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(GU n. 043 del
21/02/1987)
Preambolo
LA CAMERA DEI DEPUTATI ED IL
SENATO DELLA REPUBBLICA HANNO APPROVATO;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROMULGA
LA SEGUENTE LEGGE:
ART. 1. CONDOTTE DI DISSOCIAZIONE
1 .
AGLI EFFETTI DELLA PRESENTE LEGGE SI CONSIDERA CONDOTTA DI
DISSOCIAZIONE DAL TERRORISMO IL COMPORTAMENTO DI CHI,
IMPUTATO O CONDANNATO PER REATI AVENTI FINALITÀ DI
TERRORISMO O DI EVERSIONE DELL'ORDINAMENTO COSTITUZIONALE,
HA DEFINITIVAMENTE ABBANDONATO L'ORGANIZZAZIONE O IL
MOVIMENTO TERRORISTICO O EVERSIVO CUI HA APPARTENUTO,
TENENDO CONGIUNTAMENTE LE SEGUENTI CONDOTTE; AMMISSIONE
DELLE ATTIVITÀ EFFETTIVAMENTE SVOLTE, COMPORTAMENTI
OGGETTIVAMENTE ED UNIVOCAMENTE INCOMPATIBILI CON IL
PERMANERE DEL VINCOLO ASSOCIATIVO, RIPUDIO DELLA VIOLENZA
COME METODO DI LOTTA POLITICA.
ART. 2. COMMUTAZIONE E DIMINUZIONI DI
PENA
1 .
LA PENA PER I DELITTI DI TERRORISMO O DI EVERSIONE
DELL'ORDINAMENTO COSTITUZIONALE È COSÌ COMMUTATA O DIMINUITA
NEI CONFRONTI DI CHI, ENTRO LA DATA DI ENTRATA IN VIGORE
DELLA PRESENTE LEGGE, SI È DISSOCIATO AI SENSI DELL'
ARTICOLO 1 ;
A) ALLA PENA DELL'ERGASTOLO È SOSTITUITA QUELLA DELLA
RECLUSIONE PER TRENTA ANNI;
B) FUORI DEL CASO DI CUI ALLA LETTERA A), LE ALTRE PENE SONO
DIMINUITE:DI UN QUARTO SE LA CONDANNA CONCERNE, DA SOLI O
INSIEME AD ALTRI REATI, I DELITTI DI OMICIDIO VOLONTARIO
CONSUMATO O TENTATO O DI LESIONI PERSONALI VOLONTARIE
GRAVISSIME; DELLA METÀ SE LA CONDANNA CONCERNE SOLTANTO
DELITTI DI CARATTERE ASSOCIATIVO O DI ACCORDO, DELITTI DI
PORTO E DETENZIONE DI ARMI ED ESPLOSIVI, DELITTI DI FALSITÀ
E DI FAVOREGGIAMENTO PERSONALE O REALE, DELITTI DI APOLOGIA
E ISTIGAZIONE DI CUI AGLI ARTICOLI 302, 303, 414 E 415 DEL
CODICE PENALE ANCHE IN CONCORSO TRA DI LORO; DI UN TERZO IN
OGNI ALTRO CASO.
2 .
NESSUN BENEFICIO DI CUI AL COMMA PRIMO È APPLICABILE QUANDO
LA CONDANNA CONCERNE ANCHE I DELITTI DI STRAGE DI CUI AGLI
ARTICOLI 285 E 422 DEL CODICE PENALE.
3 .
LA COMMUTAZIONE E LE DIMINUZIONI DI PENA INDICATE NEL COMMA
PRIMO SI APPLICANO ALLA PENA CHE DOVREBBE ESSERE INFLITTA
TENENDO CONTO DELLE CIRCOSTANZE AGGRAVANTI E ATTENUANTI, DEL
CONCORSO FORMALE E DELLA CONTINUAZIONE: ESSE SONO ESCLUSE
DALLA COMPARAZIONE DI CUI ALL' ARTICOLO 69 DEL CODICE PENALE
E SONO VALUTATE PER ULTIME. LA COMMUTAZIONE E LE DIMINUZIONI
SONO APPLICATE DAL GIUDICE DEL DIBATTIMENTO. LA CORTE DI
CASSAZIONE PROVVEDE AI SENSI DEL TERZO COMMA DELL' ARTICOLO
538 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE .
