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1974
17 giugno 1974 – A Padova, durante un incursione di un nucleo di 5
brigatisti nella sede del MSI di via Zabarella 24, restano
uccisi Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola.
La confessione della brigatista
Susanna Ronconi
ricostruisce così l’assassinio:
Roberto Serafini
avrebbe fatto il palo,
Giorgio Semeria
guidava l’auto, la Ronconi in attesa sulle scale con la
borsa per prelevare i documenti dalla sede dell’MSI-DN,
Roberto Ognibene
e Fabrizio Pelli
sarebbero entrati nella sede e, dei due, solo il Pelli
avrebbe sparato a fronte di un tentativo di reazione di
Mazzola e Giralucci. Le Brigate Rosse rivendicano la
paternità dell’ assassinio il giorno dopo, con due
volantini fatti ritrovare a Milano
e Padova in una cabina telefonica, e a seguito di una
telefonata alla redazione padovana de “Il Gazzettino”.
(ulteriori informazioni nelle schede dell’Associazione
Vittime del Terrorismo)
15 ottobre 1974 – A Robbiano di Mediglia (MI), in uno scontro a
fuoco, al terzo piano di uno stabile di via Amendola 10,
viene catturato e ferito un militante delle BR,
Roberto Ognibene,
che nello scontro a fuoco, colpisce mortalmente il
maresciallo dei carabinieri Felice Maritano.
1975
5 giugno 1975 – Alla cascina Spiotta, nei pressi di Acqui Terme (AL) dove
e’ detenuto a seguito del rapimento l’industriale Vittorio
Vallerino Gancia, vi e’ uno scontro a fuoco tra BR e
carabinieri. Viene ferito mortalmente l’appuntato dei
carabinieri Giovanni D’Alfonso, ricoverato
all’ospedale di Alessandria morira’ l’11 giugno 1975. In
questo scontro a fuoco perdera’ la vita anche la brigatista
“Mara” Cagol.
4 settembre 1975 – Verso le 10:30, alla periferia di Ponte di Brenta
(PD) una pattuglia della polizia stradale ferma una Fiat 128
per un controllo. Nell’auto vi sono due giovani, uno dei
quali, Carlo
Picchiura, per sottrarsi all’arresto esplode 3 colpi di
pistola contro l’appuntato Antonio Niedda,
uccidendolo. Un altro agente riesce comunque a bloccare ed
arrestare Picchiura, militante delle Brigate Rosse.
1976
8 giugno 1976 – A Genova, intorno alle ore 13:30 in salita Santa Brigida,
un nucleo delle Brigate Rosse uccide il Procuratore Generale
della Repubblica di Genova Francesco Coco, insieme
all’appuntato dei carabinieri Antioco Dejana e al
sottufficiale di polizia Giovanni Saponara. L’azione
viene rivendicata con un volantino. Il giorno successivo
nell’aula del tribunale di Torino dove e’ in corso il
processo ad alcuni militanti BR, uno di essi, cerca di
leggere un comunicato di sostegno all’azione. Quello di Coco
e’ il primo omicidio premeditato delle BR.
1 settembre 1976 – A Biella (VC), una pattuglia della polizia ferma
un’auto con targa di Milano per il controllo dei documenti
ed invita i due occupanti a seguirla in Questura. I due
uomini aprono il fuoco uccidendo il vicequestore
Francesco Cusano. In sede giudiziaria, per questo
evento, vengono condannati due militanti delle BR (ad
uccidere fu Lauro
Azzolini).
15 dicembre 1976 – A Sesto San Giovanni (MI), la polizia si reca per
una perquisizione a casa Alasia,
Walter Alasia
per sottrarsi alla cattura ingaggia un conflitto a fuoco in
cui perderanno la vita sia lui che il maresciallo di polizia
Sergio Bazzega ed il vice questore Vittorio
Padovani.
1977
28 aprile 1977 – Fulvio Croce, presidente del consiglio dell’Ordine
degli avvocati di Torino, viene ucciso da un nucleo delle
Brigate rosse. L’avvocato Croce viene affrontato
nell’androne dello stabile di via Perrone, dove ha sede il
suo studio, da un commando composto da 2 uomini e 1 donna e
ucciso con 5 colpi di pistola (a sparare è
Rocco
Micaletto con la copertura di
Angela Vai.
