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ORGANIZZARE
LA LIBERAZIONE DEI PROLETARI PRIGIONIERI.
SMANTELLARE
IL CIRCUITO DELLA DIFFERENZIAZIONE
COSTRUIRE E
RAFFORZARE I COMITATI DI LOTTA.
CHIUDERE
IMMEDIATAMENTE L'ASINARA.
1. A tutto
il movimento rivoluzionario. Ai Proletari Prigionieri, agli
Organismi di Massa Rivoluzionari del Potere Proletario
dentro le carceri.
In questi
giorni abbiamo ascoltato opinioni e giudizi, sul sistema
carcerario e sui kampi speciali; sembra che tutti o quasi
abbiano qualcosa da dire sulle squisitezze del sistema
carcerario italiano. Tutti meno gli unici che hanno il
diritto di dire la loro: i Proletari Prigionieri. Eppure
sono loro che vivono sulla propria pelle l'infame politica
dell'annientamento imperialista; sono loro che subiscono
l'isolamento verso l'esterno, la differenziazione interna,
le sevizie e le torture dei sadici aguzzini. Gli unici che
hanno diritto di parola, e gli unici che devono essere
ascoltati sono i Proletari Prigionieri. Questo diritto se lo
sono conquistato in anni ed anni di lotta e di
combattimento. Noi abbiamo riconosciuto nel grande movimento
delle carceri una parte essenziale del movimento
rivoluzionario, nei contenuti delle sue lotte un grande
patrimonio della lotta armata per una società comunista. Da
anni l'esplosione della rabbia proletaria contro le carceri
ha cessato di essere sporadica ed episodica e si è
trasformata in programma lucido e cosciente. Proprio la
lotta per il perseguimento degli obiettivi immediati di
questo programma ha fatto si che il criminale progetto che
la borghesia imperialista ha per le carceri non ha avuto
successo ma stia affogando nella sua stessa infamia. Il
programma dei Proletari Prigionieri ha potuto essere così
incisivo ed efficace perché sono sorti gli organismi che lo
hanno guidato. Gli organismi di Massa Rivoluzionaria, che in
ogni kampo dirigono la mobilitazione e i momenti di scontro,
sono per noi le irrinunciabili articolazioni del potere
proletario armato. Mentre stiamo combattendo questa
battaglia, sappiamo che essa non ha come interlocutori la
banda democristiana ed i suoi lacchè, ma solo il movimento
dei Proletari Prigionieri. Ad essi ci rivolgiamo e agli
organismi del potere proletario armato dentro le carceri,
perché sono state queste le uniche voci che ci interessa
ascoltare.
La nostra
iniziativa di partito è in stretto rapporto con il Programma
dei Proletari Prigionieri e poiché ad esso ci riferiamo,
rivolgiamo un appello al movimento dentro le carceri e alle
sue espressioni organizzate perché esprimano, con chiarezza
e la forza che gli è abituale, i termini del loro programma.
Le BR, agendo da partito, sapranno uniformare l'attacco al
cuore dello stato imperialista ai bisogni e alle aspirazioni
del Proletariato Prigioniero.
Sapremo
combattere contro il regime della repressione carceraria e
batteremo l'ostinata politica di censura che non ci è
possibile tollerare in alcun modo. La forza proletaria ha
già legalizzato nei fatti un potere antagonista a quello
della borghesia, e negarlo col black-out dell'informazione è
solo prova di inutile ottusità.
L'infame
lager dell'Asinara, ciò che significa nel progetto politico
del nemico, è già stato demolito pezzo per pezzo dai colpi
dell'iniziativa dei Proletari Prigionieri. Ogni azione di
combattimento di questi anni, condotta dentro le carceri, ha
contribuito a distruggere l'Asinara come cardine del
progetto di annientamento. Adesso bisogna cancellarla anche
materialmente. Questo luogo di tortura non deve più
esistere, nessun proletario deve più esserci rinchiuso.
Leggiamo
che da più parti si dichiarano cose strane su questo
argomento: che il kampo dell'Asinara a questo governo non
piace, che ha sempre pensato di smantellarlo, che è un pezzo
che ha deciso di non utilizzarlo più, ecc. Le ipocrisie e le
ridicole mistificazioni con cui si vuole inzuccherare il
rospo che la lotta delle forze rivoluzionarie costringe la
borghesia ad ingoiare non ci riguardano.
Sentiamo
anche parlare di ``decisioni amministrative'', di buone
intenzioni in ``tempi brevi'' a ``condizione che...''.
Abbiamo già imparato cosa valgono le promesse dello Stato
imperialista. Abbiamo già sperimentato cosa vale la parola
di questo regime, allorché liberammo Sossi quando era nostro
prigioniero, mantenendo fede alla nostra parola.
Se c'è chi
nei covi del potere crede che sia possibile fare trucchi e
giocare cinicamente con i comunicati equivoci, costui si sta
sbagliando e si scotterà le dita.
Siamo
inguaribilmente materialisti e ci interessano solo le cose
concrete; e l'unica cosa concreta che riguarda l'Asinara è:
la sua chiusura immediata e definitiva.
PER IL
COMUNISMO BRIGATE ROSSE
Comunicato
n. 5
28 dicembre
1980
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