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Quella
conosciuta come il “memoriale” è una parte degli
scritti che Aldo Moro produsse durante la prigionia (l’altra
essendo costituita dalle lettere) e che in seguito sono stati
scoperti in due riprese (ottobre 1978 e ottobre 1990) nella
base brigatista di via Monte Nevoso a Milano.
Dei quaranta
brani che compongono il memoriale soltanto uno, quello
dedicato a Taviani, fu reso pubblico dalle Brigate Rosse che
lo allegarono al
Comunicato n. 5 il 10 aprile 1978. A seguito del primo
rinvenimento in via Monte Nevoso si è entrati in possesso di
una trascrizione dattiloscritta del memoriale. Si tratta di
una versione cui i brigatisti stavano lavorando perché venisse
pubblicata, ma la scoperta del covo interruppe l’opera che
restò perciò incompleta.
Il secondo
rinvenimento ha consentito di recuperare le fotocopie degli
originali scritti a mano da Moro, le quali costituivano la
fonte della trascrizione incompiuta e contengono la totalità
dei brani qui riportati. La divisione del documento in due
parti corrisponde all’esigenza, da noi avvertita, di
distinguere i brani relativi all’interrogatorio cui Moro fu
sottoposto, dagli altri scritti.
La prima
parte raccoglie le risposte del Presidente della DC al
questionario, sottopostogli dalle Brigate Rosse, articolato in
sedici domande, come si desume dalla numerazione scritta a
mano da Moro stesso. Nel rispondere ai quesiti Moro procedeva,
nella quasi totalità dei casi, da una prima stesura, a volte
sotto forma di appunti, a quella ultima, attraverso
integrazioni, aggiunte e correzioni successive. Per ciascun
tema abbiamo perciò generalmente due o più brani che, essendo
privi di una specifica indicazione numerica dell’autore, sono
stati da noi ordinati secondo una sequenza che ci è parsa la
più probabile in riferimento allo stile e al contenuto. Il
testo del questionario delle BR non è mai stato trovato per
cui i titoli dei sedici temi sono opera nostra.
Quanto a
quella che abbiamo chiamato la seconda parte del
memoriale, i brani che vi sono raccolti in qualche caso
aggiungono considerazioni ai temi svolti nell’interrogatorio,
più spesso appaiono come riflessioni autonome. Sincera,
distaccata, solitaria testimonianza, tragicamente “liberata”,
sull’esperienza del potere in trent’anni di storia italiana.
Anche in questo caso l’ordine dei brani così come appare nel
nostro indice, in mancanza di indicazioni nel documento, segue
un nostro criterio che è, ove possibile, approssimativamente
cronologico in considerazione dei contenuti trattati.
All’inizio di
ciascun brano indichiamo tra le parentesi la fonte della
documentazione relativa, che aiuta contestualmente a
distinguere la parte degli scritti rinvenuti nel 1978
(repertati dalla Commissione Moro) da quelli scoperti nel 1990
(Commissione stragi). Laddove il riferimento è alla sola
Commissione stragi si tratta di un testo acquisito e reso
pubblico soltanto dodici anni dopo l’uccisione del suo autore.
Al fine di
facilitare la lettura abbiamo corretto gli errori e le sviste
palesi senza riportare la versione autentica. Infine tra
parentesi quadre abbiamo aggiunto le parole mancanti nel testo
originale mentre sono sottolineate le parole o le frasi che
Moro, con lo stesso metodo, aveva voluto evidenziare.
(Fonte:
http://clarence.supereva.com/contents/societa/memoria/moro) |