ART. 3. COMMUTAZIONE E DIMINUZIONI DI
PENA NEL CASO DI CONDANNA DEFINITIVA
1 .
LE PENE INFLITTE PER UNO O PIÙ REATI COMMESSI PER FINALITÀ
DI TERRORISMO O DI EVERSIONE DELL'ORDINAMENTO COSTITUZIONALE
CON SENTENZA DIVENUTA DEFINITIVA PRIMA DELL'ENTRATA IN
VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE SONO COMMUTATE O DIMINUITE,
SECONDO QUANTO PREVISTO DALL' ARTICOLO 2 , NEI CONFRONTI DI
CHI, PRIMA O ANCHE DOPO LA CONDANNA, PURCHÈ ENTRO LA DATA DI
ENTRATA IN VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE, SI È DISSOCIATO AI
SENSI DELL' ARTICOLO 1 .
2 .
IL PROVVEDIMENTO È PRESO CON ORDINANZA DEL GIUDICE DEGLI
INCIDENTI DI ESECUZIONE, CON IL PROCEDIMENTO DI CUI AGLI
ARTICOLI 628 E SEGUENTI DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE.
ART. 4. DICHIARAZIONE DI DISSOCIAZIONE
SUCCESSIVA ALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE
1 .
SE L'IMPUTATO O IL CONDANNATO INTENDONO RENDERE
DICHIARAZIONI AI SENSI E PER GLI EFFETTI DELL' ARTICOLO 1 ,
OVVERO INTEGRARE QUELLE GIÀ RESE, POSSONO CHIEDERE DI
ESERCITARE TALE FACOLTÀ ENTRO TRENTA GIORNI DALL'ENTRATA IN
VIGORE DELLA PRESENTE LEGGE. LA RICHIESTA VA RIVOLTA AL
PUBBLICO MINISTERO PRESSO L'UFFICIO GIUDIZIARIO DAVANTI AL
QUALE È PENDENTE IL PROCESSO, OVVERO AL PUBBLICO MINISTERO
PRESSO IL GIUDICE COMPETENTE PER L'INCIDENTE DI ESECUZIONE.
2 .
IL PUBBLICO MINISTERO, RACCOLTE SENZA RITARDO LE
DICHIARAZIONI SUDDETTE, LE TRASMETTE IMMEDIATAMENTE AL
GIUDICE COMPETENTE.
3 .
IL GIUDICE COMPETENTE A PRONUNCIARSI, AI SENSI DEGLI
ARTICOLI 2 E 3, IN ORDINE ALLA SUSSISTENZA DELLA
DISSOCIAZIONE, ACQUISISCE, RELATIVAMENTE AD OGNI SINGOLO
PROCEDIMENTO SOTTOPOSTO AL SUO ESAME, TUTTI GLI ELEMENTI
NECESSARI PER LA DECISIONE.
ART. 5. REVOCA
1 .
LA COMMUTAZIONE E LE DIMINUZIONI DI PENA APPLICATE IN BASE
AGLI ARTICOLI 2 E 3 SONO REVOCATE SE CHI NE HA BENEFICIATO
COMMETTE UN NUOVO DELITTO DI TERRORISMO O DI EVERSIONE
DELL'ORDINAMENTO COSTITUZIONALE O COMUNQUE TIENE
COMPORTAMENTI INEQUIVOCABILMENTE INCOMPATIBILI CON LA
PRECEDENTE DISSOCIAZIONE.
2 .
ALLA REVOCA PROVVEDE IN OGNI STATO E GRADO IL GIUDICE
COMPETENTE PER IL GIUDIZIO OVVERO IL GIUDICE DEGLI INCIDENTI
DI ESECUZIONE CON IL PROCEDIMENTO DI CUI AGLI ARTICOLI 628 E
SEGUENTI DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE.
ART. 6. LIBERTÀ PROVVISORIA
1 .
A COLORO CHE HANNO TENUTO LE CONDOTTE PREVISTE ALL' ARTICOLO
1 E RELATIVAMENTE AI DELITTI PUNIBILI CON LA PENA DELLA
RECLUSIONE NON SUPERIORE NEL MASSIMO A DIECI ANNI, PUÒ
ESSERE CONCESSA LA LIBERTÀ PROVVISORIA.
ART. 7. CUMULO
1 .