Fuori su un auto attende
Lorenzo
Betassa,
Raffaele Fiore invece staziona immobile all'ingresso,
col mitra nel borsone). La perizia sui proiettili
stabilisce che la pistola è una Nagant 7,62 cecoslovacca, la
stessa che ha colpito Carlo Casalegno ed altre vittime a
Torino. L’attentato è rivendicato dalle Brigate Rosse con
una telefonata a La Stampa e all’ANSA. In seguito le Brigate
Rosse telefonano nuovamente per indicare il luogo ove hanno
lasciato dei volantini di rivendicazione. Il volantino,
siglato "Per il comunismo Brigate rosse - Colonna Margherita
Cagol" viene fatto ritrovare il 30 aprile (dieci ore dopo i
funerali) di fronte all'ospedale Maria Vittoria. Nello
stesso documento vengono minacciati gli avvocati Vittorio
Gabri e Giorgio Del Grosso, quest'ultimo legale della FIAT.
16 novembre 1977 – A Torino, il vicedirettore del quotidiano “La
Stampa”, Carlo Casalegno, viene mortalmente ferito
sotto la sua abitazione da un nucleo delle Brigate Rosse.
Da molti giorni veniva pedinato da
Patrizio Peci,
Raffaele
Fiore, Vincenzo Acella e
Piero Panciarelli. Casalegno
parcheggia la sua 125 azzurrina davanti al portone di casa
alle 13:55, i brigatisti attendono che si apra il portone,
Raffele Fiore s'infila nell'androne, chiama Casalegno e
spara quattro colpi alla testa con la Nagant 7,62. Alle
14:05 giunge una telefonata all' ANSA: "Qui Brigate Rosse,
abbiamo giustiziato noi il servo dello Stato Carlo Casalegno".
L'operatore chiede spiegazioni. "Ha capito benissimo" e il
terrorista riaggancia. Viene rinvenuto un volantino in una
cabina telefonica di corso Lecce. Due fogli ciclostilati e
pinzati sormontati dalla stella a cinque punte firmati dalla
colonna Mara Cagol. Casalegno muore, per le ferite riportate, tredici giorni
dopo, il 29 novembre 1977.
1978
14 febbraio 1978 – A Roma, alle 9 del mattino viene ucciso sotto casa
il consigliere di Cassazione Riccardo Palma, addetto
presso la Direzione Generale degli Istituti di Prevenzione e
Pena, alla gestione dei fondi per l’edilizia carceraria.
L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse nel quadro
della campagna contro le carceri speciali.
10 marzo 1978 – A Torino, Rosario Berardi, maresciallo di polizia
della sezione antiterrorismo, gia’ vicecapo dell’Ufficio
Politico della Questura, viene ucciso da un nucleo delle
Brigate Rosse. L’attentato è rivendicato con un volantino a
firma Brigate Rosse – Colonna torinese Mara Cagol.
16 marzo 1978 – A Roma, il sequestro Moro in Via Mario Fani. Vengono
uccisi nel conflitto a fuoco gli agenti di polizia
Raffaele Iozzino e Giulio Rivera, il maresciallo
dei carabinieri Oreste Leonardi e l’appuntato
Domenico Ricci. Gravemente ferito, morira’ poche ore
dopo, il vice brigadiere di polizia Francesco Zizzi.
11 aprile 1978 – A Torino, Lorenzo Cotugno, agente di custodia.
Viene affrontato da un nucleo delle Brigate Rosse, ferito
intenzionalmente, reagisce inseguendo e ferendo a sua volta
un brigatista. Nel proseguio del conflitto a fuoco viene
ucciso. Nella rivendicazione l’attentato viene collocato nel
contesto delle lotte carcerarie.
20 aprile 1978 – A Crescenzago (MI), Francesco di Cataldo,
maresciallo e vicecomandante degli Agenti di custodia del
carcere di San Vittore, viene ucciso poco dopo le ore 7 in
via Ponte Nuovo. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate
Rosse – colonna Walter Alasia prima con una telefonata
all’Ansa e successivamente con un volantino.
9 maggio 1978 – In via Caetani a Roma viene ritrovato il corpo di Aldo
Moro.
