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Homepage Documenti Documenti BR Comunicato n° 6 - Omicidio Francesco Coco (letto nell'aula della corte d'assise da P.Gallinari)

Prospero Gallinari il 9 Giugno 1976 tenta di leggere il comunicato nell’aula dove si svolgeva il processo alle BR a Torino, Il presidente della corte Guido Barbaro , lo interrompe “basta” chiedendo a carabinieri di intervenire, ma Gallinari tenta nuovamente di proseguire nella lettura spalleggiato dagli altri compagni che tentano di ostacolare l’intervento dei CC, sono minuti ad alta tensione, i brigatisti vengono tutti ammanettati , e il foglio del comunicato strappato dalle mani di Gallinari. La parte non letta del comunicato verrà ritrovata successivamente dopo che tutti gli 11 brigatisti verranno denudati e perquisiti. Nel frattempo la polizia è costretta a caricare il pubblico dell’aula .

 

 

Ieri 8 Giugno 1976 nuclei armati delle Brigate Rosse hanno giustiziato il boia di Stato Francesco Coco e  i due mercenari che dovevano proteggerlo. Questa azione realizza i seguenti obiettivi:

  • 1) da corpo alla linea strategica dell’attacco al cuore dello stato evidenziando al movimento rivoluzionario che la contraddizione principale di questa fase e quella che oppone il proletariato allo stato in tutte le sue articolazioni coercitive e le sue appendici politiche apparentemente in conflitto dai fascisti assassini di Saccucci ai riformisti e revisionisti. Non  ci stupisce affatto perciò che peri compagni comunisti assassinati dalle bande fasciste di Milano e di Sezze e per le decine di operai assassinati sul lavoro in questi giorni non sia stato proclamato dal PCI e dal sindacato neppure un minuto di sciopero mentre per una famigerata canaglia antiproletaria quale è sempre stato Coco sia stato proclamato uno sciopero nazionale. Cià conferma ancora una volta da che parte stanno i revisionisti e il ruolo consapevole apertamente controrivoluzionario che essi svolgono in difesa dello stato imperialista delle multinazionali.

  • 2) Sviluppa certamente non conclude l’operazione Sossi il cui scopo era evidenziare dietro la maschera democratica il contenuto ferocemente controrivoluzionario dello stato imperialista. A Coco in tutta la vicenda era stato assegnato, ed egli coscientemente se lo era assunto, il compito di impersonificare fino a diventarne il simbolo questo contenuto. M giustiziare Coco  non è stata una rappresaglia “esemplare” . Con questa azione si apre una nuova fase della guerra di classe che punta a disarticolare l’apparato dello stato colpendo gli uomini che ne impersonificano e dirigono la sua iniziativa controrivoluzionaria. All’interno  quindi di questo programma giustiziare i due mercenari guardia del corpo è stato assolutamente giusto: essi non erano due figli del popolo ma sgherri al servizio della controrivoluzione . Gli altri mercenari che non vogliono seguire la loro sorte non hanno che da cambiare mestiere.

  • 3) Dimostra quanto avevamo affermato nel comunicato numero uno letto in questa aula. Il processo alla rivoluzione proletaria è impossibile. Certamente esso passa anche dai nostri tribunali, ma non in veste di imputata. Oggi insieme a Coco anche voi “egrege eccellenze” siete stati giudicati. Dobbiamo precisare infine che la posizione assunta dagli avvocati di regime è di fatto la motivazione con cui loro escono da questo processo. Ne prendiamo atto e li esortiamo perciò ad andarsene. A questo punto la contraddizione ha come poli noi e voi, signori della corte. Le forze comuniste armate sapranno trarne le debite conseguenze! 

 

Onore alla compagna Mara Cagol!

Onore alla compagna Anna M. Mantini!

Onore alla compagna Ulrike Meinhof!

Onore a tutti i compagni caduti combattendo per il comunismo!

Portare l’attacco al cuore dello stato!

 

 

Ultima modifica di questa pagina: sabato, 03 giugno 2006 20.40

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