell’antiterrorismo.

 

1980

8 gennaio 1980 – A Milano vengono uccisi mentre sono in perlustrazione su una Fiat Ritmo bianca con targa civile, l’appuntato di polizia Antonio Cestari, l’agente Michele Tatulli e il brigadiere Rocco Santoro, appartenenti ad una squadra della Digos in forza al Commissariato Ticinese di Via Tabacchi. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse – Colonna Walter Alasia con volantini la cui intestazione recita: “Benvenuto al generale Dalla Chiesa”.

19 gennaio 1980 – A Mestre (VE) un nucleo delle Brigate Rosse uccide il vicedirettore del Petrolchimico di Porto Marghera Sergio Gori. L’azione, rivendicata con una telefonata ed un volantino, viene messa in relazione alle lotte operaie di Porto Marghera.

25 gennaio 1980 – A Genova vengono uccisi a bordo di una Fiat 128, l’appuntato dei carabinieri Antonio Casu e il tenente colonnello dei carabinieri Emanuele Tuttobene. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse con una telefonata al Secolo XIX e successivamente con un volantino che inquadra l’attentato nella campagna contro gli uomini e gli apparati dell’antiterrorismo.

12 febbraio 1980 – A Roma viene ucciso al termine di una sua lezione Vittorio Bachelet, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, docente di diritto amministrativo alla facolta’ di Scienze Politiche dell’universita’ di Roma. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse in riferimento al suo ruolo nel Consiglio Superiore della Magistratura, con un volantino inviato alla sede romana dell’Ansa e del quotidiano Il Giornale d’Italia. A sparare la brigatista Anna Laura Braghetti.

18 marzo 1980 – A Roma, su un bus dell’Atac, alla fermata di via Ruggero di Lauria, viene ucciso il magistrato Girolamo Minervini, consigliere della Corte di Cassazione, capo della segreteria degli Istituti di prevenzione e pena del ministero di Grazia e Giustizia. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse che lo inquadrano nell’intervento contro le carceri speciali.

12 maggio 1980 – A Mestre (VE) viene ucciso bloccando la sua auto, il vice questore e dirigente della Digos, Alfredo Albanese. L’attentato viene rivendicato con un volantino dalle Brigate Rosse.

19 maggio 1980 – A Napoli viene ucciso l’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione Economica, Pino Amato, della DC. Il gruppo di fuoco composto da 4 brigatisti (Bruno Seghetti, Maria Teresa Romeo, Salvatore Colonna e Luca Nicolotti) viene catturato dopo un inseguimento per le strade della citta’. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse, nel quadro della campagna contro la DC, con una telefonata anonima il 26 maggio 1980 che indicava il luogo dove trovare un volantino. Un ulteriore volantino perveniva alla redazione de “Il Mattino” il 3 giugno 1980. Con questo attentato nasce ufficialmente la colonna di Napoli.

12 novembre 1980 – A Milano viene ucciso su una vettura della metropolitana nei pressi della stazione “Gorla”, il direttore del personale della Magneti Marelli, Renato Briano. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse – Walter Alasia. Con questo attentato la colonna milanese si stacca dalle Brigate Rosse e si presenta come organizzazione autonoma.

28 novembre 1980 – A Sesto San Giovanni (MI), viene ucciso nei pressi della sua abitazione l’ingegner Manfredo Mazzanti, direttore tecnico della Falk. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse – Walter Alasia.

31 dicembre 1980 – A Roma viene ucciso il generale dei carabinieri Enrico Galvaligi, responsabile dell’Ufficio coordinamento delle misure di sicurezza degli istituti carcerari. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse nel comunicato n° 7 del sequestro del giudice Giovanni D’Urso.

 

1981

17 febbraio 1981 – A Milano viene ucciso nei pressi della sua abitazione il medico Luigi Francesco Marangoni, direttore sanitario del Policlinico di Milano. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse – Walter Alasia, Brigata Fabrizio Pelli, con la diffusione di un opuscolo intitolato “Attacchiamo la DC principale responsabile della ristrutturazione dell’ospedale”.

