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11 Dicembre
1970
Nel secondo
comunicato abbiamo detto: "ad ogni azione repressiva che il
padrone tenterà di mettere in atto nei confronti dei
lavoratori a seguito della lotta che stiamo conducendo, sarà
risposto secondo il principio: per un occhio due occhi, per
un dente tutta la faccia."
Poco dopo
un nostro compagno, Della Torre, é stato licenziato. Così:
-
Pellegrini
dopo
essersi trovato la macchina abbrustolita NON SI É PIU' FATTO
VEDERE IN FABBRICA. Lo spione sembra aver accettato
"disciplinatamente" la sentenza emessa dal Tribunale del
Popolo.
Se é così,
gli faremo grazia. Intanto gli ricordiamo che di questi
tempi stare coi padroni, contro gli operai, costa sempre di
più.
Poi é stata
la volta di:
-
Loriga avvocato prof. Enrico,
il boia che ha firmato per conto della direzione la lettera
di licenziamento del compagno Della Torre, che pur avendo
parcheggiato la sua Alfa Romeo lontano da casa, non é
sfuggito all'applicazione del verdetto che, anche per lui,
il Tribunale del Popolo aveva emesso.
Alle 13.05
di martedì 8 dicembre 1970 (e non di notte come scrive il
"Corriere della Sera") di quel po' po' di macchina non é
rimasto che un rottame.
Due milioni
andati in fumo.
A questo
personaggio, nuovo "duro" delle trattative, non é la prima
volta che gli operai, a modo loro si intende, gli esprimono
"riconoscenza."
Infatti,
già quando era capo del personale alla Carbosarda (Sardegna)
in seguito ai grandi meriti "proletari" acquisiti, i nostri
compagni sardi di Carbonia, dopo avergli messo al collo un
bel cartello (come gli operai della IGNIS hanno fatto con i
provocatori fascisti a Trento) lo hanno caricato su un
docile asinello e lo hanno portato a "visitare" il paese,
scortandolo però, perché non gli succedessero incidenti, con
un lungo corteo.
Una bella
festa proletaria insomma, che solo quelli come lui non hanno
capito, visto che, presi dal terrore, mormoravano: "ma
questa é la gogna!"
Ora
all'Enrico Prof. Avv. Loriga, intendiamo dare un consiglio.
Se dovesse incontrare difficoltà a recarsi al lavoro a
guadagnarsi il panettone, c'é sempre l'asinello verso il
quale garantiamo clemenza.
Mentre per
l'asino…!
Ed ora due
notizie. La direzione ha proletarizzato le macchine
dei dirigenti. Infatti recentemente ha consigliato a tutti i
dirigenti della Bicocca di fare uscire dai parcheggi interni
i loro preziosi macchinoni e posteggiarli vicino alle
scassate utilitarie degli operai, lungo i vialoni.
Come aveva
promesso la direzione nel "comunicato a tutti i dirigenti"
ecco qui le "opportune misure"! Un'ulteriore prova del fatto
che il capitale garantisce solo i suoi profitti.
La seconda
notizia riguarda "il secondo della lista", lo spione
Palmitessa, che da un po' di tempo é "caduto in malattia."
Gli auguriamo una pronta guarigione.
Infine due
parole su questioni di fondo. La lotta attiva contro la
repressione padronale, intesa come attacco diretto alla
struttura personificata del potere, non deve farci
dimenticare che il potere, oltreché sui suoi servi, si regge
anche sulle "cose" e sulla "produzione."
Vale la
pena cominciare a riflettere.
Per
concludere: - Della Torre in
fabbrica
-
Pellegrini a casa.
Nel
frattempo il conto rimane aperto.
Per la
rivoluzione comunista. BRIGATA ROSSA.
N.B.:
Il "Corriere della Sera" cerca di far credere che la
macchina abbia subìto lievi danni.
Forse
l'avv. Prof. Loriga non é dello stesso parere!
BRIGATA
ROSSA. |