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ORGANIZZARE
LA LIBERAZIONE DEI PROLETARI PRIGIONIERI.
SMANTELLARE
IL CIRCUITO DELLA DIFFERENZIAZIONE.
COSTRUIRE E
RAFFORZARE I COMITATI DI LOTTA.
CHIUDERE
IMMEDIATAMENTE L'ASINARA.
La lotta
dei proletari prigionieri continua. Il giorno 31-12-1980,
alle ore 19,15 un nucleo armato della nostra Organizzazione
ha giustiziato il generale dei carabinieri Enrico Galvaligi
dell'ufficio di coordinamento dei servizi di sicurezza delle
carceri.
1) Avevamo
detto che non avremmo accettato nessun tentativo di
reprimere le legittime richieste dei Comitati di Lotta con
la forza dei sicari dei corpi speciali. La borghesia
squassata dalle lotte tra le due diverse fazioni ed il suo
stato in pezzi non hanno saputo e voluto dare alcuna
risposta politica ai proletari prigionieri in lotta nel
kampo di Trani. Accettare anche solo di discutere con i
prigionieri in lotta significava ammettere una realtà ormai
storicamente consolidata: che il proletario prigioniero - a
pieno titolo inserito all'interno del proletariato
metropolitano - da anni conduce una lotta irriducibile per
affermare i suoi bisogni, per conquistare il suo programma
immediato, per costruire ed organizzare la sua liberazione
contro i piani della borghesia imperialista che vuole
strangolarlo ed annientarlo.
La censura
sui Comitati di Lotta che il governo ha sempre imposto non è
soltanto la volontà di reprimere la loro voce, di impedire
che il loro programma rivoluzionario raggiunga pienamente il
suo naturale referente dentro e fuori delle carceri, ma il
ridicolo tentativo di negare e quindi ignorare la loro
stessa esistenza. Ma la lotta di classe non si cancella a
piacere, perché è costruita materialmente giorno per giorno
dalle lotte che tutti i proletari conducono per organizzarsi
a conquistare i propri bisogni.
I Comitati
di Lotta non sono un'appendice organizzativa di una qualche
organizzazione combattente nelle carceri; ma, come dicono i
prigionieri di Trani, sono gli organismi di massa che
raccolgono le tensioni, le spinte e la volontà e capacità di
lotta di uno strato di classe rinchiuso nelle carceri. La
loro forza e la loro capacità offensiva nascono dal loro
essere interni allo strato di classe a cui appartengono.
Questo è il
significato delle battaglie che negli ultimi tempi hanno
distrutto alcuni kampi, delle azioni di lotta che hanno
impedito il trasferimento dei prigionieri nell'ex-lager
dell'Asinara, della battaglia di Trani. Di fronte a quest'ultima
battaglia che ha visto il Comitato di Lotta conquistare con
la lotta il controllo del kampo ed il proporsi come
interlocutore diretto dell'esecutivo in dialettica con la
battaglia iniziata all'esterno con la cattura del boia D'Urso.
Il governo ha concentrato - con calcolo e spettacolarità
criminali - tutta la potenza dei suoi mercenari-robot più
addestrati, ha messo la potenza di un esercito - con
l'approvazione di tutte le forze politiche - contro un
comitato di lotta che portava avanti precise richieste per
soddisfare i bisogni di classe dei proletari prigionieri,
allo scopo di affermare di un governo forte, senza
esitazioni ed efficiente. Un'immagine tutta tedesca, che
doveva mettere in ombra le ormai evidenti contraddizioni
nelle file della borghesia e dentro lo stesso governo e
snaturare, ridimensionare, una prima vittoria che lo avevano
raggiunto con la chiusura definitiva dell'Asinara. Per
queste "superiori" esigenze di regime la borghesia
imperialista non ha esitato a scatenare i suoi sgherri
contro i proletari del kampo di Trani. Questa scelta può
essere sembrata vincente, ma solo per un giorno. Alla
distanza è destinata a rivelare tutta la sua cecità
politica. Questo è già chiaro oggi: lo hanno dimostrato le
forze rivoluzionarie giustiziando il generale dei CC Enrico
Galvaligi.