21 giugno 1978 – A Genova, viene ucciso Antonio Esposito,
commissario di polizia e capo dell’antiterrorismo di Genova.
Si trovava su un autobus mentre si recava al lavoro.
L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse nel corso
della campagna contro gli uomini dell’antiterrorismo.
28 settembre 1978 – A Torino viene ferito alle gambe da numerosi colpi
di pistola mentre si reca al lavoro il capo officina del
reparto verniciatura della Lancia di Chivasso, Piero
Coggiola. Quando le Brigate Rosse ne rivendicano, nel
contesto delle lotte operaie, il ferimento intenzionale,
un’emorragia ne ha gia’ provocato la morte.
10 ottobre 1978 – A Roma alle 14:30 viene ucciso mentre fa rientro
nella sua abitazione Girolamo Tartaglione, magistrato
di Cassazione e direttore generale deli Affari penali presso
il Ministero di Grazia e Giustizia. Il volantino di
rivendicazione, a firma Brigate Rosse viene recapitato alla
redazione romana del Corriere della Sera il 12 ottobre 1978
e inquadra l’attentato nella campagna contro le carceri.
15 dicembre 1978 – A Torino vengono uccisi da raffiche di mitra
mentre sono di guardia sotto le mura del carcere Le Nuove,
Salvatore Lanza e Salvatore Porceddu. L’azione
viene rivendicata dalle Brigate Rosse nel corso della
campagna contro le carceri.
1979
24 gennaio 1979 – A Genova viene ucciso Guido Rossa. Operaio
dell’Italsider di Genova-Cornigliano, iscritto al PCI e
sindacalista della CGIL. L’attentato viene rivendicato dalle
Brigate Rosse che nel
volantino accusano Rossa di aver denunciato e fatto
arrestare l’operaio Francesco Berardi. Il gruppo di fuoco
era composto da
Vincenzo
Guagliardo,
Riccardo Dura e
Lorenzo Carpi.
29 marzo 1979 – A Roma viene colpito mortalmente l’impreditore edile e
consigliere provinciale DC Italo Schettini.
L’attentato viene rivendicato, con volantini, dalle Brigate
Rosse, che lo gestiscono all’interno della campagna contro
la DC.
3 maggio 1979 – A Roma le Brigate Rosse attaccano la sede del Comitato
Regionale della DC in piazza Nicosia. Un’auto della polizia,
che accorre dopo l’allarme lanciato dalla centrale di
polizia, viene raggiunta da raffiche di mitra. Nel conflitto
a fuoco resta ucciso il vicebrigadiere Antonio Mea.
Resta gravemente ferito, ma morira’ in ospedale il 10
maggio, l’agente Pietro Ollanu. Le Brigate Rosse
rivendicheranno l’evento con una telefonata e un volantino.
13 luglio 1979 – A Roma viene ucciso Antonio Varisco, tenente
colonnello dei carabinieri, comandante del Nucleo Traduzioni
del Tribunale di Roma. L’attentato viene rivendicato dalle
Brigate Rosse nella campagna contro le carceri.
9 novembre 1979 – A Roma viene ucciso l’agente Michele Granato,
in servizio presso la squadra di polizia giudiziaria del
Commissariato di San Lorenzo. L’attentato e’ rivendicato
dalle Brigate Rosse con un volantino che lo inquadra nella
campagna contro gli uomini e gli apparati
dell’antiterrorismo.
21 novembre 1979 – A Genova vengono colpiti da un nucleo delle
Brigate Rosse Vittorio Battaglini e Mario Tosa,
carabinieri in servizio di pattuglia. L’attentato e’
rivendicato con una telefonata e un volantino.
27 novembre 1979 – A Roma viene ucciso Domenico Taverna,
maresciallo comandante della squadra di polizia giudiziaria
del Commissariato Appio Nuovo. L’attentato viene rivendicato
dalle Brigate Rosse ed inquadrato nella campagna contro gli
uomini e gli apparati dell’antiterrorismo. (in un servizio
di radio radicale
Anna Laura
Braghetti viene inclusa nel nucleo di fuoco)
7 dicembre 1979 – A Roma viene ucciso Mariano Romiti,
maresciallo comandante della quadra di polizia giudiziaria
del Commissariato Centocelle. L’attentato viene rivendicato
dalle Brigate Rosse ed inquadrato nella campagna contro gli
uomini e gli apparati dell’antiterrorismo.