7 aprile 1981 – A Roma un nucleo di 3 persone uccide nei pressi della sua abitazione l’agente di custodia Raffaele Cinotti, capoposto al reparto di isolamento giudiziario del carcere di Rebibbia. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse. All’atto della rivendicazione viene anche distribuito l’opuscolo connesso alla “Campagna D’Urso”.

27 aprile 1981 – A Torre del Greco (NA) un nucleo armato delle BR (Vincenzo Stoccoro, Antonio Chiocchi, Emilio Manna, Vittorio Bolognese, Giovanni Planzio, Vincenzo Olivieri e Giovanni Senzani) sequestra Ciro Cirillo, assessore regionale della DC. Vengono uccisi durante il sequestro l’autista di Cirillo, Mario Canciello e il brigadiere di polizia Luigi Carbone, addetto alla sua scorta. Con la rivendicazione di questa azione da parte della Colonna napoletana e del Fronte carceri, viene sancito, di fatto, il loro distacco dal troncone originario delle Brigate Rosse. Successivamente queste due formazioni daranno vita alle Brigate Rosse – Partito della Guerriglia.

19 giugno 1981 – A Roma viene ucciso il vicequestore del Commissariato di polizia di Primavalle, Sebastiano Vinci. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse – Colonna “XXVIII Marzo” nella campagna contro uomini e apparati dell’antiterrorismo.

20 maggio 1981 – A Mestre (VE) un nucleo delle Brigate Rosse irrompe della sua abitazione e sequestra Giuseppe Taliercio, direttore del Petrolchimico di Mestre (VE). Quarantasei giorni dopo, il 5 luglio 1981, il suo corpo senza vita viene fatto trovare nel baule di un automobile, vicino al capannone del Consiglio di Fabbrica della Montedison. Il rapimento (vengono emessi 6 comunicati) e’ gestito dalle Brigate Rosse – Colonna Anna Maria Ludmann “Cecilia”.

 

1982

27 aprile 1982 – A Napoli le Brigate Rosse – Partito della Guerriglia uccidono l’esponente della DC, Raffaele Delcogliano, assessore regionale alla formazione professionale ed il suo autista, Aldo Iermano.

15 luglio 1982 – A Napoli le Brigate Rosse – Partito della Guerriglia uccidono il vicequestore e capo della Squadra mobile Antonio Ammaturo ed il suo autista Pasquale Paola. L’attentato viene inquadrato nella campagna contro le forze dell’ordine.

26 agosto 1982 – A Salerno un nucleo armato delle Brigate Rosse – Partito della Guerriglia, assalta un convoglio militare. Nel conflitto a fuoco restano uccisi gli agenti Antonio Bandiera e Mario de Marco. Il soldato di leva Antonio Palumbo rimane gravemente ferito e muore il 23 settembre al Secondo Policlinico di Napoli.

21 ottobre 1982 – A Torino, vengono uccisi nell’Agenzia n° 5 del Banco di Napoli, in via Domodossola, le guardie giurate Sebastiano D’Alleo e Antonio Pedio. Il commando era composto da 5 brigatisti, Antonio Chiocchi, Francesco Pagani Cesa, Marcello Ghiringhelli, Teresa Scinica, Clotilde Zucca. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse – Partito della Guerriglia. All’interno dei locali della banca viene lasciato un drappo rosso con una scritta (episodio legato a Natalia Ligas).

 

1984

15 febbraio 1984 – A Roma viene ucciso a bordo della sua auto blindata il diplomatico statunitense Leamon Ray Hunt, responsabile logistico della forza militare multinazionale dell’ONU nel Sinai. L’attentato viene rivendicato dalle BR-PCC con un documento dove viene affermata la necessità di un intervento antimperialista. Le FARL (Frazioni Armate Rivoluzionarie Libanesi) rivendicano l’azione insieme alle BR-PCC.

