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1978 |
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gennaio-aprile:
stillicidio di vittime. Molte delle azioni di questo
frangente (si vedano gli assassini di Riccardo Palma, 14-2,
Lorenzo Cotugno, 10-4 e di Francesco Di Cataldo, 20-4) sono
legate alla apertura del “circuito dei camosci”.
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18
gennaio, Novara:
appare per la prima volta la sigla
FCC
(Formazioni comuniste combattenti) nella rivendicazione di
una azione contro il nucleo dei carabinieri in servizio di
guardia esterna al carcere speciale di Novara. È in questa
formazione, generata dalla Brigate comuniste e gravitante
nell’area Autonomia, Prima Linea/ex servizio d’ordine di
Lotta continua, che muove i primi passi nel mondo della
sovversione politica Marco Barbone. |
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Risoluzione strategica
di febbraio: le Br teorizzano il “salto di qualità”:
l’offensiva rivoluzionaria è destinata a esaurirsi se
l’Organizzazione non riuscirà a coinvolgere nella lotta
armata larghi strati del Movimento. Il progetto ultimo è
quello di portare l’attacco “al cuore dello Stato”; il
nemico è lo Stato Imperialista delle Multinazionali, al cui
certo – nel caso italiano – sta la Democrazia cristiana.
Alla stesura della risoluzione partecipano in maniera attiva
e consistente i detenuti politici che in quei giorni sono
sotto processo. |
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14
febbraio, Roma:
agguato mortale al consigliere di Cassazione Riccardo Palma,
addetto anche alla gestione dei fondi per l’edilizia
carceraria. L’agguato viene infatti rivendicato dalle Br nel
quadro della campagna contro le carceri speciali. |
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8 marzo:
riprende il processo di Torino, ultimo atto del
“processo-guerriglia”, in una città militarizzata
all’inverosimile. |
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10
marzo, Torino:
agguato mortale al maresciallo della polizia della sezione
antiterrorismo Rosario Berardi, compiuto in relazione alla
riapertura del processo di Torino. |
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16 marzo
- 9 maggio,
Operazione Fritz:
sequestro e uccisione di Aldo Moro; leggi i
comunicati delle Brigate
rosse. |
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Per la
consistenza numerica del Partito armato nei giorni del
sequestro Moro si veda la testimonianza di
Mario Moretti:
“I regolari sono sempre stati pochissimi, 120 in totale, tra
colonne e fronti, mi sembra una cifra verosimile ma
sicuramente per il nostro periodo migliore. Non ne
occorrevano di più, avevamo attorno una rete enorme che
gestiva i rapporti politici e tutto quel che accadeva… Per
quantificare il maniera approssimativa questa rete fate il
numero dei militanti arrestati, e moltiplicate per dieci:
quella era la rete”. |
|
Ha
ufficialmente inizio la
stagione dell’emergenza: subito dopo il sequestro
di Aldo Moro il governo introduce delle norme restrittive
che saranno successivamente estese e radicalizzate.
Del 21/3 è il “decreto Moro”. Del 30/8
l’emanazione (violando l’art. 77 della Costituzione) di un
decreto segreto che attribuisce al Generale Dalla Chiesa
poteri speciali per combattere il terrorismo. Il decreto non
viene trasmesso al Parlamento e viene pubblicato sulla
“Gazzetta Ufficiale” soltanto un anno dopo.
Le “leggi Cossiga” del triennio ‘78-’80
individuano nuove configurazioni delittuose e criminali.
Vengono inoltre gettate le basi della cosiddetta
legislazione premiale che, mediante il principio della
dissociazione, mira ad annientare, eliminare alla radice il
fenomeno sovversivo. |
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Aprile-maggio:
lungo elenco di azioni contestuali all’Operazione Fritz.
Cadono sotto i colpi del partito armato Lorenzo Cotugno
(Torino, 11 aprile) e Francesco Di Cataldo (Crescenzago
(Mi), 20 aprile) sempre nell’ambito della campagna delle Br
contro le carceri speciali e contro gli uomini
dell’antiterrorismo. |
|
Giugno-dicembre:
le Br compiono 5 omicidi (Antonio Esposito, Pietro Coggiola,
Girolamo Tartaglione, Salvatore Lanza e Giuseppe Porceddu) e
8 ferimenti; PL un omicidio (Alfredo Paolella) e 5
ferimenti; altre formazioni (tra cui le Squadre
proletarie di combattimento per l’Esercito di Liberazione
comunista [omicidio di Giampiero Grandi], le
Formazioni comuniste combattenti [agguati mortali ai
danni di
Fedele Calvosa, Giuseppe Pagliei e Luciano
Rossi], la
Guerriglia Comunista [omicidi di Giampiero
Cacioni, Maurizio Tucci, Enrico Donati e Sabaudi Vaturi]
e i
Proletari Armati per il Comunismo [omicidio
di Antonio Santoro]) mettono a segno 9 omicidi e 11
ferimenti; è la stagione del “terrorismo diffuso” (G.
Bocca stima in circa 3.000 le persone coinvolte nella
nebulosa terroristica). In estate, viene arrestato a Milano,
nel covo di via Neroli,
Corrado Alunni. |
|
1°
ottobre 1978, Milano:
irruzione degli uomini dell’antiterrorismo nel covo di
via
Montenevoso. Nel corso dell’intera
operazione (che si sviluppa anche in altri
appartamenti-covi) nove brigatisti vengono tratti in
arresto, tra cui
Bonisoli e
Azzolini (dell’esecutivo),
Mantovani e
Savino. In via
Montenevoso viene trovato il dattiloscritto di parte del
memoriale di Moro. 12 anni più tardi, nello stesso
appartamento – durante dei lavori di ristrutturazione,
dietro un tramezzo – vengono scoperte le copie dell’intero
memoriale. |
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5
ottobre:
la Digos identifica per la prima volta la figura di
Giovanni Senzani. |
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24
ottobre, Genova:
l’operaio-sindacalista comunista dell’Italsider
Guido Rossa denuncia
l’operaio
Francesco
Berardi, sorpreso nell’atto di distribuire
volantini delle Br in fabbrica e arrestato la sera stessa. |
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1979 |
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Gennaio:
Valerio Morucci
e Adriana Faranda
lasciano le Br per dissensi interni legati
all’epilogo dell’affare Moro e vengono successivamente
arrestati, a maggio. Per ciò che concerne il dibattito tra i
due dissidenti e l’esecutivo brigatista si veda l’articolo
pubblicato su “Lotta continua” del 25/7/1979 e la risposta
su “Panorama” del 20/8/1979. |
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19
gennaio, Torino:
Prima Linea uccide Giuseppe Lorusso, agente di custodia
presso il carcere “Le Nuove”. |
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24
gennaio:
le Br uccidono Guido Rossa.