1980
8 gennaio 1980 – A Milano vengono uccisi mentre sono in perlustrazione su
una Fiat Ritmo bianca con targa civile, l’appuntato di
polizia Antonio Cestari, l’agente Michele Tatulli
e il brigadiere Rocco Santoro, appartenenti ad
una squadra della Digos in forza al Commissariato Ticinese
di Via Tabacchi. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate
Rosse – Colonna Walter Alasia con volantini la cui
intestazione recita: “Benvenuto al generale Dalla Chiesa”.
19 gennaio 1980 – A Mestre (VE) un nucleo delle Brigate Rosse uccide
il vicedirettore del Petrolchimico di Porto Marghera
Sergio Gori. L’azione, rivendicata con una telefonata ed
un volantino, viene messa in relazione alle lotte operaie di
Porto Marghera.
25 gennaio 1980 – A Genova vengono uccisi a bordo di una Fiat 128,
l’appuntato dei carabinieri Antonio Casu e il tenente
colonnello dei carabinieri Emanuele Tuttobene.
L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse con una
telefonata al Secolo XIX e successivamente con un volantino
che inquadra l’attentato nella campagna contro gli uomini e
gli apparati dell’antiterrorismo.
12 febbraio 1980 – A Roma viene ucciso al termine di una sua lezione
Vittorio Bachelet, vicepresidente del Consiglio
Superiore della Magistratura, docente di diritto
amministrativo alla facolta’ di Scienze Politiche dell’universita’
di Roma. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse in
riferimento al suo ruolo nel Consiglio Superiore della
Magistratura, con un volantino inviato alla sede romana
dell’Ansa e del quotidiano Il Giornale d’Italia. A sparare
la brigatista
Anna Laura Braghetti.
18 marzo 1980 – A Roma, su un bus dell’Atac, alla fermata di via Ruggero
di Lauria, viene ucciso il magistrato Girolamo Minervini,
consigliere della Corte di Cassazione, capo della segreteria
degli Istituti di prevenzione e pena del ministero di Grazia
e Giustizia. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse
che lo inquadrano nell’intervento contro le carceri
speciali.
12 maggio 1980 – A Mestre (VE) viene ucciso bloccando la sua auto, il vice
questore e dirigente della Digos, Alfredo Albanese.
L’attentato viene rivendicato con un volantino dalle Brigate
Rosse.
19 maggio 1980 – A Napoli viene ucciso l’assessore regionale al Bilancio e
alla Programmazione Economica, Pino Amato, della DC.
Il gruppo di fuoco composto da 4 brigatisti (Bruno
Seghetti,
Maria Teresa Romeo,
Salvatore
Colonna e Luca
Nicolotti) viene catturato dopo un inseguimento per le
strade della citta’. L’attentato viene rivendicato dalle
Brigate Rosse, nel quadro della campagna contro la DC, con
una telefonata anonima il 26 maggio 1980 che indicava il
luogo dove trovare un volantino. Un ulteriore volantino
perveniva alla redazione de “Il Mattino” il 3 giugno 1980.
Con questo attentato nasce ufficialmente la colonna di
Napoli.
12 novembre 1980 – A Milano viene ucciso su una vettura della
metropolitana nei pressi della stazione “Gorla”, il
direttore del personale della Magneti Marelli, Renato
Briano. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse –
Walter Alasia. Con questo attentato la colonna milanese si
stacca dalle Brigate Rosse e si presenta come organizzazione
autonoma.
28 novembre 1980 – A Sesto San Giovanni (MI), viene ucciso nei pressi
della sua abitazione l’ingegner Manfredo Mazzanti,
direttore tecnico della Falk. L’attentato viene rivendicato
dalle Brigate Rosse – Walter Alasia.
31 dicembre 1980 – A Roma viene ucciso il generale dei carabinieri
Enrico Galvaligi, responsabile dell’Ufficio
coordinamento delle misure di sicurezza degli istituti
carcerari. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse
nel comunicato n° 7 del sequestro del giudice Giovanni D’Urso.
