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Comunicato n. 5
Non
trattiamo con i delinquenti!
1. Perché Taviani vuole fare di Mario Sossi un "eroe morto"?
Taviani non è un "uomo forte." È un uomo che trema, un uomo
che ha paura. Dietro la sua difesa dello stato democratico
non ci sono tanto motivi morali e politici, ma bassi motivi
di delinquenza comune. È vergognoso per le "istituzioni
democratiche" che sia cosí; ma è piú vergognoso ancora che
forze presunte di sinistra tacciano come gangs mafiose e si
raccolgano intorno a lui. E ora diciamo perché.
2. Tutto il traffico clandestino di armi di Genova (e non
solo di Genova, perché vi sono solidi contatti anche con
Milano) è controllato, diretto e rifornito dal dottor
Umberto Catalano. Attraverso questa "rete" che passa per una
serie di armerie genovesi, di cui una è la armeria Diana di
Traverso Renzo e del fascista Lantieri entrambi confidenti e
strumenti dell'ufficio politico, viene rifornita la
delinquenza comune e viene tentata l'infiltrazione nei
gruppi rivoluzionari. È anche con questo strumento che si è
cercato di incastrare i compagni del 22 Ottobre.
Questo traffico consente al dottor Catalano e ad una serie
di sottoufficiali dell'ufficio politico di Genova di
incamerare lauti guadagni. E' direttamente dalla questura di
Genova che escono i mitra "Mab" perfettamente efficienti che
riforniscono il mercato. Esiste a tale riguardo un
procedimento penale, che finora è stato tenuto coperto dagli
alti vertici della magistratura (Coco e Castellano).
Questo fatto è a conoscenza del ministro Taviani il quale
fornisce la sua autorevole copertura a questa attività
criminale dell'ufficio politico di Genova. Adesso si capisce
perché nelle cosí sbandierate "operazioni di ordine
pubblico" vengono trovati tanti depositi di armi. E si
capisce anche perché Taviani preferirebbe oggi fare di Sossi
un "eroe morto"; se necessario su questa squallida vicenda
potremo fornire anche una documentazione dettagliata. Per
questo rispondiamo al ministro di polizia: non trattiamo con
i delinquenti!
3. È il momento in cui ciascuno si deve assumere le sue
responsabilità. Spetta alla magistratura concedere la
libertà provvisoria agli 8 compagni del 22 Ottobre. Nella
fase attuale è la corte di appello di Genova che deve
decidere. In uno "stato di diritto" fondato sulla
separazione dei poteri, il governo non può minimamente
intervenire. Spetta alla magistratura decidere se rendersi
complice o meno della volontà criminale del ministro degli
Interni.
Ripetiamo: vogliamo libertà per Mario Rossi, Giuseppe
Battaglia, Augusto Viel, Rinaldo Fiorani, Silvio Malagoli,
Cesare Maino, Gino Piccardo, Aldo De Scisciolo.
4. Anche sotto il fascismo i compagni comunisti venivano
tacciati come delinquenti, criminali e banditi. La classe
operaia di Genova deve scioperare non al fianco di Taviani
ma per la liberazione degli 8 compagni del 22 Ottobre! Per
il comunismo.
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