All’agguato prendono parte
Vincenzo
Guagliardo e
Riccardo Dura,
membri di punta della colonna genovese delle Brigate rosse:
l’intento è quello di gambizzare il sindacalista ma, dopo il
primo colpo alle gambe sparato da Guagliardo, Dura decide di
tornare sui propri passi e giustiziare Rossa, “spione”
colpevole di delazione. |
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29
gennaio, Milano:
Prima Linea ammazza il giudice di Piazza Fontana
Emilio Alessandrini. L’agguato desta grande
impressione in tutto il paese. Viene infatti colpito un uomo
di sinistra, il giudice che per primo era riuscito a svelare
le trame nere dietro l’organizzazione della strage del 12
dicembre 1969. |
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15
febbraio, Torino:
viene distribuito dalla giunta comunista che governa la
città un questionario per promuovere la mobilitazione di
massa contro il partito armato; l’iniziativa è promossa dal
Consiglio di circoscrizione di Madonna di Campagna e viene
approvata dall’Assemblea dei presidenti dei Consigli di
circoscrizione. Alcune circoscrizioni di centro non
aderiscono; altre lo fanno senza l’adesione della Dc e delle
destre. Vengono distribuite oltre 100 mila copie del
questionario; ne vengono restituite 12676 ma solo in 35 di
queste è data risposata alla domanda: “Avete da segnalare
fatti concreti che possano aiutare gli organi della
magistratura e le forze dell’ordine a individuare coloro che
commettono attentati, delitti, estorsioni?”. |
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28
febbraio, Torino:
la strage del bar dell’Angelo, episodio che ha una coda i
successivi 9 marzo e 18 luglio. Muoiono in uno scontro a
fuoco i piellini Barbara Azzaroni e Matteo Caggegi mentre si
accingevano, probabilmente, a compiere un attentato presso
la sede della circoscrizione di Madonna di Campagna e al
consigliere comunista Michele Zaffino, promotore del
suddetto questionario. Il successivo 9 maggio un commando di
PL guidato da Maurice Bignami attrae in un tranello una
pattuglia delle forze dell’ordine: nello scontro a fuoco
muore un passante, Emanuele Jurilli. Ancora, il 18 luglio un
commando di PL uccide il proprietario del bar dell’Angelo,
Carmine Civitate, accusato erroneamente di delazione. |
|
Marzo:
la campagna di primavera delle Brigate rosse. |
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21 marzo:
primo arresto di
Giovanni ‘Emiliano’ Senzani, per ordine del procuratore
Vigna che lo accusa di aver dato ospitalità a Salvatore
Bombaci, brigatista membro del comitato toscano. |
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29
marzo, Roma:
le Brigate rosse uccidono il consigliere regionale della
Democrazia cristiana Italo Schettini |
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7 aprile:
il giudice Calogero, della Procura di Padova, decapita i
vertici dell’Autonomia padovana, ipotizzando – nel celebre
“Teorema Calogero” – una connessione diretta tra l’Autonomia
organizzata e il partito armato. |
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3
maggio, Roma:
un commando Br compie un assalto alla sede del comitato
regionale della Dc di piazza Nicosia durante il quale
muoiono 2 carabinieri, Antonio Mea e Pietro Ollanu. |
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Nella
prima metà dell’anno
le Br
uccidono 6 volte (+ 8 ferimenti), PL uccide 5 volte, altre
formazioni “minori” uccidono 6 volte (oltre a decine di
feriti). Tra le formazioni più attive in questo frangente i
Proletari Armati per il Comunismo, recentemente tornati alla
ribalta delle cronache per la vicenda di Cesare Battisti. |
|
A
ridosso dell’estate
il grosso
dei regolari dell’Organizzazione si trasferisce in Sardegna
per progettare e portare a compimento entro l’estate
l’evasione dei compagni prigionieri all’Asinara. Il progetto
viene rimandato all’estate successiva e questo causa grosse
frizioni tra i detenuti e l’Organizzazione [vedi M. Moretti,
pp. 202-206; vedi anche A. L. Braghetti, pp. 83-85]. |
|
Luglio:
i detenuti Br dell’Asinara fanno pervenire all’esecutivo un
documento di 120 pagine (il cosiddetto “documentone”,
pubblicato poi nel 1980 con il titolo
L’ape
e il comunista da “Corrispondenza
Internazionale”, rivista diretta da Carmine Fiorillo) che
illustra le loro tesi politiche e le linee da seguire per il
“dopo Moro”. Il documento non è condiviso dall’Esecutivo. |
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13
luglio:
le Br uccidono il tenente colonnello dell’Arma dei
Carabinieri Antonio Varisco nell’ambito della campagna
brigatista contro le carceri speciali. |
|
estate:
offensiva della Fiat che licenzia 61 operai accusati di
violenza politica all’interno della fabbrica. Fallisce lo
sciopero di solidarietà indetto dai sindacati. |
|
agosto:
a bordo del Papago, un equipaggio brigatista
capeggiato da
Moretti si reca al largo del Libano per un carico d’armi
di provenienza palestinese da nascondere sul suolo italiano:
esplosivo al plastico, mitra e missili anticarro
terra-terra. È uno dei pochi risultati concreti delle
relazioni internazionali instaurate dalle Br con le
organizzazioni terroristiche straniere (Raf, Eta, Olp, Ira). |
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settembre:
Prima Linea subisce colpi pesantissimi (arresti di Russo,
Palombi e Vaccher); nonostante ciò, l’organizzazione
reagisce nell’autunno, uccidendo il 21 settembre il
responsabile della pianificazione Fiat, ing. Carlo Ghiglieno,
in risposata agli 61 licenziamenti predisposti dall’azienda
nei confronti di operai sospettati di rapporti con il
terrorismo. |
|
settembre:
dopo uno scontro a fuoco viene arrestato per la seconda
volta e definitivamente
Prospero
Gallinari. Ferito gravemente alla testa, viene
ricoverato in coma. Nelle sue tasche, le forze dell’ordine
trovano una mappa dettagliata dell’isola e del carcere
dell’Asinara. Questo fatto, unito ad altre considerazioni
sulle grandi difficoltà operative legate a un’azione come
quella progettata per la liberazione dei detenuti
dell’Asinara, convincono
Moretti e soci
a rimandare il progetto all’estate successiva. La reazione
all’interno del carcere tra i detenuti politici è violenta:
la spaccatura tra i due fronti è ormai irreversibile. |
|
Azioni a
catena delle Br
(5 omicidi
+ 7 ferimenti). Dalla Chiesa assume il comando della
divisione Pastrengo; vengono ampliati i termini della
carcerazione preventiva; nel Paese un clima da guerra
civile; legislazione speciale. |
|
9, 10
settembre, Bordighera:
si riunisce
il comando nazionale di Prima Linea. Sono presenti Roberto
Rosso, Maurice Bignami, Sergio Segio, Marco Donat Cattin,
Susanna Ronconi, Silveria Russo, Giai e Prandi. Marco
Donat Cattin e Massimo Prandi comunicano la loro decisione
di abbandonare l’organizzazione in disaccordo con le ultime
scelte del gruppo dirigente. |
|
Ottobre:
i detenuti dell’Asinara chiedono le
dimissioni dell’esecutivo Br. |
|
2
ottobre, Cuneo:
si suicida in carcere
Francesco
“Cesare” Berardi, il brigatista arrestato in seguito
alla denuncia di Guido Rossa. Dopo l’arresto, Berardi parla
rivelando ai magistrati l’identità di
Enrico Fenzi.