2) Nella
Risoluzione della Direzione Strategica '80 abbiamo affermato
che i CC sono oggi un vero e proprio esercito antiproletario
e che il loro vertice è già lo stato maggiore di un apparato
per la guerra civile. La strategia di guerra in mano ai
militari è oggi affidata in larga e decisiva parte ai CC,
che hanno in mano il controllo della "struttura speciale" a
cui è affidato il compito di condurre la lotta contro le
Organizzazioni Comuniste Combattenti e le forze
rivoluzionarie. Questa struttura speciale è una struttura
integrata composta da militari, magistrati selezionati, che
lavorano a temo pieno contro la guerriglia. Esso è il cuore
strategico-militare dello stato imperialista e contro di
esso va esercitato ogni sforzo per annientarlo. Accettare la
guerra nell'attuale congiuntura significa passare
all'offensiva - senza accettare lo scontro frontale -
praticando il livello della guerra sui terreni scelti della
guerriglia. Significa quindi che la guerriglia deve creare
la capacità di operare una selettività a partire dai ruoli e
dalle funzioni della struttura speciale predisposta per
l'antiguerriglia. Perché se il potere ha inferto colpi al
movimento della classe ed alle sue avanguardie combattenti,
non è affatto il momento di stare sulla difensiva, ma al
contrario di sferrare colpi dieci volte maggiori e più
terrificanti nelle fila della borghesia.
3) Chi era
il generale dei CC Enrico Galvaligi: era il braccio destro
di Dalla Chiesa da tempi molto lontani. Insieme ad suo degno
compare aveva organizzato l'Ufficio di coordinamento per i
servizi di sicurezza nelle carceri e, in concreto, aveva
realizzato e pianificato, le modalità della strategia di
guerra nel carcerario. Ai Carabinieri come Dalla Chiesa e
Galvaligi, la borghesia ha affidato il compito di reprimere
la lotta dei proletari prigionieri, di frenare le spinte
rivoluzionarie e di impedire l'attuazione del loro diritto
alla liberazione, a loro il compito di garantire
l'internamento per sempre, la segregazione e l'annientamento
dei prigionieri più combattivi e delle forze rivoluzionarie
catturate. Questi "eroici" militari devono garantire la
ristrutturazione del carcerario e l'attuazione dei livelli
di differenziazione necessari. Ad essi il compito di cingere
d'assedio i kampi, di isolarli. Ad essi il compito di
comandare le altre forze militari e civili adibite alla
repressione nelle carceri.
Questa è la
storia dell'Ufficio di coordinamento per i servizi di
sicurezza nelle carceri che questi due generali
organizzavano, a partire dal 1978, con la delega del
Parlamento e l'accordo dei vertici del Ministero di Grazia e
Giustizia, dei vari Morlino, Altavista, Sarti. Galvaligi
rappresentava la continuità della linea dell'intervento dei
CC dentro il Ministero di Grazia e Giustizia e, proprio per
questo, il boia D'Urso lo conosceva bene. Erano due facce
della stessa medaglia.
4) La
battaglia iniziata con la cattura del boia D'Urso continua e
nel proseguimento di essa le BR sono incondizionatamente al
fianco dei PP in lotta. Continueremo a combattere sul fronte
delle carceri al fianco dei Comitati di Lotta. Il loro
programma risponde ai bisogni ed alle esigenze del
proletariato prigioniero, ed è il frutto di una grande unità
e di una grande mobilitazione di massa. Combatteremo perché
gli obiettivi di questo programma vengano perseguiti, e
perché venga sconfitto il muro di omertà e di censura che il
regime sta tentando di costruire intorno ad esso.
"Per il
Comunismo Brigate Rosse"
Comunicato
n. 7
1 gennaio
1981
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