1981
17 febbraio 1981 – A Milano viene ucciso nei pressi della sua
abitazione il medico Luigi Francesco Marangoni,
direttore sanitario del Policlinico di Milano. L’attentato
viene rivendicato dalle Brigate Rosse – Walter Alasia,
Brigata Fabrizio Pelli, con la diffusione di un opuscolo
intitolato “Attacchiamo la DC principale responsabile della
ristrutturazione dell’ospedale”.
7 aprile 1981 – A Roma un nucleo di 3 persone uccide nei pressi della sua
abitazione l’agente di custodia Raffaele Cinotti,
capoposto al reparto di isolamento giudiziario del carcere
di Rebibbia. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate
Rosse. All’atto della rivendicazione viene anche distribuito
l’opuscolo connesso alla “Campagna D’Urso”.
27 aprile 1981 – A Torre del Greco (NA) un nucleo armato delle BR (Vincenzo
Stoccoro,
Antonio Chiocchi,
Emilio Manna,
Vittorio
Bolognese,
Giovanni Planzio,
Vincenzo
Olivieri e
Giovanni Senzani) sequestra Ciro Cirillo, assessore
regionale della DC. Vengono uccisi durante il sequestro
l’autista di Cirillo, Mario Canciello e il brigadiere
di polizia Luigi Carbone, addetto alla sua scorta.
Con la rivendicazione di questa azione da parte della
Colonna napoletana e del Fronte carceri, viene sancito, di
fatto, il loro distacco dal troncone originario delle
Brigate Rosse. Successivamente queste due formazioni daranno
vita alle Brigate Rosse – Partito della Guerriglia.
19 giugno 1981 – A Roma viene ucciso il vicequestore del Commissariato di
polizia di Primavalle, Sebastiano Vinci. L’attentato
viene rivendicato dalle Brigate
Rosse – Colonna “XXVIII Marzo” nella campagna contro
uomini e apparati dell’antiterrorismo.
20 maggio 1981 – A Mestre (VE) un nucleo delle Brigate Rosse irrompe della
sua abitazione e sequestra Giuseppe Taliercio,
direttore del Petrolchimico di Mestre (VE). Quarantasei
giorni dopo, il 5 luglio 1981, il suo corpo senza vita viene
fatto trovare nel baule di un automobile, vicino al
capannone del Consiglio di Fabbrica della Montedison. Il
rapimento (vengono emessi 6 comunicati) e’ gestito dalle
Brigate Rosse – Colonna Anna Maria Ludmann “Cecilia”.
1982
27 aprile 1982 – A Napoli le Brigate Rosse – Partito della Guerriglia
uccidono l’esponente della DC, Raffaele Delcogliano,
assessore regionale alla formazione professionale ed il suo
autista, Aldo Iermano.
15 luglio 1982 – A Napoli le Brigate Rosse – Partito della Guerriglia
uccidono il vicequestore e capo della Squadra mobile
Antonio Ammaturo ed il suo autista Pasquale Paola.
L’attentato viene inquadrato nella campagna contro le forze
dell’ordine.
26 agosto 1982 – A Salerno un nucleo armato delle Brigate Rosse – Partito
della Guerriglia, assalta un convoglio militare. Nel
conflitto a fuoco restano uccisi gli agenti Antonio
Bandiera e Mario de Marco. Il soldato di leva
Antonio Palumbo rimane gravemente ferito e muore il 23
settembre al Secondo Policlinico di Napoli.
21 ottobre 1982 – A Torino, vengono uccisi nell’Agenzia n° 5 del
Banco di Napoli, in via Domodossola, le guardie giurate
Sebastiano D’Alleo e Antonio Pedio. Il commando
era composto da 5 brigatisti,
Antonio Chiocchi,
Francesco
Pagani Cesa,
Marcello
Ghiringhelli,
Teresa Scinica,
Clotilde Zucca.
L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse – Partito
della Guerriglia. All’interno dei locali della banca viene
lasciato un drappo rosso con una scritta (episodio legato a
Natalia Ligas).