QUANDO CONTRO LA STESSA PERSONA SONO STATE PRONUNCIATE PIÙ
SENTENZE DI CONDANNA PER REATI DI TERRORISMO O DI EVERSIONE
DELL'ORDINAMENTO COSTITUZIONALE, A CIASCUNA DELLE QUALI È
STATA APPLICATA UNA DELLE DIMINUZIONI DI PENA DI CUI AGLI
ARTICOLI 2 E 3 DELLA PRESENTE LEGGE, LA PENA COMPLESSIVA DA
ESPIARE NON PUÒ ECCEDERE ANNI VENTIDUE E MESI SEI PER LA
RECLUSIONE E ANNI QUATTRO PER L'ARRESTO. LA PENA COSÌ
DETERMINATA DEVE ESSERE CONSIDERATA PENA UNICA AI FINI
DELL'EVENTUALE PROVVEDIMENTO DI CUI AGLI ARTICOLI 80 DEL
CODICE PENALE E 582 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE.
ART. 8. APPLICABILITÀ DELLE NORME
1 .
LE DISPOSIZIONI DELLA PRESENTE LEGGE SI APPLICANO SOLO AI
DELITTI CHE SONO STATI COMMESSI, O LA CUI PERMANENZA È
CESSATA, ENTRO IL 31 DICEMBRE 1983.
2 .
LE DISPOSIZIONI DELLA PRESENTE LEGGE NON SI APPLICANO NEI
CONFRONTI DI CHI HA USUFRUITO O PUÒ USUFRUIRE DEI BENEFICI
PREVISTI DALL' ARTICOLO 4 DEL DECRETO-LEGGE 15 DICEMBRE
1979, N. 625 , CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 6
FEBBRAIO 1980, N. 15, E DAGLI ARTICOLI 2 E 3 DELLA LEGGE 29
MAGGIO 1982, N. 304.
LA PRESENTE LEGGE, MUNITA DEL SIGILLO DELLO STATO, SARÀ
INSERITA NELLA RACCOLTA UFFICIALE DEGLI ATTI NORMATIVI DELLA
REPUBBLICA ITALIANA. È FATTO OBBLIGO A CHIUNQUE SPETTI DI
OSSERVARLA E DI FARLA OSSERVARE COME LEGGE DELLO STATO.
Lavori
Preparatori
LAVORI PREPARATORI SENATO DELLA
REPUBBLICA (ATTO N. 1050): PRESENTATO DAL MINISTRO DI GRAZIA
E GIUSTIZIA (MARTINAZZOLI) IL 7 DICEMBRE 1984. ASSEGNATO
ALLA SECONDA COMMISSIONE (GIUSTIZIA), IN SEDE REFERENTE, IL
18 GENNAIO 1985, CON PARERE DELLA COMMISSIONE PRIMA.
ESAMINATO DALLA SECONDA COMMISSIONE IL 22, 24, 31 GENNAIO
1985; 19, 26 FEBBRAIO 1985; 23 MAGGIO 1985; 17, 24, 31
LUGLIO 1985; 25 SETTEMBRE 1985; 13 NOVEMBRE 1985; 19
DICEMBRE 1985; 30 GENNAIO 1986; 3, 16 APRILE 1986. RELAZIONE
SCRITTA ANNUNCIATA IL 20 MAGGIO 1986 (ATTO N. 1050/A -
RELATORE: SEN. FRANZA). ESAMINATO IN AULA IL 21, 22 MAGGIO
1986 E APPROVATO IL 3 GIUGNO 1986, IN UN TESTO UNIFICATO CON
ATTI N. 221 (ON. DE MARTINO ED ALTRI) E N. 432 (SEN.
PECCHIOLI ED ALTRI). CAMERA DEI DEPUTATI (ATTO N. 3822):
ASSEGNATO ALLA IV COMMISSIONE (GIUSTIZIA), IN SEDE
LEGISLATIVA, L'1 OTTOBRE 1986, CON PARERI DELLE COMMISSIONI
I E II. ESAMINATO DALLA IV COMMISSIONE IL 10, 17 DICEMBRE
1986; 3 FEBBRAIO 1987 E APPROVATO IL 10 FEBBRAIO 1987.
DATA A ROMA, ADDÌ 18 FEBBRAIO 1987
COSSIGA
CRAXI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
ROGNONI, MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA
VISTO, IL GUARDASIGILLI: ROGNONI
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