 

1985

27 marzo 1985 – A Roma viene ucciso nella Facolta’ di Economia e Commercio Ezio Tarantelli, docente di Economia Politica, presidente dell’Istituto di Studi Economici e del Lavoro della CISL. L’attentato viene rivendicato dalle BR-PCC con un opuscolo: BR-PCC, “Rimodellamento della linea politica. Lancio del fronte internazionalista. Tarantelli”, opuscolo 20, Roma 1985.

 

1986

10 febbraio 1986 – A Firenze a poca distanza dalla sua abitazione viene ucciso l’ex sindaco di Firenze, iscritto al Partito Repubblicano, Lando Conti. L’attentato viene rivendicato dalle BR-PCC che in questa circostanza diffondono la Risoluzione n° 20.

 

1987

14 febbraio 1987 – A Roma, in via Prati di Papa, un nucleo armato delle BR-PCC assalta un furgone portavalori a fini di autofinanziamento. Due agenti di polizia, Rolando Lanari e Giuseppe Scravaglieri, restano uccisi, mentre il brigadiere Pasquale Parente, capo equipaggio, rimane gravemente ferito. Le BR-PCC rivendicano con un volantino l’azione.

 

1988

16 aprile 1988 – A Forli’ viene ucciso nella propria abitazione Roberto Ruffilli, senatore democristiano, politologo, consigliere per i problemi e per le riforme istituzionali di Ciriaco De Mita. Appena rientrato nella sua casa da un convegno in città, due finti postini suonarono alla porta della sua abitazione con la scusa di recapitargli un pacco postale; entrati nell'abitazione, lo condussero nel soggiorno, dove lo fecero inginocchiare accanto al divano per poi ucciderlo con tre colpi di pistola alla nuca. L’attentato viene rivendicato dalle BR-PCC. Dopo una telefonata al quotidiano "La Repubblica", nel giorno stesso dell'assassinio, alle 10.40 del 21 aprile fu ritrovato, in un bar di via Torre Argentina a Roma, il documento di rivendicazione.

 

1999

20 maggio 1999 – A Roma, verso le ore 8:20 in via Salaria un nucleo delle BR-PCC uccide il professor Massimo D’Antona, consulente del ministro del Lavoro Bassolino. Verso le 14:30 una telefonata anonima al quotidiano "Il Messaggero" rivendicava l’omicidio in nome delle Brigate Rosse, indicando un cassonetto per la raccolta dei rifiuti urbani in via Crispi dove i giornalisti rinvenivano il documento rivendicativo.
 

2002

19 marzo 2002 – A Bologna, un nucleo delle BR-PCC uccide il professor Marco Biagi, consulente del ministro del Lavoro Maroni. Il documento di rivendicazione viene spedito via posta elettronica a siti di quotidiani, radio, partiti e sindacati.

 

2003

2 marzo 2003 – Sul treno interregionale 2304 “Roma-Firenze”, verso le ore 8:30 nel corso di un conflitto a fuoco perde la vita il sovrintendente della Polizia Ferroviaria Emanuele Petri. Nel corso del conflitto perde la vita anche il brigatista Mario Galesi, resta ferito il sovrintendente Bruno Fortunato e viene catturata la brigatista Nadia Desdemona Lioce.

 

 Bibliografia e fonti web

  Progetto Memoria, La mappa perduta, Cooperativa Ed. Sensibili alle foglie

  Paolo Dorigo, Contributo per una storia documentale delle BR, All. al Bollettino dell’ASP

  Tuccillo, Sangue sulle città, Guida Editore

  Giorgio Galli, Piombo rosso, Baldini Castoldi Dalai editore

  Concetto Vecchio, Ali di Piombo, BUR

  Associazione italiana vittime del terrorismo, Schede tratte da www.vittimeterrorismo.it

  Polizia di Stato, informazioni tratte da www.poliziadistato.it

 

Ultima modifica di questa pagina: lunedì, 12 marzo 2007 00.52

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