Trasferito a Cuneo, nello stesso carcere in cui è rinchiuso
l’uomo che ha denunciato, Berardi prima tenta il suicidio
tagliandosi le vene e poi si impicca. |
|
2
novembre:
rivolta dei detenuti del carcere dell’Asinara. |
|
11
dicembre, Torino:
assalto di Prima Linea nella Scuola di Formazione Aziendale
di via Ventimiglia. Il commando occupa militarmente la
scuola, raduna studenti, insegnanti e personale nell’aula
magna e tiene un breve comizio propagandistico, mentre
nell’aula attigua i dirigenti Fiat e Olivetti e cinque
studenti scelti a caso vengono feriti intenzionalmente alle
gambe. |
|
Decreto
legge del 15 dicembre 1979 (divenuto legge n. 15, la
cosiddetta “legge Cossiga”, il 6/2/1980):
l’art. 270 bis estende il fermo di polizia a 48 ore, più
altre 48 ore a disposizione per giustificare il
provvedimento. L’art. 9 autorizza le perquisizioni per causa
d’urgenza anche senza mandato; l’art. 10 estende di un
terzo, per ogni grado di giudizio, i termini della
carcerazione preventiva per i reati di terrorismo; l’art. 11
introduce un elemento di retroattività della legge,
ordinando di applicare i nuovi termini della carcerazione
preventiva anche ai procedimenti già in corso. |
|
Dicembre, Torino:
vengono arrestati Mattioli,
Angela Vai,
Delfino e i gemelli Di Cecco. Duro colpo per la colonna
torinese delle Brigate rosse. |
|
Si
riunisce la Direzione strategica delle Br che chiede
l’allineamento alle posizione dell’Organizzazione da parte
dei detenuti. |
|
1980 |
|
Gennaio:
offensiva Br contro l’Arma dei Carabinieri (5 omicidi + 1
ferimento tra Milano e Genova. Le vittime sono: l’appuntato
Antonio Cestari, l’agente Michele Tatulli e il brigadiere
Rocco Santoro, uccisi a Milano l’8 gennaio dalla colonna
“Walter Alasia” che dà in questo modo il “Benvenuto al
Generale Dalla Chiesa”. Il 25 gennaio cadono invece
l’appuntato Antonino Casu e il colonnello Emanuele Tuttobene,
uccisi a Genova dalla colonna genovese “Francesco Berardi”
). Il 19 gennaio la colonna veneta uccide Sergio Gori,
vicedirettore del Petrolchimico di Marghera. |
|
7 febbraio,
Milano:
viene assassinato William Waccher, militante di Prima Linea
arrestato nel luglio ’79 e accusato dai suoi compagni di
essere un delatore. L’operazione è gestita e condotta da
Sergio Segio. Le prove della delazione di Vaccher non sono
mai state accertate. |
|
12
febbraio, Roma:
omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della
Magistratura Vittorio Bachelet. A marzo, le Br uccidono
altri due magistrati, Nicola Giacumbi (il 16) e Girolamo
Minervini (il 18). |
|
Tra gennaio
e marzo,
PL porta a compimenti 5 omicidi (tra cui l’omicidio di
Paolo Paletti, direttore della produzione all’Icmesa, la
fabbrica di Seveso da cui, il 10 luglio 1976, si sprigionò
una nube tossica di diossina, e l’assassinio del giudice
Guido Galli, il 19 marzo presso la Statale di Milano). Altre
3 vittime per opera di organizzazioni “minori”. |
|
Nel
supercarcere di Palmi
i
componenti del gruppo storico delle Br trasferiti
dall’Asinara si uniscono ai membri dell’Autonomia arrestati
dopo il 7 aprile: viene creato un comitato di campo con
rappresentanti di entrambi i gruppi. |
|
18
febbraio, Torino:
vengono arrestati
Patrizio Peci
e il capocolonna torinese
Rocco Micaletto.