1984
15 febbraio 1984 – A Roma viene ucciso a bordo della sua auto
blindata il diplomatico statunitense Leamon Ray Hunt,
responsabile logistico della forza militare multinazionale
dell’ONU nel Sinai. L’attentato viene rivendicato dalle BR-PCC con un documento dove viene affermata la
necessità
di un intervento antimperialista. Le FARL (Frazioni Armate
Rivoluzionarie Libanesi) rivendicano l’azione insieme alle
BR-PCC.
1985
27 marzo 1985 – A Roma viene ucciso nella Facolta’ di Economia e
Commercio Ezio Tarantelli, docente di Economia
Politica, presidente dell’Istituto di Studi Economici e del
Lavoro della CISL. L’attentato viene rivendicato dalle BR-PCC con un opuscolo: BR-PCC, “Rimodellamento della linea
politica. Lancio del fronte internazionalista. Tarantelli”,
opuscolo 20, Roma 1985.
1986
10 febbraio 1986 – A Firenze a poca distanza dalla sua abitazione
viene ucciso l’ex sindaco di Firenze, iscritto al Partito
Repubblicano, Lando Conti. L’attentato viene
rivendicato dalle BR-PCC che in questa circostanza
diffondono la Risoluzione n° 20.
1987
14 febbraio 1987 – A Roma, in via Prati di Papa, un nucleo armato
delle BR-PCC assalta un furgone portavalori a fini di
autofinanziamento. Due agenti di polizia, Rolando Lanari
e Giuseppe Scravaglieri, restano uccisi, mentre il
brigadiere Pasquale Parente, capo equipaggio, rimane
gravemente ferito. Le BR-PCC rivendicano con un
volantino
l’azione.
1988
16 aprile 1988 – A Forli’ viene ucciso nella propria abitazione Roberto
Ruffilli, senatore democristiano, politologo,
consigliere per i problemi e per le riforme istituzionali di
Ciriaco De Mita. Appena
rientrato nella sua casa da un convegno in città, due finti
postini suonarono alla porta della sua abitazione con la
scusa di recapitargli un pacco postale; entrati
nell'abitazione, lo condussero nel soggiorno, dove lo fecero
inginocchiare accanto al divano per poi ucciderlo con tre
colpi di pistola alla nuca. L’attentato viene rivendicato dalle BR-PCC.
Dopo una telefonata al
quotidiano "La Repubblica", nel giorno stesso
dell'assassinio, alle 10.40 del 21 aprile fu ritrovato, in
un bar di via Torre Argentina a Roma, il documento di
rivendicazione.
1999
20 maggio 1999 – A Roma, verso le ore 8:20 in via Salaria un nucleo delle
BR-PCC uccide il professor Massimo D’Antona,
consulente del ministro del Lavoro Bassolino.
Verso le 14:30 una telefonata anonima al quotidiano "Il
Messaggero" rivendicava l’omicidio in nome delle Brigate
Rosse, indicando un cassonetto per la raccolta dei rifiuti
urbani in via Crispi dove i giornalisti rinvenivano il
documento rivendicativo.
2002
19 marzo 2002 – A Bologna, un nucleo delle BR-PCC uccide il professor
Marco Biagi, consulente del ministro del Lavoro Maroni.
Il documento di rivendicazione
viene spedito via posta elettronica a siti di quotidiani,
radio, partiti e sindacati.
2003
2 marzo 2003 – Sul treno interregionale 2304 “Roma-Firenze”, verso le
ore 8:30 nel corso di un conflitto a fuoco perde la vita il
sovrintendente della Polizia Ferroviaria Emanuele Petri.
Nel corso del conflitto perde la vita anche il brigatista
Mario Galesi, resta ferito il sovrintendente Bruno Fortunato
e viene catturata la brigatista Nadia Desdemona Lioce.
Bibliografia e fonti web
Progetto Memoria, La mappa perduta, Cooperativa Ed.
Sensibili alle foglie
Paolo Dorigo, Contributo per una storia documentale delle
BR, All. al Bollettino dell’ASP
Tuccillo, Sangue sulle città, Guida Editore
Giorgio Galli, Piombo rosso, Baldini Castoldi Dalai
editore
Concetto Vecchio, Ali di Piombo, BUR
Associazione italiana vittime del terrorismo, Schede
tratte da www.vittimeterrorismo.it
Polizia di Stato, informazioni tratte da
www.poliziadistato.it |