La tesi del “doppio arresto” e le molteplici ricostruzioni
dell’accaduto. |
|
28 marzo,
Genova:
la strage di via Fracchia. Vedi
l’approfondimento nella sezione del nostro sito. |
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1° aprile:
dopo le prime rivelazioni, che conducono i Cc in via
Fracchia, Patrizio Peci vuota tutto il sacco: conseguenze tremende
per le Br (70 arresti, covi scoperti e l’esempio del primo
pentito). In risposta ai fatti di via Fracchia, un commando
Br assalta a Milano una sezione della Dc gambizzando 4
persone. |
|
19 aprile,
Genova:
l’avvocato di Soccorso rosso Edoardo Araldi si suicida nella
sua abitazione dopo essere stato raggiunto da un mandato di
arresto per partecipazione a banda armata. ad accusarlo è,
ancora una volta, Patrizio Peci. |
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24 aprile,
Roma:
il senatore democristiano Carlo Donat Cattin incontra il
Presidente del Consiglio Francesco Cossiga. Argomento
dell’incontro è il figlio di Donat Cattin, Marco. |
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25 aprile,
Torino:
Carlo Donat Cattin chiede a Roberto Sandalo di rintracciare
Marco e avvertirlo che il pentito
Patrizio Peci ha fatto il suo nome. |
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29 aprile,
Torino:
viene arrestato Roberto Sandalo che, “pentitosi” due giorni
dopo l’arresto, rivela il presunto favoreggiamento
dell’allora Presidente del Consiglio Cossiga nei confronti
di Donat Cattin. Le confessioni di Sandalo proseguono per 14
giorni. Anche il nome di Sandalo viene fatto alla polizia da
Peci; i due si erano incontrati due volte per le intenzioni
di Sandalo di abbandonare PL ed entrare nelle Br. È Sandalo
a rivelare a Peci che tra le fila di PL c’è anche la
presenza di Marco Donat Cattin, anche se in posizioni
dissidenti rispetto all’esecutivo dell’organizzazione. |
|
2 maggio:
il vicecapo del Sisde Silvano Russomanno consegna al
giornalista Fabio Isman – che li pubblica sulle pagine de
“il Messaggero” a partire dal 4 maggio – i verbali delle
confessioni di Peci. Il verbale non è completo, mancano
alcune pagine; in particolare, manca la pagina 50, quella
che contiene le rivelazioni di Peci a proposito di Marco
Donat Cattin. Resoconti della confessione di Peci compaiono
sulle pagine dei quotidiani a partire dal 12 aprile. A Roma
viene arrestata
Anna Laura Braghetti. |
|
7 maggio:
“Lotta continua”, che ha avuto da Fabio Ismam copia dei
verbali dell’interrogatorio di Peci, esce con un supplemento
di 16 pagine. La
Brigata 28 marzo ferisce il giornalista di
“Repubblica” Guido Passalacqua; nello stesso giorno, “Paese
sera” esce nell’edizione pomeridiana con il titolo Peci:
il figlio di Donat Cattin fa parte di Prima Linea. Fabio
Ismam viene tratto in arresto dai Carabinieri; viene
spiccato un mandato di cattura ai danni di Marco Donat
Cattin. |
|
11 maggio:
Marco Donat Cattin parte per la Francia, destinazione
Parigi; nello stesso giorno, i giornali pubblicano la
notizia che lo stesso Marco Donat Cattin faceva parte del
commando di Prima Linea che uccise il giudice Alessandrini. |
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13 maggio,
Roma:
viene arrestato il questore Silvano Russomanno, vicecapo del
Sisde. |
|
19 maggio,
Napoli:
con l’attentato mortale a Pino Amato, assessore regionale
della Dc, nasce ufficialmente la Colonna di Napoli delle
Brigate rosse. |
|
21 maggio,
Roma:
inizia il processo di Primo Grado a carico di Silvano
Russomanno, Fabio Ismam e Vittorio Emiliani, direttore de
“il Messaggero”. |
|
28 maggio,
Milano:
il gruppo
Brigata 28 marzo (data del massacro di via
Fracchia a Genova) uccide il
giornalista del “Corriere della sera”
Walter Tobagi. |
|
30 maggio,
Roma:
il Presidente del Consiglio Francesco Cossiga viene
interrogato dalla Commissione Inquirente sul caso
Donat-Cattin. È la prima volta che un Presidente del
Consiglio è sospettato di aver tradito la Costituzione. |
|
31 maggio,
Roma:
con 11 voti favorevoli contro 9 la Commissione Inquirente
sancisce l’archiviazione del procedimento relativo
all’accusa di tradimento della Costituzione mossa al
presidente del Consiglio Francesco Cossiga; Carlo Donat
Cattin si dimette da vicesegretario della Dc. La questione
passa ora nelle mani del Parlamento in seduta comune,
essendo il procedimento di archiviazione stato votato da una
maggioranza inferiori ai 4/5 dei membri della Commissione. |
|
Le
rivelazioni di Sandalo smantellano Prima Linea: le
forze dell’ordine arrivano alle due più importanti basi
dell’organizzazione, a Torino in via Staffarla 9, e a Milano
in via Lorenteggio 236. Vengono arrestati Bruno La Ronga e
Silveria Russo. Gli unici ancora in libertà, Segio e
Forestieri, costituiscono i
Colp
(Comunisti organizzati per la libertà del proletariato).
Finisce la sanguinaria storia di Prima Linea, durata 3 anni
(dalla primavera del ’77 a quella dell’80); sugli organi di
informazione del movimento si susseguono gli appelli
all’abbandono della lotta armata lanciati da ex piellini
dissociati. |
|
23 luglio,
Roma:
seduta comune della Camera dei Deputati e del Senato della
Repubblica con all’ordine del giorno “la relazione della
Commissione parlamentare per i procedimenti di accusa sugli
atti del procedimento n. 274/VIII concernente il deputato
Francesco Cossiga, nella sua qualità di Presidente del
Consiglio, in relazione agli articoli 326 e 378 del codice
penale”. |
|
27 luglio,
Roma:
il Parlamento in seduta comune decide di archiviare il caso
Cossiga-Donat Cattin respingendo con voto della maggioranza
assoluta il rinvio del Presidente del Consiglio davanti
all’Alta Corte Costituzionale per i reati di favoreggiamento
e violazione del segreto d’ufficio. |
|
estate-autunno:
il partito armato sembra sconfitto, agonizzante; durante la
riunione della direzione strategica del 5 agosto, la colonna
milanese
Walter
Alasia si rende autonoma
dall’esecutivo. Si compie così la prima scissione interna
alle Brigate rosse. |
|
settembre,
Torino:
la Fiat annuncia 15 mila licenziamenti e la cassa
integrazione per 23 mila dipendenti. Il 26 settembre
Berlinguer è ai cancelli di Mirafiori per dare il sostegno
del partito allo sciopero a oltranza degli operai Fiat. Ai
conseguenti blocchi organizzati dagli operai risponde, il 14
ottobre, la marcia dei 40mila colletti bianchi: è il
tramonto delle lotte operaie, la fine di un’epoca e l’inizio
degli anni ’80. |
|
25
settembre:
gli uomini di Dalla Chiesa emettono un ordine di cattura nei
confronti di Marco Barbone per i reati di associazione
sovversiva, banda armata, rapina aggravata, sequestro di
persona, detenzione di armi, incendio doloso, danneggiamenti
e altri reati, tutte attività inerenti le sigle
Guerriglia Rossa e Fcc. Nel mandato di cattura
non si accenna ancora alle responsabilità di Barbone per
l’assassinio Tobagi ma, secondo le ricostruzioni fatte, i CC
sono già certi della responsabilità del fermato anche per il
delitto Tobagi. |
|
Ottobre:
Direzione strategica delle Brigate rosse. |
|
12
novembre, Milano:
prima azione autonoma della Walter Alasia (attentato mortale
al dirigente industriale della Marelli Renato Briano). |
|
23 novembre:
viene istituita la Commissione parlamentare d’inchiesta sul
caso-Moro. |
|
28 novembre:
seconda azione autonoma della Walter Alasia, ai
danni di Manfredo Mazzanti, dirigente dell’Alfa Romeo. |
|
dicembre:
con l’Opuscolo n. 10 l’esecutivo brigatista decreta
ufficialmente l’espulsione della colonna Walter Alasia. |
|
11
dicembre, Milano:
Walter Pezzoli e Roberto Serafini, militanti della Colonna
Walter Alasia, vengono uccisi da una pattuglia dei
carabinieri. |
|
12
dicembre, Roma:
sequestro D’Urso
(un “capolavoro
di guerriglia”, secondo la definizione postuma di
Mario Moretti), operazione diretta da Moretti e
Giovanni Senzani, arrestato una prima volta nel
marzo del ’79 e successivamente rilasciato e già in quell’anno,
probabilmente, ai vertici dell’Organizzazione, al posto di
Prospero Gallinari. |
|
18
dicembre, Parigi:
all’uscita da un ristorante sui Campi Elisi, viene arrestato
Marco Donat Cattin. La Chambre d’Accusation di Parigi
concede l’estradizione il 25 febbraio 1981 escludendo il
giudizio per il reato di appartenenza a banda armata. La
giustizia italiana dovrà quindi giudicarlo per i soli reati
specifici. Marco Donat Cattin viene consegnato all’autorità
italiana e riportato in Italia il giorno 27 febbraio. |
|
28 dicembre:
rivolta nel carcere di Trani. |
|
20 dicembre:
muore suicida nella casa della propria madre, a Napoli,
Alberto Buonoconto, nappista, arrestato nel ’75, un suicidio
conseguenza della lunga carcerazione speciale cui fu
sottoposto. Il nome di Buonoconto era ritornato alle
cronache durante il sequestro Moro. |
|
31 dicembre:
viene assassinato dalle Br il generale dei Carabinieri
Enrico Galvaligi, responsabile dell’assalto al carcere di
Trani del 29 dicembre. |
|
I detenuti
del “gruppo storico” elaborano un opuscolo intitolato
L’albero del peccato sul cosiddetto
“proletariato extralegale” e sull’ipotesi che gruppi di
malavitosi autonomi possano allearsi al proletariato
rivoluzionario nell’ambito di specifiche azioni di
guerriglia. Il documento non è che una conferma ulteriore
del sodalizio tra il gruppo storico (Curcio e
Franceschini
in testa) in carcere e la linea
Senzani all’esterno.
|
|
1981 |
|
15 gennaio,
Roma:
Giovanni D’Urso viene liberato. Si conclude di fatto
l’esperienza unitaria delle Brigate Rosse. |
|
31 gennaio:
la Procura di Roma spicca un ordine di cattura nei confronti
di Giovanni Senzani per banda armata, associazione
sovversiva e sequestro di persona in relazione al sequestro
D’Urso. |
|
4 aprile,
Milano:
vengono arrestati Mario Moretti, il prof.
Enrico Fenzi (per
la seconda volta, la prima nella primavera dell’80 su
denuncia di Francesco ‘Cesare’ Berardi e poi assolto il 2
giugno dello stesso anno), Tiziana Volpi e Silvano Fadda.
Senzani diventa il n° 1 delle Br. |
|
Le Br
dispongono a questo punto ancora di 3 forti colonne:
Roma, Napoli e Veneto, oltre alla “indipendente” colonna
milanese Alasia; come ai tempi dei Nap, Senzani tenta
di riprendere – ampliandola – la collaborazione con la
malavita organizzata. |
|
Si
costituiscono le
Brigate
rosse – Partito della Guerriglia
guidate da Giovanni Senzani e nate dall’accorpamento
della colonna di Napoli con il Fronte Carceri. |
|
27
aprile-24 luglio, Napoli:
sequestro Cirillo
(e uccisione dei 2 uomini della scorta). Il sequestro
dell’assessore democristiano alla Regione Campania è gestito
per intero dal Partito Guerriglia. |
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20 maggio,
Mestre:
sequestro del Direttore del Petrolchimico di Marghera
Giuseppe
Tagliercio (ucciso
il 5 luglio), l’unico ancora rivendicato con la sigla
unitaria Br ma gestito dalla colonna veneta “Annamaria
Ludmann”. |
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1° giugno,
Milano:
sequestro Sandrucci, ingegnere dell’Alfa Romeo (progettato e
gestito dalla colonna “Walter Alasia”). |
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11 giugno,
San Benedetto del Tronto (AP):
sequestro di Roberto Peci (ucciso 54 giorni dopo, il 3
agosto), fratello di Patrizio. Anche questa operazione è
gestita dal Partito Guerriglia. |
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Agosto:
la colonna romana tenta, fallendo, la ricomposizione delle
contraddizioni esplose tra i vari spezzoni
dell’Organizzazione; la spaccatura tra “movimentasti” e
“militaristi” si riflette anche in carcere. Secondo
Franceschini, il “gruppo storico” sceglie di schierarsi con
il Partito Guerriglia di Senzani per “verificare fino in
fondo” la possibilità di aprire il partito alle masse. |
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Ottobre-novembre:
nasce la colonna autonoma veneta
2 agosto. |
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Ottobre,
Padova:
riunione della Direzione Strategica. Si formano le
Brigate rosse – Partito Comunista Combattente.
Vi aderiscono – tra gli altri – Barbara Balzerai, Antonio
Savasta, Francesco Lo Bianco, Luigi Novelli, Remo Pancelli,
Marina Putrella, Piero Vanzi e – dall’interno del carcere –
Iannelli, Piccioni, Seghetti, Gallinari. |
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In una
successiva riunione dell’esecutivo a Milano, in via Verga
22, viene programmata la campagna contro il generale Nato
James Lee Dozier. Dell’esecutivo fanno parte all’epoca
Balzerani, Savasta, Novelli e Lo Bianco. |
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Dicembre:
le Brigate rosse – Walter Alasia diffondono la loro prima
Risoluzione Strategica. |
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Giovanni
Senzani teorizza il “salto del partito” grazie alla
mobilitazione di “organismi di massa rivoluzionari” che si
orienterebbero verso la “guerra civile”: uno scenario del
tutto privo di qualsiasi attendibilità e aggancio alla
realtà politica e sociale del Paese. |
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17
dicembre, Verona:
viene rapito il Generale
James
Lee Dozier. L’azione è rivendicata dalle
Brigate rosse – Partito Comunista Combattente. |
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1982 |
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3 gennaio:
un commando “misto” formato da uomini dei Nuclei
comunisti e dei Colp guidato da Sergio Segio fa
saltare un muro esterno del carcere di Rovigo consentendo la
fuga, dopo una sparatoria, di Susanna Ronconi e di altre tre
detenute di Prima linea. Un passante, Angelo Furlan, muore
di infarto. |
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9 gennaio,
Roma:
nella base romana di via Pesci viene catturato
Giovanni Senzani. La colonna napoletana non viene però
intaccata e porta a compimento altri 4 azioni mortali
(vengono uccisi l’assessore Delcogliano e l’agente di scorta
Irmano, il capo della squadra mobile Ammaturo e il suo
autista, agente Pasquale Paola) per poi trasferirsi a Torino
e venire infine smantellata a fine anno. Le forze di
sicurezza individuano la base di Senzani in seguito alle
rivelazioni fatte da due brigatisti arrestati, Stefano
Putrella e Ennio Di Rocco; quest’ultimo pagherà con la vita
le rivelazioni fatte (assassinato in carcere il 27 luglio
’82). |
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22 gennaio,
Roma:
accordo sindacati-confindustria sulla riduzione della scala
mobile. |
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28 gennaio,
Padova:
il generale Dozier viene liberato dalle forze
dell’ordine con un’irruzione nella base di via Pindemonte.
Fanno clamore
le
accuse di torture e sevizie inflitte ai brigatisti
catturati durante l’operazione (la denuncia parte dal
brigatista Cesare Di Leonardo e dal Siulp grazie alla
testimonianza del capitano Ambrosiani e dell’agente Trifirò,
ucciso 4 anni più tardi in seguito a un misterioso conflitto
a fuoco). Tra gli arrestati, il capo colonna
Antonio Savasta che, più
tardi, e in seguito anche forse ai danni psicologici
derivanti dalle torture inflitte a lui e alla sua compagna,
Emilia Libera, sarà tra i pentiti più prolifici. |
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Da qui alla
la metà di febbraio, le Br subisco perdite determinanti,
decisive (basi scoperte e centinaia di arresti); vengono
arrestati tutti i dirigenti storici ancora in libertà,
compresi Lo Bianco e Novelli, i superstiti componenti
dell’esecutivo. È in questo frangente che l’Organizzazione
comincia a introdurre nei suoi documenti la parola d’ordine
della ritirata strategica, ovvero la necessità di un
periodo di generale riadeguamento dell’avanguardia
rivoluzionaria a seguito dei rovesci registrati. |
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Si
registrano all’interno dell’Organizzazione delle divisione
tra una “maggioranza”
(probabilmente guidata da Barbara
Balzerani, sfuggita agli arresti del dopo-Dozier e
catturata solo nel 1985) e una “minoranza”;
dibattito interno tra una “prima” e una “seconda” posizione,
tra i “militaristi” delle Br-Pcc e i “movimentaristi” che
daranno vita all’Udcc. |
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3 marzo,
Roma:
viene arrestato per la prima volta
Germano ‘Guliver’ Maccari. Le accuse a suo carico non
contemplano ancora la partecipazione al sequestro/omicidio
di Aldo Moro. L’arresto e la condanna per tali accuse
avverranno 11 anni più tardi. Il nome di Maccari è fatto
dalla Faranda e dai silenzi di Morucci: Germano ‘Guliver’
Maccari è l’ing. Altobelli, il “quarto uomo” del sequestro
Moro. |
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14 aprile,
Roma:
ha inizio il primo grado del processo Moro. |
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24 maggio, Vecchiano (Pi):
Umberto Catabiani, membro
della Direzione strategica delle Br – Pcc, viene ucciso dai
carabinieri al termine di un inseguimento iniziato alle 8
del mattino e conclusosi 5 ore più tardi. |
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29 maggio:
la legge n° 304, “Insieme di misure a difesa dell’ordine
costituzionale”, la cosiddetta “legge sui pentiti”,
introduce alcune ipotesi di non-punibilità per i reati di
associazione. |
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15 luglio,
Napoli:
un commando delle Br – PdG uccide il vicequestore
Antonio Ammaturo e il suo autista Pasquale
Paola. |
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23 luglio,
Milano:
nei pressi di un bar viene ucciso dalla polizia il militante
della Colonna Walter Alasia Stefano Ferrari. |
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27 luglio:
viene ucciso nel carcere di Trani
Ennio Di Rocco, brigatista del Partito Guerriglia
arrestato in gennaio e, in seguito alle torture subite,
autore di alcune rivelazioni ai Cc. L’accusa mossa a Di
Rocco dai suoi assassini è quella di aver favorito l’arresto
di Giovanni Senzani. La sua vicenda apre all’interno delle
carceri, tra i prigionieri politici, un lungo e travagliato
dibattito intorno ai problemi della tortura e della
desolidarizzazione all’interno delle organizzazioni. |
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26 agosto,
Salerno:
un nucleo delle Br-Partito Guerriglia attacca due vetture
dell’esercito con 11 militari a bordo al fine di espropriare
delle armi. La volante di scorta al convoglio risponde al
fuoco. Restano uccisi gli agenti Antonio Bandiera e Mario De
Marco. Il soldato di leva Antonio Palombo, rimasto
gravemente ferito, morirà il successivo 23 settembre. |
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Ottobre,
Torino:
la vicenda di Natalia Ligas,
esponente di punta della colonna partenopeo-torinese,
sospettata di essere un’infiltrata ed entrata così nel
mirino dei suoi ex-compagni che ne progettano il sequestro.
Ligas viene però arrestata il giorno prima di quello fissato
per l’operazione. La colonna decide così di dare risalto al
comunicato con cui denunciano l’ex compagna con un’azione.
Il 21 ottobre un commando di 5 persone assalta
l’agenzia del Banco di Napoli di via Domodossola a Torino,
stendono a terra due guardie della Mondialpol e le uccidono
con un colpo alla nuca. Nel documento che rivendica l’azione
viene appunto denunciata l’infiltrata e delatrice Natalia
Ligas. |
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12
novembre, Milano:
cade un altro militante della Walter Alasia, Maurizio
Biscaro. |
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Il 1982 può
essere considerato a tutti gli effetti l’ultimo degli “anni
di piombo”. |
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1983 |
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Gennaio:
vengono arrestati gli ultimi componenti della colonna
“Walter Alasia” tra cui quel Ario Pizzarelli che troviamo
rivendicare dal carcere le azioni di inizio anni Novanta
contro la base Nato di Aviano; sempre del gennaio è il
documento della Walter Alasia Ancora un passo. |
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24 gennaio,
Roma:
si conclude il primo grado del processo Moro con 32
ergastoli. Vedi la sezione
Il caso Moro del sito. |
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4 febbraio,
Roma:
presso la Corte di Assise presieduta da Severino Santiapichi
comincia il processo di primo grado per gli arresti del “7
aprile” (spezzone romano); al termine del processo, Negri e
Scalzone verranno condannati rispettivamente a 30 e 20 anni
di carcere. Condanne anche per gli altri imputati. In
appello la sentenza verrà stravolta. |
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Primavera –
estate:
processo alla colonna torinese delle Br. Durante le udienze,
il brigatisti emettono 5 comunicati, i primi 4 di piccole
dimensioni, mentre l’ultimo, il quinto, molto più voluminoso
e raccolto nel volume
Politica e rivoluzione,
di Coi, Gallinari, Piccioni e Seghetti. Il documento traccia
un bilancio politico delle Brigate rosse e, in generale, di
tutto le Organizzazioni Comuniste Combattenti e rappresenta
anche una critica serrata alle tesi esposte in altri
documenti (vedi soprattutto Gocce di sole nella città
degli spettri) da alcuni membri del “gruppo
storico”, tra i quali Curcio e Franceschini. |
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3 maggio,
Roma:
viene gambizzato Gino Giugni (socialista, consulente dei
sindacati e del ministero del Lavoro), tra i promotori
dell’accordo sulla “scala mobile” del gennaio ’82. |
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28 giugno,
Roma:
si concludono i lavori della Commissione parlamentare
d’inchiesta sul caso-Moro, dopo 2 proroghe, 3 presidenti e
50.811 pagine pubblicate in 72 volumi. |
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1984 |
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14
febbraio:
il “decreto di San Valentino” blocca la scala mobile. Duro
scontro a sinistra tra Psi e Pci e anche all’interno del
sindacato. |
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15
febbraio, Roma:
le Br-Pcc uccidono il diplomatico americano Ray Leamon Hunt,
responsabile della forza multinazionale nel Sinai. Viene
lanciata la proposta della creazione di un Fronte
Internazionale Antimperialista. |
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24 marzo:
la misteriosa rapina al deposito romano della Brink’s
Securmark (bottino di 35 miliardi), inizialmente rivendicata
dalle Br e poi attribuita a quello stesso Tony Chicchiarelli
autore del falso comunicato n°7 del sequestro Moro. La
rapina costituirebbe secondo alcuni la fatua ricompensa ai
servizi resi da Chicchiarelli allo Stato. Chicchiarelli
verrà ucciso sotto la sua abitazione romana da un killer
ignoto il 28 settembre di questo stesso anno. |
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Maggio:
alcuni militanti delle Br-PCC assumono la denominazione di
Seconda Posizione; si costituisce l’UdCC (Unione
dei comunisti combattenti) tra cui le militanti
Geraldina ‘Paola’ Colotti, Paolo Persichetti e Wilma
‘Roberta’ Monaco; si vedano i documenti costitutivi
Un’importante battaglia politica nell’avanguardia
rivoluzionaria e Manifesto e tesi di
fondazione [vedi G. Bianconi, pp. 262-269]. |
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3 dicembre:
si apre il grado di appello del processo Moro (Moro due) con
i nuovi contributi di Faranda e Morucci, arrestati nel ’79 e
nel frattempo dissociatisi dalla lotta armata. |
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1985 |
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19 gennaio:
nell’aula bunker del Foro Italico, dove è in corso il
processo d’appello per il caso Moro, Valerio Morucci e altri
170 detenuti brigatisti annunciano la loro dissociazione e
firmano un documento di addio alla lotta armata. |
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15 marzo:
si conclude il grado di appello del processo Moro, con una
riduzione degli ergastoli da 32 a 22 (confermati
successivamente dalla Cassazione). |
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27 marzo,
Roma:
omicidio dell’economista di area Cisl
Ezio
Tarantelli, tra i massimi sostenitori della
riduzione e del successivo blocco della scala mobile, il
tipico rappresentante intellettuale di quella
razionalizzazione riformista contro la quale il partito
armato ha indirizzato le sue ultime azioni. Il nuovo
attentato è attribuito alla ristrutturata colonna romana
guidata da Alessio Casimirri
e sua moglie Rita Algranati
(i 2 nomi torneranno agli onori della cronaca nel 2004 per
le vicende legate alla loro estradizione). Viene diffusa la
risoluzione strategica n° 20
[vedi G. Galli, pp. 342-344]; il testo, che si collega al
documento Politica e rivoluzione, ha grande spazio e
risalto nella stampa (vedi il Corriere della sera del
30/03). |
|
Seguono
numerosi altri arresti tra le fila dell’Organizzazione, tra
cui quelli di Roberto Rinaldi e Raimondo Etro. |
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19 giugno:
viene arrestata Barbara Balzerani
“Sara”; da questa data, e per tutta la seconda metà
dell’anno, le azioni targate Br si riduco a due sole rapine
(a Tivoli e a Roma) e a un’altra fallita a Milano. |
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18 dicembre:
entra in vigore la legge n° 34 “Misure a favore di chi si
dissocia dal terrorismo”. |
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1986 |
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30 gennaio,
Padova:
assoluzione parziale in primo grado (“spezzone padovano”)
per il gruppo Negri. Cade il “teorema Calogero”: l’autonomia
padovana non è al vertice delle Br, né a Potere Operaio né
ad Autonomia Operaia viene riconosciuto lo status di “banda
armata”; tale è considerata solo l’organizzazione Fronte
comunista combattente, mentre ai Collettivi politici veneti
viene attribuito il reato di associazione sovversiva. |
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Febbraio,
Napoli:
inizia il processo a Giovanni Senzani e alle Brigate rosse –
Partito della Guerriglia. |
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10
febbraio, Firenze:
omicidio di Lando Conti. L’attentato è rivendicato dalle
Brigate rosse – Partito comunista combattente. Viene ancora
diffusa nella circostanza la Risoluzione n. 20. |
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21
febbraio, Roma:
prima azione dell’UdCC (attentato ai danni di Antonio Da
Empoli, nel corso del quale muore la militante Wilma
Monaco). |
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15 giugno,
Roma:
si apre il processo Moro-ter. |
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26 giungo,
Roma:
si apre il “processo Metropoli”. Il processo si occupa
sostanzialmente dei rapporti tra il progetto della rivista
"Metropoli" e alcuni suoi redattori, in particolare Pace e
Piperno, con l'organizzazione Brigate Rosse, ipotizzando
quindi che tra Potere Operaio, Autonomia Operaia e Br vi sia
stata una connessione stretta, anzi un tentativo di
unificazione di tutte le formazioni armate. Il 21 luglio
1987 la Corte emette la sentenza: gli “atti specifici” non
dimostrano in alcun modo una connessione tra il progetto
"Metropoli" e le Brigate Rosse. |
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1987 |
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Gennaio:
con una
lunga
intervista dal carcere rilasciata al giornalista
Mario Scialoja, Renato Curcio interrompe il lungo silenzio e
lancia la “campagna di libertà” per una soluzione sul
terreno politico del problema dei detenuti e degli esuli
politici. |
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22 gennaio,
Roma:
arresto di Geraldina
‘Paola’ Colotti e di altri 2 militanti delle UdCC. |
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10
febbraio:
approvata
la legge sulla dissociazione. |
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14
febbraio, Roma:
la
strage di S. Valentino. Durante
una
rapina in via Prati di Papa, un nucleo delle
Br-Pcc uccide 2 agenti portavalori, Roberto Lanari e
Giuseppe Scravaglieri. Per questo delitto verranno
incriminate 8 persone, tra cui Vincenza Vaccaio. |
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20 marzo,
Roma:
agguato mortale a Licio Giorgieri (direttore
della Sezione costruzione armi e armamenti aeronautici e
spaziali dell’aeronautica) da parte delle UdCC. |
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Aprile:
Curcio, Moretti, Iannelli e Bertolazzi fanno
recapitare dal carcere alcune lettere a Rossana Rossanda (il
manifesto) nelle quali dichiarano conclusa l’esperienza
della lotta armata. |
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16 maggio:
si conclude il primo grado del “processo Metropoli”. Piperno
e Pace vengono condannati a 10 anni per banda armata e
associazione sovversiva mentre vengono scagionati in merito
all’accusa di concorso nel sequestro Moro. |
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2 giugno,
Roma:
una
operazione dell’antiterrorismo porta in carcere 5
membri delle UdCC. |
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8 giugno,
Roma:
sentenza d’appello nel procedimento relativo al troncone
romano dell’inchiesta sul “7 aprile”. La sentenza di Primo
Grado viene completamente riformulata: confermate le
sentenze di condanna per i soli Negri e Scalzone (ma con
forti sconti di pena) mentre vengono assolti tutti gli altri
imputati condannati in Primo Grado. Il superpentito Carlo
Fioroni, protagonista del processo d’appello, viene ritenuto
attendibile per alcuni fatti (la rapina di Argelato, ad
esempio, per la quale Negri viene condannato in qualità di
mandante) e inattendibile per altri (il sequestro Saronio). |
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1988 |
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Prosegue il
dibattito sull’indulto. |
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16 aprile,
Forlì:
agguato mortale delle Br-Pcc al senatore
democristiano Roberto Ruffilli. |
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L’omicidio
Ruffilli porta alla ribalta della cronaca la terza
generazione delle Br: numerosi arresti ai danni delle ‘nuove
Br’. |
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19 giugno,
presso Verona:
Marco Donat Cattin viene travolto da un’auto mentre, per
soccorrere un ferito, tenta di fermare la macchina in corsa.
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7
settembre, Roma:
una maxi
operazione delle forze dell’ordine cattura il presunto
commando degli omicidi Tarantelli, Conti e Ruffilli. |
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12 ottobre:
si conclude il Moro-ter. |
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23 ottobre:
Oggi le Brigate rosse
coincidono di fatto con i prigionieri politici delle Brigate
rosse… Occorre portare la propria esperienza storica sul
terreno della lotta politica… La prima battaglia da fare è
quella per un’amnistia politica generale… La lotta armata
contro lo Stato è finita.
Firmato dagli “irriducibili” Pasquale Abatangelo, Paolo
Cassetta, Prospero Gallinari, Francesco Lo Bianco, Maurizio
Locusta, Remo Pancelli, Francesco Piccioni e Bruno Seghetti. |
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